I dazi statunitensi alimentano l'inflazione, mettendo sotto pressione le famiglie a basso reddito.

I dazi statunitensi alimentano l'inflazione, mettendo sotto pressione le famiglie a basso reddito.
Diya Poddar
11 mar 2025, 13:34 PM
  • I nuovi dazi sulle importazioni da Cina, Messico e Canada stanno facendo aumentare i costi per i consumatori.
  • Le aspettative di inflazione sono ai massimi da quasi 30 anni, mettendo ulteriormente a dura prova i bilanci familiari.
  • La strategia tariffaria di Trump ha portato i dazi commerciali statunitensi ai livelli più alti dalla Seconda Guerra Mondiale.

Con l'inflazione che già grava pesantemente sulle famiglie americane, i nuovi dazi sulle merci importate sono destinati ad intensificare le difficoltà finanziarie, in particolare per le famiglie a basso reddito.

L'impatto di queste tasse – che colpiscono beni di consumo quotidiani come abbigliamento, elettronica e generi alimentari – si ripercuoterà sulle abitudini di spesa dei consumatori e farà aumentare i costi in settori dove l'accessibilità economica è già un problema.

Gli economisti di Bank of America e BNP Paribas si aspettano che il rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di febbraio fornisca le prime indicazioni chiare sull'effetto di queste tariffe, con ulteriori aumenti previsti nei prossimi mesi.

Mentre i rivenditori statunitensi, tra cui Target e Best Buy, si preparano ad affrontare costi più elevati, le aspettative di inflazione a lungo termine sono salite ai massimi degli ultimi 30 anni.

Il peso maggiore ricadrà su coloro che già faticano a far fronte all'aumento del costo della vita, poiché le imprese trasferiranno sui consumatori i maggiori costi di importazione.

I consumatori a basso reddito sono i più colpiti dall'aumento dei costi.

Le famiglie con budget più ristretti, che in genere destinano una quota maggiore del proprio reddito alle necessità primarie, sono particolarmente vulnerabili a questi aumenti di prezzo.

Le merci provenienti da Cina, Messico e Canada – come mobili, prodotti freschi e forniture energetiche – stanno diventando più costose, aggravando le difficoltà finanziarie dei consumatori a basso reddito che già si trovano a fronteggiare un'elevata inflazione e costi di finanziamento elevati.

I giganti della vendita al dettaglio hanno già segnalato che gli aumenti di prezzo sono inevitabili.

L'amministratore delegato di Target, Brian Cornell, ha avvertito che i dazi sulle importazioni chiave, come frutta e verdura messicana, renderanno difficile mantenere prezzi stabili.

Anche Walmart, il più grande rivenditore del paese, ha notato un aumento dei "comportamenti da stress" tra gli acquirenti attenti al budget, con alcuni che passano a confezioni più piccole o scelgono alternative meno costose.

Secondo un recente rapporto di Bloomberg, Walmart ha iniziato a negoziare con i fornitori cinesi, richiedendo riduzioni di prezzo fino al 10% per mitigare gli effetti dei dazi.

Tuttavia, tali sforzi potrebbero non essere sufficienti a proteggere i clienti dall'aumento dei costi.

Le preoccupazioni per l'inflazione aumentano con il rallentamento della spesa dei consumatori.

Si prevede che i dazi all'importazione più elevati fungeranno da tassa occulta sui consumatori, rallentando ulteriormente la crescita della spesa, già debole.

L' ultimo rapporto Beige Book della Federal Reserve ha evidenziato una maggiore sensibilità ai prezzi da parte dei consumatori, in particolare per gli articoli non essenziali.

Questo cambiamento nel comportamento dei consumatori suggerisce che le pressioni inflazionistiche stanno rimodellando le decisioni di acquisto, portando a una diminuzione della domanda di beni discrezionali.

David French, vicepresidente esecutivo per le relazioni governative della National Retail Federation, ha sottolineato che questi dazi funzionano come una "tassa sui consumi", colpendo in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito.

A differenza delle politiche fiscali tradizionali, queste imposte commerciali aumentano il costo dei beni essenziali, rendendo più difficile per le famiglie vulnerabili mantenere il proprio tenore di vita.

Le conseguenze economiche di queste tariffe sono particolarmente gravi per le famiglie con redditi più bassi.

Secondo la Federal Reserve Bank di Minneapolis, tra febbraio 2020 e giugno 2024, il 20% più povero delle famiglie statunitensi ha registrato un aumento dei prezzi al consumo dell'8,3% più rapido rispetto al segmento più ricco.

Questa divergenza nei tassi di inflazione ha contribuito a un malcontento economico più ampio, influenzando il sentimento degli elettori nel ciclo elettorale del 2024.

La strategia tariffaria di Trump

Le attuali politiche commerciali di Donald Trump segnano un significativo cambiamento rispetto all'approccio tariffario del suo primo mandato, che inizialmente si concentrava su materiali industriali come acciaio e alluminio.

Questa volta, le misure sono molto più aggressive, portando le tariffe medie statunitensi ai livelli più alti dalla Seconda Guerra Mondiale.

L'ultima serie di dazi comprende una vasta gamma di beni di consumo, sollevando preoccupazioni circa gli effetti inflazionistici prolungati.

Nonostante le difficoltà finanziarie per le famiglie, la Casa Bianca ha difeso la politica, sostenendo che i dazi alla fine andranno a beneficio dei lavoratori e delle imprese americane.

Un portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che la strategia dell'amministrazione mira ad "aumentare i salari, creare posti di lavoro ed espandere gli investimenti", liquidando le preoccupazioni per gli aumenti di prezzo a breve termine come un "piccolo disturbo" che l'economia può assorbire.

Tuttavia, per molte famiglie americane già in difficoltà economiche, la realtà è molto più immediata.

La combinazione di tariffe, salari stagnanti e pressioni economiche esistenti sta rendendo sempre più difficile per alcune famiglie permettersi i beni di prima necessità.

Con l'entrata in vigore di queste tariffe, rimane la domanda: come faranno i consumatori in difficoltà a orientarsi in un'economia in cui il costo della vita continua a salire?