La Cina mantiene invariati i tassi di interesse chiave, privilegiando la stabilità finanziaria rispetto ai tagli dei tassi.

La Cina mantiene invariati i tassi di interesse chiave, privilegiando la stabilità finanziaria rispetto ai tagli dei tassi.
Srinibas Rout
20 feb 2025, 03:04 AM
  • La Banca Popolare Cinese ha mantenuto il tasso di interesse primario sui prestiti a un anno al 3,1% e il tasso LPR a 5 anni al 3,6%.
  • Questi tassi di riferimento, che influenzano i costi di finanziamento delle imprese e delle famiglie, vengono fissati mensilmente.
  • La decisione era ampiamente attesa, in linea con le previsioni di un sondaggio Reuters.

Giovedì la Cina ha deciso di mantenere invariati i suoi tassi di interesse principali, segnalando una priorità per la stabilità finanziaria piuttosto che per tagli aggressivi dei tassi per sostenere la crescita economica.

La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha mantenuto il tasso di interesse primario sui prestiti a un anno (LPR) al 3,1% e il tasso LPR a cinque anni al 3,6%.

Questi tassi di riferimento, che influenzano i costi di finanziamento per le imprese e le famiglie, vengono fissati mensilmente sulla base delle proposte di alcune banche commerciali selezionate.

Mentre il tasso LPR a un anno influenza principalmente i prestiti alle imprese e ai consumatori, il tasso a cinque anni è un riferimento fondamentale per i mutui.

La decisione era ampiamente attesa, in linea con le previsioni di un sondaggio Reuters. Arriva mentre Pechino cerca di bilanciare la necessità di stimoli economici con gli sforzi per prevenire rischi finanziari eccessivi.

Stabilità dello yuan e priorità di politica economica

Intervenendo domenica a una conferenza finanziaria in Arabia Saudita, il governatore della PBOC Pan Gongsheng ha sottolineato che mantenere uno yuan stabile è fondamentale sia per la stabilità finanziaria interna che per quella globale.

Ha osservato che un dollaro statunitense più forte esercita pressione su molte valute, ma lo yuan è rimasto relativamente stabile.

Tuttavia, la valuta cinese si è deprezzata del 2,5% rispetto al dollaro dalla vittoria elettorale di Donald Trump a novembre.

Pan ha sottolineato che la Cina sta passando a una crescita trainata dai consumi, rafforzando al contempo il suo impegno per una politica fiscale proattiva e misure monetarie accomodanti nel 2025.

Tuttavia, la banca centrale si trova di fronte a una sfida complessa: difendere il valore dello yuan cercando al contempo di stimolare un'economia in rallentamento.

La Cina in bilico tra difesa della valuta e crescita economica

La strategia della PBOC di sostenere lo yuan rappresenta un delicato esercizio di equilibrio.

Un yuan più debole potrebbe aumentare la competitività delle esportazioni cinesi, rendendo i suoi prodotti più convenienti sui mercati globali.

Tuttavia, una valuta più forte aumenta i costi delle importazioni, potenzialmente frenando una domanda dei consumatori già fragile.

A complicare ulteriormente le prospettive economiche della Cina si aggiunge la posizione in materia di politica commerciale del neo-insediato presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Da quando si è insediato il mese scorso, Trump ha imposto un dazio aggiuntivo del 10% su tutte le importazioni cinesi, in aggiunta alle tasse già esistenti fino al 25%.

L'escalation delle tariffe aggiunge pressione esterna all'economia cinese, rendendo le decisioni politiche di Pechino ancora più critiche nei prossimi mesi.