L'ex presidente filippino Rodrigo Duterte arrestato a Manila mentre la CPI intensifica le indagini sulla guerra alla droga

L'ex presidente filippino Rodrigo Duterte arrestato a Manila mentre la CPI intensifica le indagini sulla guerra alla droga
Diya Poddar
11 mar 2025, 07:58 AM
  • L'ufficio del presidente Marcos Jr conferma l'arresto mentre Duterte atterra da Hong Kong.
  • Oltre 6.200 morti nelle operazioni antidroga, ma gli attivisti affermano che il bilancio reale è più alto.
  • L'arresto provoca ripercussioni politiche mentre le Filippine affrontano il controllo internazionale.

La lunga battaglia legale tra l'ex presidente filippino Rodrigo Duterte e la Corte penale internazionale (CPI) ha preso una svolta decisiva martedì, con l'arresto dell'ex capo di Stato al suo arrivo all'aeroporto principale di Manila.

Questa mossa sottolinea la determinazione della CPI a indagare sulla controversa campagna antidroga che ha caratterizzato la presidenza di Duterte.

L'arresto avviene nonostante anni di resistenza da parte delle autorità filippine, che si erano rifiutate di cooperare con l'indagine della CPI su presunti crimini contro l'umanità.

I problemi legali di Duterte si aggravano.

Duterte è stato arrestato poco dopo essere atterrato da Hong Kong, dove gli agenti di polizia gli hanno notificato un mandato di arresto ufficiale della CPI.

L'ufficio del presidente Ferdinand Marcos Jr. ha confermato di aver ricevuto ed eseguito l'ordine.

Noto per la sua retorica infuocata e la ferma difesa delle sue politiche sulla guerra alla droga, Duterte aveva precedentemente dichiarato a Hong Kong di essere pronto all'arresto qualora la CPI avesse intrapreso un'azione legale.

La Corte penale internazionale (CPI) indaga sulla guerra alla droga di Duterte dal 2018, citando prove di uccisioni extragiudiziali sistematiche.

Durante la sua presidenza, dal 2016 al 2022, almeno 6.200 persone sono state uccise in operazioni di polizia.

Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani sostengono che il bilancio reale è molto più alto, con molti sospettati di traffico di droga giustiziati in uccisioni inspiegabili.

L'amministrazione Duterte ha ripetutamente respinto queste accuse, insistendo sul fatto che le forze dell'ordine hanno agito per legittima difesa.

La disputa sulla giurisdizione alimenta la battaglia legale.

L'ex consigliere legale di Duterte, Salvador Panelo, ha immediatamente contestato la legittimità dell'arresto, definendolo illegale.

Ha inoltre affermato che le autorità hanno impedito a uno degli avvocati di Duterte di incontrarlo all'aeroporto, sollevando preoccupazioni sulla correttezza procedurale.

L'arresto ha riacceso il dibattito sulla giurisdizione della CPI nelle Filippine, alla luce della decisione di Duterte del 2019 di ritirarsi dallo Statuto di Roma, il trattato che istituisce la corte.

Sebbene l'amministrazione Marcos avesse precedentemente sostenuto che i tribunali filippini dovessero occuparsi di qualsiasi indagine sulle amministrazioni passate, la CPI sostiene che la sua giurisdizione copre i presunti crimini commessi prima che il ritiro del paese entrasse in vigore.

Per anni, le autorità filippine si sono rifiutate di cooperare con la CPI, rendendo l'arresto di martedì un punto di svolta significativo nel caso.

Ricadute politiche e alleanze mutevoli

L'arresto di Duterte dovrebbe avere importanti ripercussioni politiche. Nonostante abbia lasciato l'incarico nel 2022, mantiene un forte sostegno tra le fasce della popolazione che appoggiano la sua linea dura contro la criminalità.

La guerra alla droga rimane una delle questioni più divisive nelle Filippine: mentre i critici ne condannano la brutalità, i sostenitori sostengono che era necessaria per combattere la dilagante criminalità legata alla droga.

Con il procedere delle azioni legali, l'attenzione si concentrerà sul fatto che le Filippine consentiranno o meno al procedimento penale della CPI di andare avanti, o se resisteranno alle pressioni internazionali. L'arresto pone inoltre l'amministrazione Marcos in una posizione delicata, dati i suoi storici stretti legami con Duterte.

Con l'ex presidente ora in custodia, sorgono interrogativi sulla possibilità che altri funzionari coinvolti nella guerra alla droga vengano sottoposti a indagini. Indipendentemente dall'esito, la detenzione di Duterte sta già rimodellando il panorama politico e giuridico del paese.