Putin firma la legge che esenta le vendite e il mining di criptovalute dall'IVA in Russia

Putin firma la legge che esenta le vendite e il mining di criptovalute dall'IVA in Russia
Charles Thuo
29 nov 2024, 14:47 PM
  • Putin firma la legge che riconosce la valuta digitale come proprietà ed esenta l'IVA.
  • I miner di criptovalute devono denunciare i propri clienti alle autorità fiscali, altrimenti rischiano multe fino a 40.000 rubli.
  • I profitti derivanti dal cripto-mining saranno tassati al 25% a partire dal 2025, senza accesso a sistemi fiscali preferenziali.

Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato un'importante legge che riconosce ufficialmente la valuta digitale come una forma di proprietà, rimodellando il panorama legale per le operazioni in criptovaluta nel Paese e consentendone l'utilizzo negli accordi di commercio estero.

Questa nuova legislazione, volta a regolamentare la circolazione e la tassazione delle risorse digitali, apporta chiarezza al settore in evoluzione delle criptovalute, introducendo al contempo quadri fiscali specifici per le attività di mining e trading.

Mining di criptovalute e vendita di valute digitali esenti da IVA

In base alla nuova legge, entrata in vigore al momento della pubblicazione ufficiale, le valute digitali sono classificate come proprietà, comprese quelle utilizzate per accordi di commercio estero nell'ambito del regime giuridico sperimentale (ELR) della Russia per le innovazioni digitali.

Questa classificazione consolida lo status giuridico delle risorse digitali in Russia ed è vista come un importante passo avanti negli sforzi del governo volti a creare un ambiente strutturato per il settore delle criptovalute.

Una delle disposizioni chiave della legge è l'esenzione dall'imposta sul valore aggiunto (IVA) per il crypto mining e la vendita di valute digitali.

Ciò andrà a vantaggio degli operatori minerari, poiché ridurrà l'onere finanziario delle loro attività.

Tuttavia, gli operatori di attività di cripto-mining in Russia sono ora tenuti a segnalare i propri clienti alle autorità fiscali, pena una multa fino a 40.000 rubli.

Questa disposizione mira ad aumentare la trasparenza e a garantire un monitoraggio più efficace delle operazioni minerarie.

I ricavi derivanti dal mining e dalle vendite di criptovalute sono considerati “redditi in natura”

I redditi derivanti dal mining di criptovalute saranno considerati “redditi in natura” e tassati in base al valore di mercato.

Le tasse saranno calcolate utilizzando una scala progressiva, con detrazioni consentite per le spese minerarie.

I redditi derivanti dall'acquisizione, dalla vendita o dalla circolazione di valute digitali saranno tassati secondo un sistema di imposta sul reddito delle persone fisiche a due livelli: il 13% per i guadagni fino a 2,4 milioni di rubli e il 15% per qualsiasi reddito superiore a tale soglia.

Questa struttura allinea i redditi derivanti dalla valuta digitale ad altre forme di reddito, come le transazioni con titoli o depositi bancari.

La legge contiene anche disposizioni relative all'imposta sul reddito delle società.

A partire dal 2025, i profitti generati dal mining di valute digitali saranno soggetti all'aliquota fiscale standard del 25%.

Questa mossa allinea il trattamento del mining di criptovalute a quello delle industrie tradizionali, garantendo che le imprese minerarie contribuiscano alla base imponibile nazionale.

Tuttavia, la legge impone diverse restrizioni ai regimi fiscali a disposizione dei trader e dei minatori di criptovalute.

Coloro che sono coinvolti nell'estrazione o nel commercio di valute digitali saranno esclusi dai sistemi fiscali preferenziali, come il sistema fiscale semplificato, i benefici fiscali agricoli e lo status di lavoratore autonomo.

Queste restrizioni impediscono alle entità legate alle criptovalute di beneficiare dei vantaggi fiscali solitamente disponibili ad altri settori dell'economia.