Le azioni ASML e Tokyo Electron si riprendono mentre gli Stati Uniti ammorbidiscono la posizione sulle sanzioni sui chip cinesi

Le azioni ASML e Tokyo Electron si riprendono mentre gli Stati Uniti ammorbidiscono la posizione sulle sanzioni sui chip cinesi
Diya Poddar
28 nov 2024, 11:44 AM
  • Le azioni ASML salgono del 3,6%, con una flessione dei ricavi prevista più contenuta in Cina.
  • Tokyo Electron cresce del 6% poiché le sanzioni si concentrano sulle apparecchiature, non sulle fabbriche.
  • Gli analisti prevedono che le vendite di ASML in Cina diminuiranno meno del 30% previsto il prossimo anno.

Le azioni delle aziende globali produttrici di apparecchiature per semiconduttori hanno registrato un rialzo giovedì, in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti stanno valutando di imporre sanzioni più restrittive all'industria cinese dei chip.

Queste misure, apparentemente più soft rispetto alle proposte precedenti, potrebbero limitare l'impatto su alcuni produttori cinesi, suscitando ottimismo tra i fornitori di apparecchiature come ASML e Tokyo Electron.

Le azioni ASML sono salite del 3,6% nelle prime contrattazioni europee, mentre Tokyo Electron è balzata di oltre il 6% in Giappone.

Il cambiamento di opinione nasce dalle aspettative che le nuove regole possano escludere attori chiave come ChangXin Memory Technologies (CXMT), un potenziale concorrente di Samsung e SK Hynix.

Nuove regole per rimodellare il panorama dei semiconduttori

Un rapporto di Bloomberg suggerisce che Washington si sta concentrando sulla limitazione delle vendite di specifiche apparecchiature per semiconduttori e chip di memoria per l'intelligenza artificiale alla Cina, anziché imporre restrizioni generalizzate.

Il Bureau of Industry del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti non si è ancora espresso in merito alle possibili normative.

Invece di prendere di mira indiscriminatamente tutte le entità, gli Stati Uniti mirano a inserire un numero inferiore di aziende nella loro Entity List, il meccanismo di controllo delle esportazioni progettato per limitare il flusso di tecnologia alle aziende cinesi.

In particolare, si prevede che CXMT, che produce chip di memoria, non verrà aggiunta all'elenco, riducendo così la minaccia immediata alle attività dell'azienda e all'intera catena di fornitura.

L'esposizione di ASML in Cina potrebbe migliorare

ASML, un'azienda olandese fondamentale per la produzione di chip avanzati, è stata al centro della rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina.

I suoi macchinari sono essenziali per la produzione di semiconduttori all'avanguardia e i controlli sulle esportazioni degli Stati Uniti hanno in passato ostacolato la capacità dell'azienda di servire i clienti cinesi.

Gli analisti di Jefferies hanno osservato che in precedenza ASML aveva previsto un calo del 30% dei suoi ricavi dalla Cina l'anno prossimo a causa di queste restrizioni.

Tuttavia, se le misure proposte rimanessero meno aggressive, il calo delle vendite di ASML in Cina potrebbe essere inferiore a quanto inizialmente previsto.

I governi olandese e statunitense hanno già imposto severe restrizioni all'esportazione di macchine litografiche avanzate da parte di ASML in Cina.

Ulteriori norme mirate ai produttori cinesi di apparecchiature per semiconduttori, anziché ai fab (impianti di fabbricazione di chip), potrebbero offrire un po' di sollievo all'ASML, preservando la domanda da parte di clienti chiave come la TSMC di Taiwan e la SMIC cinese.

Le implicazioni della strategia ricalibrata di Washington potrebbero estendersi oltre l'ASML.

Probabilmente ne trarranno vantaggio i fornitori di apparecchiature che vendono alle fabbriche anziché direttamente ai produttori cinesi di semiconduttori.

Ad esempio, Tokyo Electron, che ha registrato un notevole balzo nel prezzo delle sue azioni, potrebbe anche subire meno disagi nelle sue attività in Cina se le sanzioni continuassero a concentrarsi sui produttori di apparecchiature.

Le tensioni geopolitiche a lungo termine tra Stati Uniti e Cina continuano a incombere sul settore dei semiconduttori.

Considerata la già tesa situazione della filiera globale dei chip, eventuali sanzioni aggiuntive rischiano di esacerbare le sfide esistenti.

Conflitto tecnologico tra Stati Uniti e Cina

La battaglia dei semiconduttori è solo un fronte nel più ampio conflitto tecnologico tra Stati Uniti e Cina.

Gli Stati Uniti hanno progressivamente limitato il flusso di tecnologie avanzate verso la Cina, adducendo preoccupazioni circa la sicurezza nazionale e la supremazia tecnologica.

La Cina, in risposta, ha cercato di potenziare la propria capacità produttiva interna di chip attraverso iniziative come la strategia Made in China 2025.

Sebbene le ultime sanzioni di Washington appaiano più moderate, la rivalità di fondo resta immutata.

Il progressivo distacco delle due economie in settori critici come quello dei semiconduttori sottolinea la fragilità delle catene di approvvigionamento globali e l'importanza delle industrie strategiche nel plasmare le relazioni internazionali.