Cosa sta considerando il Vietnam per evitare le tariffe statunitensi?

Cosa sta considerando il Vietnam per evitare le tariffe statunitensi?
Diya Poddar
28 feb 2025, 08:41 AM
  • Le esportazioni del Vietnam verso gli Stati Uniti rappresentano il 30% del suo PIL, rendendolo altamente vulnerabile.
  • Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti segnala le barriere commerciali del Vietnam, aumentando i rischi tariffari.
  • Il Vietnam valuta accordi sul GNL e sull'energia nucleare per allentare le tensioni commerciali con gli Stati Uniti.

La fiorente relazione commerciale tra Vietnam e Stati Uniti è sempre più minacciata, poiché l'ex presidente statunitense Donald Trump ha annunciato tariffe generalizzate che potrebbero colpire quasi tutte le esportazioni del paese verso il suo mercato principale.

Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2024 il Vietnam ha esportato negli Stati Uniti merci per un valore superiore a 142 miliardi di dollari, pari a circa il 30% del suo PIL.

Questo avviene mentre le politiche commerciali di Trump assumono una svolta nettamente protezionistica, suscitando preoccupazioni tra i funzionari vietnamiti e le aziende straniere riguardo a potenziali interruzioni economiche.

Il Vietnam è stato uno dei principali beneficiari della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina durante il primo mandato di Trump, attirando produttori che cercavano di evitare i dazi sulle merci cinesi. Il suo elevato surplus commerciale con gli Stati Uniti lo ha reso un bersaglio per dazi reciproci.

Il Vietnam si trova ora ad affrontare l'urgente necessità di ricalibrare la propria strategia commerciale per proteggere la propria economia da potenziali sanzioni, mentre i funzionari commerciali statunitensi esaminano attentamente le politiche fiscali del paese, le partnership energetiche e il ruolo nelle catene di approvvigionamento globali.

Le politiche commerciali del Vietnam sotto esame

Le politiche commerciali del Vietnam, compresi i dazi all'importazione e le barriere non tariffarie, sono ora al centro dell'attenzione mentre gli Stati Uniti valutano l'imposizione di dazi di ritorsione.

Il Vietnam applica dazi medi sulle importazioni più elevati rispetto a quelli statunitensi, e il suo sistema di imposta sul valore aggiunto aumenta ulteriormente i costi per le merci straniere. Alcuni economisti sostengono tuttavia che le aliquote tariffarie bilaterali effettive del Vietnam rimangono inferiori a quelle degli Stati Uniti.

Una delle principali preoccupazioni riguarda il modo in cui Washington determinerà le nuove tariffe. Il rapporto del 2024 del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha delineato una lunga lista di barriere non tariffarie imposte dal Vietnam, tra cui rigidi requisiti di registrazione e divieti di importazione.

Queste barriere sono ora oggetto di revisione nell'ambito di un più ampio esame da parte degli Stati Uniti, con potenziali implicazioni per l'economia vietnamita, fortemente dipendente dalle esportazioni.

I funzionari vietnamiti hanno mostrato disponibilità a negoziare e persino a considerare la riduzione delle tariffe sui beni statunitensi, ma ciò potrebbe innescare un cambiamento più ampio nella politica commerciale, che richiederebbe riduzioni anche per altri partner commerciali.

Una mossa del genere complicherebbe le relazioni commerciali più ampie del Vietnam, rendendo difficile per i responsabili politici trovare un equilibrio.

Accordi energetici come leva

Secondo un rapporto Reuters, il Vietnam sta esplorando modi per mitigare l'impatto dei dazi aumentando le importazioni di energia dagli Stati Uniti.

Il paese ha avuto colloqui con funzionari statunitensi sull'acquisto di gas naturale liquefatto (GNL), un settore che il Vietnam intende espandere nel quadro di una strategia per diversificare il proprio mix energetico. Questi colloqui non si sono ancora concretizzati in accordi formali.

Un'iniziativa più ambiziosa è la prevista ripresa del programma nucleare del Vietnam.

Il paese è alla ricerca di fornitori di tecnologia nucleare e le aziende statunitensi potrebbero essere potenziali partner.

Se il Vietnam si impegnasse in accordi energetici su larga scala con gli Stati Uniti, potrebbe ottenere una leva nelle trattative commerciali e potenzialmente allentare le tensioni tariffarie.

Preoccupazioni relative all'agricoltura e al trasbordo

Il Vietnam ha manifestato apertura all'aumento delle importazioni di prodotti agricoli statunitensi, ma è improbabile che la portata dei potenziali acquisti compensi in modo significativo gli squilibri commerciali.

Nel 2023, il Vietnam ha importato prodotti agricoli statunitensi per un valore di soli 3,4 miliardi di dollari, una frazione del suo surplus commerciale complessivo. Sebbene un aumento delle importazioni agricole potrebbe aiutare nelle discussioni commerciali, è improbabile che rappresenti una contromisura sufficiente contro tariffe generalizzate.

Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a essere preoccupati per il ruolo del Vietnam nel trasbordo di merci cinesi per eludere i dazi. Il Vietnam è da tempo sospettato di fungere da hub di transito per i prodotti cinesi destinati agli Stati Uniti.

In settori come quello dei pannelli solari, le aziende vietnamite hanno già subito sanzioni per aver facilitato le esportazioni cinesi.

Il Vietnam sta ora cercando di evitare ulteriori controlli imponendo dazi antidumping temporanei sulle importazioni di acciaio cinese.

Si tratta di una mossa difensiva volta a ridurre il rischio che gli Stati Uniti impongano ulteriori dazi del 25% sulle esportazioni di acciaio vietnamita, già soggette a dazi antidumping.

La dipendenza del paese dal mercato statunitense lo ha reso particolarmente vulnerabile alle politiche protezionistiche, costringendo i funzionari a rivalutare le proprie strategie commerciali ed economiche.

Sebbene il Vietnam stia esplorando diverse strade, dagli accordi energetici ai negoziati tariffari, l'efficacia di queste misure rimane incerta.

Mentre Trump prosegue con la sua aggressiva agenda commerciale, il Vietnam deve agire rapidamente per proteggere la sua economia basata sulle esportazioni dalle crescenti tensioni commerciali con il suo principale cliente.