La crescita delle fabbriche cinesi di novembre raggiunge il massimo degli ultimi 5 mesi: Caixin PMI raggiunge 51,5

La crescita delle fabbriche cinesi di novembre raggiunge il massimo degli ultimi 5 mesi: Caixin PMI raggiunge 51,5
Srinibas Rout
02 dic 2024, 06:45 AM
  • Si tratta del secondo mese consecutivo in cui l'indice rimane sopra la soglia dei 50 punti.
  • Il Caixin PMI monitora principalmente le performance delle piccole e medie imprese.
  • Sebbene i dati del settore manifatturiero dipingano un quadro positivo, in altri settori persistono delle sfide.

A novembre, il settore manifatturiero cinese ha registrato la crescita più forte degli ultimi cinque mesi, offrendo nuovi segnali di ripresa nella seconda economia mondiale.

L'indice Caixin/S&P Global Manufacturing Purchasing Manager's Index (PMI) ha raggiunto quota 51,5, superando significativamente le previsioni di 50,5 di un sondaggio Reuters.

Si tratta del secondo mese consecutivo in cui l'indice rimane sopra la soglia dei 50 punti, a indicare un'espansione nel settore manifatturiero.

Il Caixin PMI monitora principalmente le performance delle piccole e medie imprese, nonché delle aziende private, offrendo una visione più ampia della salute economica della Cina, che va oltre le grandi imprese statali rilevate nei dati PMI ufficiali.

Anche l'indice PMI ufficiale, pubblicato sabato mattina, ha mostrato una crescita, salendo a 50,3 a novembre da 50,1 a ottobre, superando le aspettative del mercato che si attestavano su 50,2.

Gli sforzi di stimolo cominciano a dare risultati

La crescita più forte del previsto riflette l'impatto iniziale delle recenti misure di stimolo della Cina, volte a rilanciare la sua economia in difficoltà.

Introdotte a fine settembre, queste politiche includono un aumento della spesa fiscale, misure per stabilizzare il mercato immobiliare in difficoltà e una riduzione del coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) da parte della Banca Popolare Cinese.

Questo taglio del RRR ha immesso ulteriore liquidità nel sistema finanziario, riducendo la quantità di denaro contante che le banche devono detenere come riserva.

Sebbene i dati del settore manifatturiero dipingano un quadro positivo, in altri settori persistono delle sfide.

In ottobre, gli utili industriali della Cina sono diminuiti del 10% su base annua, segnando il terzo mese consecutivo di contrazione.

Inoltre, gli investimenti immobiliari sono diminuiti del 10,3% da gennaio a ottobre rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, evidenziando le difficoltà in corso del settore immobiliare.

Tuttavia, le vendite al dettaglio di ottobre hanno superato le aspettative, preannunciando una ripresa della spesa dei consumatori.

Questi segnali contrastanti sottolineano la complessità del percorso di ripresa della Cina, alle prese con pressioni economiche interne ed esterne.

In una riunione del Politburo di settembre, i leader cinesi hanno intensificato gli sforzi per stimolare la crescita, promettendo sostegno allo sviluppo delle infrastrutture e alla spesa fiscale.

All'inizio di novembre è stato presentato un piano quinquennale da 10 trilioni di yuan (1,4 trilioni di dollari) per far fronte al crescente debito degli enti locali, con indicazioni che un ulteriore sostegno economico seguirà nel 2024.

Sfide esterne incombono sulla Cina

Nonostante questi indicatori positivi, i rischi esterni continuano a destare preoccupazione.

La rielezione di Donald Trump nel 2024 ha fatto sorgere il timore di nuove tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, in particolare la possibilità di tariffe più elevate sui prodotti cinesi.

Tali misure potrebbero incidere pesantemente sull'economia cinese basata sulle esportazioni, potenzialmente vanificando i guadagni nella crescita interna.

I dati di novembre offrono una previsione moderatamente ottimistica per l'economia cinese, ma restano ostacoli significativi da superare.

Una ripresa duratura dipenderà dalla continua efficacia delle misure di stimolo, dalla stabilizzazione del settore immobiliare e dalla risoluzione delle sfide del commercio estero.

Mentre la Cina affronta queste complessità, è probabile che i suoi decisori politici continuino a concentrarsi sulla promozione della crescita, gestendo al contempo i rischi, assicurando un approccio equilibrato alla ripresa economica.