I mercati asiatici calano mentre l'inflazione di Tokyo accelera, il settore manifatturiero della Corea del Sud rimbalza

I mercati asiatici calano mentre l'inflazione di Tokyo accelera, il settore manifatturiero della Corea del Sud rimbalza
Srinibas Rout
29 nov 2024, 06:28 AM
  • Il dollaro statunitense è sceso dell'1,4% rispetto alle principali valute.
  • Venerdì i prezzi del petrolio si sono stabilizzati dopo la notizia del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.
  • Questa settimana l'oro è sceso del 2,7%, attestandosi a 2.638,29 dollari l'oncia.

Venerdì i mercati dell'area Asia-Pacifico hanno registrato un andamento prevalentemente al ribasso, in quanto gli investitori hanno digerito una serie di dati economici, tra cui l'accelerazione dell'inflazione a Tokyo e la ripresa della produzione industriale in Corea del Sud.

Gli indici di riferimento della regione hanno subito pressioni a causa dell'incertezza che circonda la politica monetaria globale, nonostante sacche di resilienza in alcuni mercati selezionati.

I dati sull'inflazione di Tokyo di novembre hanno mostrato un aumento del tasso di inflazione al 2,6%, in netto aumento rispetto all'1,8% di ottobre.

L'inflazione di fondo, che esclude i prezzi volatili dei prodotti alimentari freschi, si è attestata al 2,2%, leggermente al di sopra del 2,1% previsto dagli economisti in un sondaggio Reuters.

I dati sull'inflazione di Tokyo, spesso considerati un indicatore delle tendenze a livello nazionale, suggeriscono una crescente pressione sui prezzi in Giappone, il che potrebbe rafforzare la tesi di un potenziale aumento dei tassi da parte della Banca del Giappone nella riunione di dicembre.

Nel frattempo, la produzione industriale della Corea del Sud ha registrato una ripresa, con un incremento del 2,3% su base annua a ottobre, invertendo la contrazione dell'1,3% registrata a settembre.

Nonostante i dati positivi, il benchmark sudcoreano Kospi è sceso dell'1,74%, mentre il Kosdaq, focalizzato sulle azioni a piccola capitalizzazione, è sceso dell'1,75%.

Questa divergenza evidenzia le persistenti preoccupazioni del mercato in merito alla domanda globale e all'incertezza economica.

In Giappone, il Nikkei 225 è scivolato dello 0,59% e il più ampio Topix è sceso dello 0,35% mentre gli investitori soppesavano i dati sull'inflazione. L'S&P/ASX 200 australiano ha rispecchiato la flessione regionale, perdendo lo 0,35%.

Al contrario, l'indice Hang Seng di Hong Kong ha sfidato la tendenza con un modesto guadagno dello 0,21%, sostenuto dalla ripresa dei titoli tecnologici.

Tuttavia, l'indice CSI 300 della Cina continentale ha registrato un leggero calo nelle prime contrattazioni.

Il dollaro si indebolisce tra le speculazioni sul taglio dei tassi

Questa settimana il dollaro statunitense è sceso dell'1,4% rispetto alle principali valute, poiché gli operatori si aspettavano sempre di più un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a dicembre.

Secondo lo strumento FedWatch del CME Group, i mercati dei futures ora assegnano una probabilità del 63% a un taglio di un quarto di punto, in aumento rispetto al 55% della settimana precedente.

Lo yen si è apprezzato fino al massimo delle cinque settimane, scambiando sotto i 150 contro il biglietto verde, sostenuto dall'impennata dell'inflazione a Tokyo e dalle crescenti speculazioni su una politica monetaria più restrittiva da parte della Banca del Giappone.

Prezzi del petrolio stabili, oro in calo

Venerdì i prezzi del petrolio si sono stabilizzati in seguito alla notizia di un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah, ma restano destinati a subire perdite settimanali.

I future sul greggio statunitense West Texas Intermediate sono saliti dello 0,1% a 68,76 dollari al barile, in calo del 2,5% sulla settimana.

Nel frattempo, l'oro è sceso del 2,7% questa settimana, attestandosi a 2.638,29 dollari l'oncia, mentre il dollaro si è indebolito.

La crescita economica dell'India rallenta

Si prevede che l'economia indiana registrerà la crescita trimestrale più lenta da marzo 2023, con gli economisti che prevedono un'espansione del 6,5% nel secondo trimestre fiscale.

La stima è inferiore alla precedente previsione della Reserve Bank of India del 7% e rappresenta un leggero rallentamento rispetto alla crescita del 6,7% registrata nel primo trimestre.

Secondo le previsioni di ottobre della Banca centrale indiana (RBI), l'agricoltura, che rappresenta oltre il 18% del PIL indiano, dovrebbe registrare ottimi risultati, sostenuta dalla sostenuta spesa dei consumatori e dal miglioramento della fiducia delle imprese.

Focus su Europa e politica monetaria

I mercati obbligazionari europei hanno offerto un po' di tregua, con i rendimenti dei titoli di Stato francesi in calo dopo che il Primo Ministro Michel Barnier ha accantonato i piani di aumento delle tasse sull'elettricità nel bilancio 2025.

Nel frattempo, l'inflazione tedesca è stata inferiore alle previsioni, segnalando un potenziale rischio di ribasso per la lettura dell'inflazione nell'eurozona.

Gli operatori restano concentrati sulla Banca Centrale Europea e le aspettative tendono a un graduale taglio dei tassi a dicembre.

I segnali contrastanti provenienti da Asia, Europa e Stati Uniti indurranno gli investitori a monitorare attentamente gli indicatori economici chiave e le decisioni delle banche centrali nelle prossime settimane, mentre i mercati continuano a muoversi in un contesto globale complesso.