Nel 2024 Singapore supererà Hong Kong e diventerà il principale centro asiatico delle criptovalute

Nel 2024 Singapore supererà Hong Kong e diventerà il principale centro asiatico delle criptovalute
Diya Poddar
24 dic 2024, 09:25 AM
  • A dicembre, Hong Kong ha concesso solo 7 licenze complete e 4 approvazioni condizionali.
  • Sia Singapore che Hong Kong mirano a sfruttare l'innovazione delle criptovalute per migliorare la loro reputazione di centri commerciali.
  • L'ambiente normativo di Singapore è stato più flessibile, offrendo un ecosistema favorevole agli operatori di criptovalute.

Nel 2024, Singapore ha consolidato il suo status di hub leader per gli asset digitali, rilasciando 13 licenze per le criptovalute a un mix di principali exchange e operatori globali, più che raddoppiando le approvazioni dell'anno precedente, secondo un rapporto di Bloomberg.

Nel frattempo, il rivale centro finanziario di Hong Kong continua a fare i conti con un processo di concessione delle licenze più lento e con requisiti normativi più rigorosi.

Mentre la concorrenza per attrarre le aziende di asset digitali si fa sempre più agguerrita, l'approccio proattivo di Singapore ne sottolinea il crescente fascino come destinazione mondiale per le criptovalute.

Sia Singapore che Hong Kong mirano a sfruttare l'innovazione delle criptovalute per migliorare la loro reputazione di centri commerciali.

Il ritmo delle licenze e le misure restrittive di Hong Kong, come la limitazione delle transazioni alle criptovalute altamente liquide come Bitcoin ed Ether, hanno lasciato molte aziende a chiedersi la sua fattibilità.

Al contrario, l'ambiente normativo di Singapore è stato più flessibile, offrendo un ecosistema favorevole sia ai player affermati che ai nuovi arrivati nel settore blockchain.

Gli ostacoli normativi di Hong Kong rallentano l'espansione delle criptovalute

Le severe normative di Hong Kong in materia di criptovalute, in particolare per quanto riguarda la custodia degli asset e le politiche sui token, hanno creato ostacoli per le aziende che cercano licenze.

Entro la fine del 2024 la città aveva rilasciato solo sette licenze complete, con quattro approvate a dicembre con condizioni restrittive.

Sono stati concessi permessi provvisori ad altre sette aziende, ma alcuni importanti exchange, tra cui OKX e Bybit, hanno ritirato le loro domande, citando sfide operative e di redditività.

L'esclusività di Hong Kong per il trading di Bitcoin ed Ether limita l'accesso degli investitori a criptovalute alternative più piccole, soffocando la crescita del mercato.

Inoltre, la persistente influenza del divieto cinese sulle criptovalute aggiunge un ulteriore livello di rischio per le aziende che operano nel regime amministrativo speciale di Hong Kong.

Nonostante queste sfide, Hong Kong ha fatto notevoli progressi nelle iniziative blockchain all'ingrosso, tra cui la vendita di obbligazioni verdi digitali per 6 miliardi di dollari di Hong Kong (770 milioni di dollari) tramite la piattaforma di tokenizzazione di HSBC.

Sul fronte al dettaglio, Hong Kong ha lanciato ETF spot di Bitcoin ed Ether nell'aprile 2024, ma hanno deluso rispetto ai loro omologhi statunitensi.

Questi ETF hanno accumulato appena 500 milioni di dollari di asset, una cifra ben inferiore ai 120 miliardi gestiti dagli emittenti statunitensi.

Il quadro flessibile di Singapore attrae i giganti delle criptovalute

Al contrario, il regime di licenze di Singapore incoraggia la collaborazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e startup crypto, promuovendo innovazione e inclusività.

Ciò ha spinto grandi nomi mondiali come Anchorage, BitGo e GSR a stabilire una presenza nella città-stato.

In particolare, le iniziative di Singapore come Project Guardian e Global Layer 1 si concentrano sulla tokenizzazione degli asset e sulla commercializzazione della blockchain, con il supporto della Monetary Authority of Singapore.

L'adattabilità e le misure proattive di Singapore hanno consolidato la sua posizione come "scelta sicura e a lungo termine" per le aziende di asset digitali.

Il quadro normativo del Paese bilancia rischi e opportunità, rendendolo un polo attraente per le operazioni regionali.

Gli operatori del mercato ritengono che l'approccio di Singapore sia più favorevole all'innovazione, creando opportunità per i nuovi entranti e promuovendo la crescita dell'intero ecosistema delle criptovalute.