CNY/USD: lo yuan scende al minimo di un anno a causa della debole crescita e delle preoccupazioni sui dazi doganali statunitensi

CNY/USD: lo yuan scende al minimo di un anno a causa della debole crescita e delle preoccupazioni sui dazi doganali statunitensi
Vatsala Gaur
03 dic 2024, 06:59 AM
  • Lo yuan ha toccato il minimo annuale nonostante il tasso di riferimento della PBOC sia stato più alto del previsto.
  • Le tensioni commerciali e i timori sui dazi doganali degli Stati Uniti incidono pesantemente sulla ripresa economica della Cina.
  • Gli analisti prevedono un ulteriore indebolimento dello yuan in concomitanza con il crescente rafforzamento del dollaro USA.

Lo yuan è crollato al livello più basso da novembre 2023, con cali sia nelle negoziazioni onshore che offshore.

Ciò avviene nonostante la banca centrale cinese, la Banca Popolare Cinese (PBOC), abbia tentato di rafforzare il sentiment fissando martedì un tasso di riferimento giornaliero più alto del previsto.

Gli operatori non sono convinti, poiché le preoccupazioni per il rallentamento della crescita economica e i potenziali dazi statunitensi sotto l'amministrazione di Donald Trump continuano a pesare sulla valuta.

Le misure di stimolo della Cina non riescono a ispirare

La Cina ha implementato una serie di misure di stimolo per rivitalizzare la propria economia, ma la fiducia degli investitori resta bassa.

Il crollo del mercato residenziale nazionale e la debole performance industriale hanno contribuito ad aumentare il pessimismo.

Il calo dello yuan è ulteriormente aggravato dall'aumento del dollaro statunitense, sostenuto dall'ottimismo sulle prospettive economiche americane.

Christopher Wong, stratega di Oversea-Chinese Banking Corp., ha riassunto il sentiment del mercato in un rapporto di Bloomberg,

Le tensioni commerciali aumentano

La pressione sullo yuan si è intensificata a causa delle crescenti tensioni commerciali.

All'inizio di questa settimana gli Stati Uniti hanno annunciato nuove restrizioni all'accesso della Cina ai componenti chiave per chip e intelligenza artificiale.

Ad aumentare la tensione, nel fine settimana Trump ha ribadito la sua minaccia di imporre dazi del 100% sulla Cina e altri Paesi, riaccendendo i timori di una guerra commerciale.

Gli analisti temono che le potenziali politiche di Trump, la cui entrata in vigore è prevista per gennaio 2025, possano indebolire ulteriormente lo yuan.

"Il mercato teme le incertezze sui potenziali dazi di Trump, che potrebbero arrivare già a gennaio", ha affermato nel rapporto Wee Khoon Chong, stratega di BNY Mellon.

Il differenziale dei tassi di interesse si allarga

Anche il crescente divario tra i tassi di interesse della Cina e quelli degli Stati Uniti sta pesando sullo yuan.

Lunedì il rendimento dei titoli di Stato cinesi a 10 anni è sceso a un minimo storico, oltre due punti percentuali in meno rispetto al loro equivalente statunitense.

Questa differenza rende gli asset statunitensi ad alto rendimento più attraenti per gli investitori, esercitando ulteriore pressione sullo yuan.

Lo yuan onshore è stato scambiato con il più alto sconto rispetto al fixing della PBOC da luglio, evidenziando il sentiment ribassista del mercato.

Gli analisti di BNP Paribas SA, UBS AG e Societe Generale SA prevedono che lo yuan potrebbe indebolirsi oltre il minimo storico di 7,3510 rispetto al dollaro nel 2025.

L’intervento dello Stato rallenta la discesa

Quando lo yuan onshore si è avvicinato al livello di 7,30 rispetto al dollaro, le banche statali cinesi sono intervenute, vendendo dollari per limitare ulteriori perdite.

La PBOC ha fissato il tasso di riferimento giornaliero dello yuan a 7,1996, rafforzando il suo impegno nella gestione delle pressioni al deprezzamento.

Khoon Goh, responsabile della ricerca sull'Asia presso ANZ Bank, ha sottolineato l'importanza del livello di riferimento pari a 7,20.

"Qualsiasi aggiustamento più elevato innescherebbe un acquisto immediato di dollari", ha affermato Goh.

Ha inoltre sottolineato che la PBOC ha a disposizione diversi strumenti per stabilizzare la valuta, se necessario.

Le difficoltà dello yuan hanno avuto ripercussioni sui mercati azionari cinesi.

L'indice CSI 300 è sceso dello 0,6% durante le contrattazioni di martedì, mentre l'indice Hang Seng China Enterprises è sceso fino all'1,1% prima di riprendersi.

Guardando al futuro, gli analisti prevedono una continua volatilità dello yuan, poiché gli operatori valutano le risposte politiche della Cina rispetto alle pressioni economiche esterne.

Con l'amministrazione Trump pronta a reintrodurre i dazi, le prospettive per lo yuan restano piene di incertezza.