Il presidente Trump minaccia dazi del 25% su Canada e Messico; i dazi sulla Cina dipendono dall'accordo su TikTok

Il presidente Trump minaccia dazi del 25% su Canada e Messico; i dazi sulla Cina dipendono dall'accordo su TikTok
Utkarsh Roshan
21 gen 2025, 03:28 AM
  • Il presidente Donald Trump ha annunciato l'intenzione di imporre dazi su Messico e Canada a partire dal 1° febbraio.
  • Ha anche affermato che avrebbe potuto imporre tariffe alla Cina se non avesse approvato l'accordo per la vendita di TikTok.
  • Trump non ha fissato una data per l'eventuale introduzione di tariffe sulle importazioni cinesi.

Il presidente Donald Trump ha annunciato l'intenzione di imporre dazi al Messico e al Canada a partire dal 1° febbraio. Parlando ai giornalisti lunedì, Trump ha suggerito di applicare dazi del 25%, citando preoccupazioni sulla sicurezza dei confini e sugli squilibri commerciali.

Trump ha detto:

Il presidente ha definito il Canada "un abusatore molto grave" e ha lasciato intendere che le tariffe potrebbero essere ampie, con ulteriori dettagli ancora da rivelare.

La strategia tariffaria di Trump

Sebbene l'intenzione di Trump di implementare tariffe su larga scala sia stata chiara, i tempi e la portata sono stati oggetto di speculazioni.

I suoi commenti hanno dissipato le precedenti ipotesi secondo cui le tariffe avrebbero potuto riguardare articoli specifici o essere rinviate.

Relazioni precedenti hanno anche suggerito che l'amministrazione sta prendendo in considerazione tariffe del 25% sui beni canadesi e dazi del 10% su tutti gli altri partner commerciali, con la possibilità che nel tempo queste misure vengano inasprite.

Tali misure potrebbero avere un impatto significativo sull'economia canadese, dato che il commercio tra Stati Uniti e Canada supera i 500 miliardi di dollari all'anno.

Trump ha anche affermato che i dazi mirano a esercitare pressione su Canada e Messico per combattere il traffico di fentanil, legando la politica commerciale alla sua più ampia promessa di combattere le bande criminali internazionali, che intende designare come gruppi terroristici.

Trump ha anche annunciato la creazione del "Servizio di entrate eterno" per riscuotere i dazi, affermando che questo nuovo meccanismo porterebbe "enormi quantità di denaro" nelle casse federali. Attualmente, questa funzione è svolta dalla US Customs and Border Protection.

"Imposteremo tariffe e tasse sui paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini", ha sottolineato Trump, presentando le tariffe come parte della sua più ampia agenda per proteggere i lavoratori americani e ridurre la dipendenza dalle nazioni straniere.

Trump sulle tariffe cinesi

Donald Trump ha suggerito che "certamente potrebbe" imporre tariffe alla Cina se non approvasse l'accordo per la vendita di TikTok a un'azienda statunitense.

"Se volessimo fare un accordo con TikTok, e fosse un buon accordo, e la Cina non lo approvasse, allora penso che alla fine lo approverebbe perché avremmo imposto dei dazi alla Cina", ha detto Trump, aggiungendo: "Non sto dicendo che lo farei, ma potresti certamente farlo".

Ha anche osservato che le tariffe potrebbero arrivare fino al 100%.

Trump ha inoltre affermato che gli Stati Uniti "dovrebbero avere diritto a ottenere la metà di TikTok" mentre firmava un ordine che prorogava le operazioni dell'app nel Paese per altri 75 giorni.

Cadono i futures azionari, il dollaro è instabile

L'annuncio ha avuto un impatto immediato, ma contraddittorio, sui mercati finanziari.

I futures azionari sono rimasti stabili mentre Trump parlava, ma i rendimenti dei titoli del Tesoro sono scesi, riflesso delle preoccupazioni degli investitori per potenziali interruzioni economiche.

Anche il dollaro ha perso valore, scendendo di quasi l'1% rispetto a un paniere di valute mondiali.

Inoltre, Trump ha firmato un ordine esecutivo per contrastare l'inflazione attraverso misure di "sostegno emergenziale dei prezzi".

Queste politiche mirano ad affrontare i costi nell'ambito dell'edilizia abitativa, dell'assistenza sanitaria e di altri settori, segnalando una spinta della politica interna parallela alle misure commerciali.