Rilancio dell'accordo sul grano? La Russia pone condizioni per l'intesa sul Mar Nero

  • Il Cremlino ha posto diverse condizioni per la ripresa dell'accordo sul grano del Mar Nero, citando questioni precedentemente ignorate.
  • Gli Stati Uniti hanno mediato accordi separati con Ucraina e Russia per ridurre l'escalation del conflitto nel Mar Nero.
  • La Russia desidera la reintegrazione della sua banca agricola, Rosselkhozbank, nel sistema internazionale SWIFT.

Mercoledì il Cremlino ha dichiarato che la riattivazione dell'accordo sul grano del Mar Nero, mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia, è subordinata al rispetto di diverse condizioni.

Questa dichiarazione allude a un precedente accordo in cui le preoccupazioni della Russia sarebbero state ignorate, ha riferito Reuters.

Le condizioni del Cremlino per la ripresa dell'accordo

L'accordo, che consentiva l'esportazione sicura di grano ucraino attraverso il Mar Nero, è stato fondamentale per mitigare la carenza alimentare globale.

Tuttavia, nel 2023 Mosca si è ritirata dall'accordo sul grano del Mar Nero del 2022, mediato dalle Nazioni Unite e dalla Turchia, citando promesse non mantenute per facilitare le esportazioni russe di cibo e fertilizzanti.

L'insistenza del Cremlino sulle precondizioni sottolinea la complessità che circonda la ripresa dell'accordo e mette in evidenza la necessità di un approccio equilibrato che tenga conto delle preoccupazioni di tutte le parti coinvolte.

Accordi mediati dagli Stati Uniti

Gli Stati Uniti hanno mediato con successo accordi separati con Ucraina e Russia, volti a de-escalare il conflitto in corso.

Il componente principale di questi accordi prevede la cessazione delle ostilità nella regione del Mar Nero e l'impegno a fermare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche cruciali.

Con una mossa significativa, gli Stati Uniti si sono anche impegnati a sostenere la revoca di specifiche sanzioni imposte a Mosca.

Sebbene le sanzioni occidentali non colpiscano direttamente le esportazioni russe di cibo e fertilizzanti, Mosca sostiene che queste sanzioni hanno creato ostacoli alle spedizioni.

Questi ostacoli derivano dalle restrizioni imposte sui pagamenti, sulla logistica e sulle assicurazioni, che hanno significativamente compromesso la capacità della Russia di esportare questi beni essenziali.

La richiesta SWIFT della Russia

La Russia ha inoltre cercato di reintegrare la sua banca agricola statale, Rosselkhozbank, nel sistema internazionale di pagamenti SWIFT.

Questa mossa è considerata fondamentale per facilitare il commercio internazionale e le transazioni finanziarie per il settore agricolo russo.

Tuttavia, la riconnessione a SWIFT non dipende esclusivamente dalla Russia.

Richiederebbe l'accordo e la cooperazione dei paesi europei, che attualmente esercitano una notevole influenza all'interno della rete SWIFT a causa delle sanzioni esistenti e delle tensioni geopolitiche.

La potenziale riconnessione di Rosselkhozbank a SWIFT potrebbe far parte di una più ampia negoziazione o accordo tra Russia e nazioni europee.

Questo accordo potrebbe comportare concessioni o compromessi da entrambe le parti, potenzialmente includendo l'allentamento di alcune sanzioni o restrizioni contro la Russia in cambio dell'adempimento di specifiche condizioni o impegni.

Potenziali ripercussioni

Le implicazioni di una tale mossa sono molteplici. Per la Russia, significherebbe un passo verso la normalizzazione delle sue relazioni finanziarie con la comunità internazionale e il rafforzamento delle sue esportazioni agricole.

Per i paesi europei, potrebbe rappresentare un'opportunità per promuovere la cooperazione economica e potenzialmente influenzare il comportamento della Russia in altri settori.

Tuttavia, potrebbe anche suscitare critiche da parte di coloro che lo considerano un atto di appeasement nei confronti della Russia o un indebolimento delle sanzioni esistenti.

"Per quanto riguarda l'iniziativa sul grano del Mar Nero, potrà essere attivata dopo l'implementazione di una serie di condizioni", ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.