I dazi reciproci di Trump potrebbero colpire UE, Giappone e India: ecco cosa sappiamo.

I dazi reciproci di Trump potrebbero colpire UE, Giappone e India: ecco cosa sappiamo.
Vatsala Gaur
13 feb 2025, 20:58 PM
  • Trump ordina nuovi livelli tariffari per contrastare le barriere commerciali estere.
  • Tra gli obiettivi principali delle tariffe proposte figurano il sistema IVA europeo, il Giappone e l'India.
  • Il piano rischia di scatenare controversie commerciali a livello globale, con possibili ritorsioni da parte dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.

Giovedì il presidente Donald Trump ha ordinato ai suoi consiglieri di determinare nuovi livelli tariffari per tutti i partner commerciali degli Stati Uniti, una mossa radicale che minaccia di sconvolgere il sistema commerciale globale e di scatenare intense trattative in tutto il mondo.

Il memorandum, firmato giovedì, ordina ai funzionari di tenere conto delle varie barriere commerciali imposte dai paesi stranieri, tra cui tariffe, imposte, sussidi e politiche valutarie.

La mossa sottolinea il malcontento di lunga data del presidente per il fatto che gli Stati Uniti vengono sfruttati nel commercio mondiale.

Parlando dall'Ufficio Ovale, Trump ha affermato che l'obiettivo era quello di riportare i posti di lavoro nel settore manifatturiero negli Stati Uniti.

"Se si produce il prodotto negli Stati Uniti, non ci sono dazi", ha affermato.

Il candidato alla carica di Segretario al Commercio Howard Lutnick e il candidato alla carica di Rappresentante commerciale Jamieson Greer, insieme ad altri consulenti, sono stati incaricati di elaborare rapidamente la nuova struttura tariffaria.

Un funzionario della Casa Bianca, parlando a condizione di anonimato, ha affermato che l'amministrazione si aspetta che il piano venga finalizzato al più presto, ha riportato il New York Times.

Una svolta rispetto alle politiche commerciali degli ultimi decenni

Per decenni, gli Stati Uniti hanno determinato le proprie tariffe attraverso negoziati presso organismi commerciali internazionali come l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC).

Il nuovo approccio, che probabilmente comporterà tariffe più elevate, rappresenterebbe un cambiamento unilaterale rispetto a tale quadro, concedendo a Washington la sola discrezionalità nella fissazione delle imposte.

L'ultima azione di Trump segue l'imposizione recente di tariffe del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio, parte di una più ampia iniziativa per contrastare ciò che lui considera pratiche commerciali estere ingiuste.

Lunedì ha definito quelle tariffe “le prime di molte”.

Le nuove tariffe potrebbero avere ampie conseguenze economiche, potenzialmente portando a misure di ritorsione da parte dei principali partner commerciali degli Stati Uniti.

L'amministrazione ha tuttavia fatto sapere che altri Paesi avranno l'opportunità di negoziare i livelli tariffari.

Unione Europea, Giappone e India probabili obiettivi

Sebbene quasi tutti i Paesi ne sarebbero colpiti, il team commerciale di Trump ha individuato come probabili bersagli l'Unione Europea, il Giappone e l'India.

La Casa Bianca ha ripetutamente criticato l'imposta sul valore aggiunto (IVA) europea, sostenendo che essa grava in modo ingiusto sugli esportatori statunitensi.

Peter Navarro, consigliere commerciale senior del presidente, ha definito il sistema europeo dell'IVA un "esempio lampante" di commercio sleale, citando le forti esportazioni di auto tedesche negli Stati Uniti, mentre importa molto meno auto americane.

“Il presidente Trump non è più disposto a tollerarlo”, ha detto Navarro.

“Il piano equo e reciproco di Trump porrà fine immediato a tale sfruttamento dei lavoratori americani”.

Gli Stati Uniti rimangono una delle poche nazioni sviluppate a non applicare l'imposta sul valore aggiunto, che le nazioni europee applicano a una media del 22%.

Il piano di Trump mira a compensare questi costi attraverso nuove tariffe.

Una potenziale guerra commerciale su più fronti

La proposta di Trump rappresenta una netta rottura con la precedente politica commerciale statunitense, che in genere ha cercato di abbassare le barriere commerciali internazionali.

Adottando tariffe simili a quelle imposte dalle nazioni straniere, gli Stati Uniti rischiano di inasprire le controversie sia con gli alleati sia con i rivali economici.

L'amministrazione ha anche proposto un tariffario più ampio e "universale" per ridurre il deficit commerciale degli Stati Uniti, anche se non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Secondo il nuovo piano, le tariffe potrebbero essere giustificate utilizzando diverse autorità legali, tra cui la Sezione 232 per motivi di sicurezza nazionale e la Sezione 301 per pratiche commerciali sleali.

Nelle ultime settimane, le aggressive politiche tariffarie di Trump hanno già scosso i mercati mondiali.

Di recente gli Stati Uniti hanno imposto una tariffa del 10 percento su tutte le importazioni cinesi e sono stati vicini a imporre pesanti dazi anche al Canada e al Messico, prima di accettare un temporaneo rinvio di 30 giorni.

Sebbene Trump abbia presentato le nuove tariffe come uno strumento per riequilibrare il commercio, esse servono anche come leva per esercitare pressione sui paesi affinché concedano alle aziende americane un migliore accesso ai mercati esteri.

Non è ancora chiaro se questa strategia porterà a condizioni commerciali più favorevoli o provocherà una prolungata guerra commerciale globale.