I futures salgono, ma le preoccupazioni per la guerra commerciale persistono: il mercato riuscirà a sostenere la ripresa?

I futures salgono, ma le preoccupazioni per la guerra commerciale persistono: il mercato riuscirà a sostenere la ripresa?
Deepali Singh
12 mar 2025, 12:12 PM
  • I futures sugli indici azionari statunitensi sono saliti mercoledì dopo una precedente sessione di vendite alimentata dalle preoccupazioni sui dazi.
  • Gli investitori stanno monitorando attentamente l'indice dei prezzi al consumo (IPC) di febbraio per individuare segnali di raffreddamento dell'inflazione.
  • L'UE sta reagendo ai dazi di Trump su acciaio e alluminio, intensificando le tensioni della guerra commerciale.

I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un leggero rimbalzo mercoledì, offrendo un momento di tregua dopo una sessione turbolenta caratterizzata da una significativa svendita.

Tuttavia, le ansie sottostanti relative alle politiche commerciali protezionistiche del Presidente Trump e al loro potenziale impatto sull'inflazione continuano a pesare fortemente sulla mente degli investitori.

Tutti gli occhi sono ora puntati sulla prossima pubblicazione dei dati chiave sull'inflazione, che potrebbero sia alleviare che esacerbare queste tensioni di mercato.

Con l'entrata in vigore ufficiale, il mese scorso, del dazio del 25% di Trump su tutte le importazioni di acciaio e alluminio, la Commissione europea ha risposto con una serie di contromisure tariffarie.

Questa escalation rappresenta l'ultimo colpo in una guerra commerciale in crescita, che sta ulteriormente destabilizzando i mercati globali e minaccia di interrompere le relazioni commerciali consolidate.

Sebbene gli impatti delle tariffe siano ampi, aziende come Ford, General Motors, Howmet e Honeywell, che utilizzano acciaio e alluminio nelle loro catene di approvvigionamento, hanno registrato variazioni minime nelle contrattazioni pre-mercato, indicando che l'entità della loro esposizione è ancora in fase di valutazione da parte dei mercati.

L'instabilità del mercato scatena gli avvertimenti degli analisti.

I mercati finanziari sono stati sconvolti dalla politica tariffaria incerta di Trump, con gli analisti che mettono in guardia da una potenziale fuga di capitali da Wall Street, mentre crescono le preoccupazioni che queste misure protezionistiche possano alimentare l'inflazione e potenzialmente innescare una recessione.

Questa incertezza ha inoltre spinto le aziende ad adottare un approccio più cauto, frenando gli investimenti pianificati e rivedendo al ribasso le previsioni di utili.

Delta, Kohl's e Walmart sono tra le ultime aziende ad aggiungersi alla crescente lista di quelle che esprimono preoccupazione per le prospettive economiche.

Il Nasdaq, fortemente orientato al settore tecnologico, ha confermato una correzione la scorsa settimana, segnalando un significativo cambio di tendenza, mentre l'indice di riferimento S&P 500 si è pericolosamente avvicinato a confermare un calo del 10% dal suo massimo di febbraio nella sessione precedente.

A testimonianza del crescente pessimismo, Goldman Sachs è recentemente diventata la prima grande società di intermediazione a rivedere al ribasso il suo obiettivo di fine 2025 per l'indice S&P 500, riducendolo da 6.500 a 6.200.

Nel frattempo, JPMorgan stima ora un rischio di recessione di circa il 40%, un aumento significativo rispetto al 30% di probabilità assegnato all'inizio dell'anno.

Alle 5:39 del mattino ET, i Dow E-mini erano in rialzo di 196 punti, ovvero dello 0,47%, gli S&P 500 E-mini di 36 punti, ovvero dello 0,65%, e i Nasdaq 100 E-mini di 149,25 punti, ovvero dello 0,77%.

Questi primi guadagni offrono un barlume di speranza per una ripresa del mercato, ma le ansie sottostanti rimangono palpabili.

I dati sull'inflazione sotto i riflettori

L'indice dei prezzi al consumo (IPC) di febbraio, la cui pubblicazione è prevista per le 8:30 ET, sarà attentamente esaminato dagli investitori alla ricerca di indizi sulla direzione dell'inflazione.

Sebbene gli economisti si aspettino che i dati indichino un rallentamento rispetto al mese precedente, permangono le preoccupazioni che l'impatto dei dazi possa manifestarsi nei prossimi rapporti.

I futures sui tassi di interesse suggeriscono che la Federal Reserve statunitense probabilmente manterrà invariati i costi di finanziamento nella riunione della prossima settimana.

Tuttavia, gli operatori si aspettano che i segnali di debolezza economica possano costringere la banca centrale a effettuare tagli dei tassi di interesse per almeno 75 punti base entro dicembre, riflettendo la crescente convinzione che la Fed potrebbe dover intervenire per stimolare l'economia.

Tra i singoli titoli, Intel ha registrato un notevole balzo dell'8,2% nelle contrattazioni pre-mercato, a seguito di notizie secondo cui TSMC avrebbe proposto ai progettisti di chip Nvidia, Advanced Micro Devices e Broadcom di acquisire una partecipazione in una joint venture per gestire le fabbriche della società di chip statunitense.

Anche altri produttori di chip hanno beneficiato di questa notizia, con Nvidia in rialzo dell'1,6% e Advanced Micro Devices e Broadcom che hanno guadagnato rispettivamente lo 0,9%.

D'altra parte, Walmart ha perso lo 0,7% dopo che sono emerse notizie secondo cui funzionari cinesi hanno incontrato rappresentanti dell'azienda questa settimana per discutere le notizie sui media secondo cui il rivenditore avrebbe chiesto ai fornitori in Cina di ridurre i prezzi per compensare i dazi statunitensi.

I mercati stavano inoltre monitorando gli sviluppi geopolitici, tra cui l'annuncio che l'Ucraina aveva concordato un cessate il fuoco di 30 giorni con la Russia.

Sebbene questa notizia offrisse una potenziale fonte di stabilità, l'impatto a lungo termine del conflitto e le sue implicazioni per l'economia globale rimangono incerti.

Sollievo a breve termine, preoccupazioni a lungo termine

L'attuale contesto di mercato è caratterizzato da un delicato equilibrio tra sollievo a breve termine e persistenti preoccupazioni a lungo termine.

Sebbene l'aumento delle contrattazioni sui futures di mercoledì offra una tregua gradita dopo le turbolenze della sessione precedente, le ansie di fondo relative alle politiche commerciali, all'inflazione e alla crescita economica continuano a gettare un'ombra su Wall Street.