Gli Stati Uniti ampliano il divieto di esportazione di intelligenza artificiale a 80 aziende, 50 delle quali con sede in Cina.

Gli Stati Uniti ampliano il divieto di esportazione di intelligenza artificiale a 80 aziende, 50 delle quali con sede in Cina.
Diya Poddar
26 mar 2025, 07:09 AM
  • 27 aziende accusate di aver contribuito alla modernizzazione militare cinese.
  • Le filiali di Inspur nuovamente sanzionate dopo l'inserimento nella lista nera del 2023.
  • Le nuove regole mirano a bloccare l'accesso alle tecnologie exascale, all'intelligenza artificiale e alla tecnologia quantistica.

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha aggiunto 80 entità alla sua "lista delle entità" soggette a controllo delle esportazioni, tra cui oltre 50 provenienti dalla Cina, nell'ambito di una più intensa repressione del flusso di tecnologie americane avanzate.

Questa mossa rappresenta la prima azione di questo tipo intrapresa dall'amministrazione Trump nell'ambito della sua politica di sicurezza nazionale in corso e mira a impedire alla Cina di acquisire tecnologie sensibili di origine statunitense per scopi militari.

Le aziende bandite includono sviluppatori di intelligenza artificiale (IA), calcolo exascale e tecnologie quantistiche.

Le aziende non possono più ricevere forniture da imprese statunitensi senza una licenza governativa.

27 aziende legate alla tecnologia militare cinese

Secondo il Bureau of Industry and Security (BIS), 27 delle organizzazioni cinesi inserite nella lista nera sono state aggiunte per aver presumibilmente ottenuto articoli di origine statunitense che contribuiscono agli sforzi di modernizzazione militare della Cina.

Altri sette sono stati inseriti nella lista per aver contribuito al progresso delle capacità tecnologiche quantistiche della Cina.

Queste aggiunte fanno parte di una strategia più ampia per limitare l'accesso di Pechino a tecnologie informatiche all'avanguardia che si ritiene abbiano usi sia civili che militari, comunemente definite "tecnologie a duplice uso".

Le entità elencate sono accusate di agire "in contrasto con gli interessi di sicurezza nazionale o di politica estera degli Stati Uniti", con alcune che, secondo quanto riferito, riforniscono giganti cinesi già sanzionati come Huawei e la sua divisione di produzione di chip HiSilicon.

Queste misure seguono un modello più ampio di rafforzamento da parte degli Stati Uniti dei controlli sulle esportazioni di prodotti tecnologici legati ad applicazioni di difesa e infrastrutture di sorveglianza.

Inspur e altre aziende si trovano ad affrontare nuovi divieti.

Sei filiali del fornitore cinese di cloud computing Inspur Group sono state incluse nella lista nera aggiornata.

Questi erano stati precedentemente soggetti a sanzioni sotto l'amministrazione Biden nel 2023.

La presenza ricorrente di Inspur nella lista evidenzia le preoccupazioni di Washington sul suo potenziale ruolo nel facilitare l'accesso a tecnologie soggette a restrizioni.

Le restrizioni aggiornate si estendono anche alle entità ritenute intermediarie o "punti di transito" in paesi terzi.

Si sospetta che questi intermediari abbiano permesso alle aziende cinesi di ottenere articoli vietati nonostante i controlli precedenti.

Gli analisti sottolineano che le aziende cinesi hanno utilizzato tali reti di terze parti per acquisire tecnologie strategiche a duplice uso di fabbricazione statunitense, altrimenti inaccessibili.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina inaspriscono i controlli tecnologici.

Il nuovo giro di sanzioni arriva in un contesto di crescente tensione tra Stati Uniti e Cina.

L'amministrazione Trump ha intensificato le tariffe e le restrizioni commerciali contro il settore tecnologico cinese, concentrandosi in particolare sui semiconduttori, sui supercomputer e sullo sviluppo di chip per l'intelligenza artificiale.

Questi sforzi rientrano nella politica del "piccolo cortile, alta recinzione", che mira a isolare selettivamente le tecnologie sensibili con implicazioni militari, preservando al contempo il commercio generale.

Il Dipartimento del Commercio ha confermato che continuerà a migliorare il monitoraggio e la tracciabilità delle esportazioni non autorizzate, in particolare quelle riguardanti semiconduttori avanzati prodotti da Nvidia e AMD.

Ciò include le indagini in corso su potenziali attività di contrabbando e sulla violazione dei controlli sulle esportazioni tramite fornitori terzi.

La mossa arriva anche a seguito della rapida crescita della startup cinese di intelligenza artificiale DeepSeek, che ha reso popolari i modelli di intelligenza artificiale open-source a basso costo.

Questi sviluppi hanno messo alla prova le aziende tecnologiche statunitensi offrendo alternative ai loro sistemi proprietari ad alto costo, spingendo Washington a rivalutare le modalità di adozione delle proprie tecnologie a livello globale.