Dal formaggio al vino: gli agricoltori italiani chiedono all'UE di reagire ai dazi di Trump

Dal formaggio al vino: gli agricoltori italiani chiedono all'UE di reagire ai dazi di Trump
Deepali Singh
04 mar 2025, 14:19 PM
  • La lobby agricola italiana teme le tariffe di Trump sui prodotti alimentari.
  • Gli Stati Uniti sono un mercato chiave: 7,8 miliardi di euro di esportazioni di prodotti alimentari italiani.
  • L'Italia ha un surplus commerciale di 39 miliardi di euro con gli Stati Uniti.

La prospettiva di nuovi dazi statunitensi sui prodotti alimentari dell'Unione Europea ha fatto scattare l'allarme in tutto il settore agricolo italiano.

Una importante lobby di agricoltori italiani avverte che tali misure infliggerebbero "danni per miliardi di dollari" alle preziose esportazioni del paese, tra cui prelibatezze iconiche come il prosciutto di Parma e il vino Prosecco.

Il presidente Trump si è impegnato ad imporre dazi doganali all'UE e ad altre nazioni in risposta a quelli che considera squilibri commerciali con gli Stati Uniti.

L'introduzione di nuovi dazi del 25% sulle importazioni messicane e canadesi, nonché di dazi del 20% sulle merci cinesi, ha accresciuto le preoccupazioni circa la possibilità di azioni simili contro i prodotti europei.

Cristiano Fini, presidente della CIA, la lobby degli agricoltori che rappresenta 650.000 soci e 170.000 aziende, ha espresso gravi preoccupazioni per il potenziale impatto di queste politiche.

Ha dichiarato a Reuters che "si prevedono danni per miliardi di dollari per il settore alimentare italiano, danneggiando non solo il nostro paese, ma anche le tasche degli americani che acquistano le nostre eccellenze e ne riconoscono la qualità e l'unicità".

L'insostituibile fascino del "Made in Italy"

Fini ha ulteriormente sottolineato il carattere unico e la qualità dei prodotti agricoli italiani, affermando che "gli agricoltori di Trump non saranno mai in grado di produrre Grana Padano, prosciutto di Parma, Pecorino Romano, Prosecco, Brunello e tutti i prodotti Made in Italy".

Questo sentimento riflette un profondo orgoglio per il patrimonio culinario italiano e la convinzione che i suoi prodotti siano semplicemente irriproducibili altrove.

Nel 2024, le esportazioni alimentari italiane negli Stati Uniti hanno raggiunto un valore considerevole di circa 7,8 miliardi di euro (8,22 miliardi di dollari), sottolineando l'importanza del mercato americano per i produttori italiani.

L'Italia ha registrato l'anno scorso un surplus commerciale complessivo con gli Stati Uniti di 39 miliardi di euro.

Gli Stati Uniti sono di gran lunga la principale destinazione extra-UE per i prodotti italiani e la seconda in assoluto dopo la Germania, consolidando la loro posizione di partner commerciale fondamentale.

In risposta alla minaccia incombente, Fini ha esortato gli Stati membri dell'UE ad intraprendere "azioni diplomatiche e una contromossa significativa per contrastare l'effetto dirompente dei dazi statunitensi su tutti i prodotti dell'UE".

Questo appello a una risposta unitaria sottolinea la serietà con cui gli agricoltori italiani considerano la potenziale imposizione di dazi statunitensi.

Un approccio cauto: Meloni cerca di evitare una guerra commerciale

La settimana scorsa, Confindustria, la principale associazione imprenditoriale italiana, ha condannato la politica tariffaria di Trump definendola un attacco all'industria e alla forza lavoro dell'UE, auspicando una reazione decisa.

Tuttavia, la Premier Giorgia Meloni, una conservatrice che ha coltivato un rapporto personale positivo con Trump, ha adottato una posizione più cauta.

Pur riconoscendo che le minacce tariffarie vanno contro l'interesse nazionale italiano, ha anche messo in guardia contro l'avvio di una guerra commerciale tra l'UE e gli Stati Uniti.

La situazione rappresenta un delicato gioco di equilibri per l'Italia, che cerca di proteggere le sue vitali esportazioni agricole mantenendo al contempo la sua relazione strategica con gli Stati Uniti.

I prossimi mesi saranno cruciali per determinare se si potrà evitare una guerra commerciale o se i produttori italiani dovranno affrontare significative difficoltà economiche a causa delle politiche tariffarie statunitensi.