Il FTSE 100 crolla del 6%, il DAX del 10% a causa della svendita globale; Rolls-Royce precipita del 13%

Il FTSE 100 crolla del 6%, il DAX del 10% a causa della svendita globale; Rolls-Royce precipita del 13%
Vatsala Gaur
07 apr 2025, 10:18 AM
  • Il FTSE 100 crolla del 6%, la sua caduta più ripida da febbraio 2024.
  • I titoli bancari e minerari guidano i ribassi in un contesto di vendite globali.
  • Trump raddoppia i dazi, i mercati cercano un sollievo concreto.

Lunedì i mercati azionari globali sono crollati, aggravando le pesanti perdite della settimana precedente, poiché l'escalation delle tensioni commerciali ha riacceso i timori di una recessione mondiale.

Il FTSE 100 di Londra ha subito il colpo più duro, crollando di 488 punti, ovvero del 6%, a 7566 – il livello più basso da febbraio 2024.

La nuova debacle ha superato persino il calo di quasi il 5% di venerdì, seguito alla ritorsione cinese contro i dazi statunitensi con l'imposizione di proprie tariffe.

Il clima tra gli investitori si è ulteriormente deteriorato nel fine settimana, mentre il presidente Donald Trump difendeva la sua aggressiva politica tariffaria, definendola una "medicina" per l'economia.

Tutte le azioni dell'indice FTSE 100 hanno chiuso in territorio negativo, con il colosso industriale Rolls-Royce che ha registrato un crollo del 13%.

Anche minatori, banche e società di investimento si sono trovati in prima linea nella svendita, riflettendo le preoccupazioni diffuse sulle prospettive economiche globali.

Crollano le azioni di Barclays e Lloyds, banche e materie prime duramente colpite

Il settore bancario, già sotto pressione a causa delle aspettative di tassi di interesse più bassi, ha registrato alcune delle flessioni più accentuate.

Barclays ha perso il 7%, Lloyds Banking Group è scivolato del 5% e NatWest ha ceduto il 7%.

Anche le banche con una forte esposizione in Asia hanno subito perdite significative, con HSBC in calo del 5% e Standard Chartered in picchiata del 7%.

Nemmeno le materie prime sono state risparmiate. I colossi minerari Glencore e Anglo American hanno registrato perdite rispettivamente del 7% e dell'8%.

Anche i titoli energetici hanno seguito l'esempio, con il prezzo del greggio Brent sceso sotto i 64 dollari al barile, trascinando al ribasso BP e Shell del 7%.

Kathleen Brooks, direttrice della ricerca di XTB, ha osservato che i mercati cercano azioni concrete, non retorica.

“La migliore panacea per i mercati finanziari in questo momento sarebbe una pausa o un'inversione di rotta da parte degli Stati Uniti sul suo programma di dazi”, ha detto.

Il DAX crolla del 10% mentre Europa e Asia scivolano.

Il caos si è diffuso in tutta Europa, dove l'indice DAX tedesco è crollato del 10% nelle prime contrattazioni, il CAC francese ha perso il 6,6% e il FTSE MIB italiano è sceso del 5,7%.

L'indice regionale Stoxx 600, già provato dalla peggiore settimana degli ultimi cinque anni, è scivolato ulteriormente in territorio negativo.

In Asia, le azioni hanno continuato a crollare, con la Cina in prima linea nella svendita.

I dazi generalizzati di Trump non hanno colpito solo la Cina con tariffe del 34%, ma si sono estesi anche a Vietnam, Cambogia e Sri Lanka, aumentando le preoccupazioni per le catene di approvvigionamento globali.

Richard Hunter, responsabile dei mercati di Interactive Investor, ha dichiarato: “La Cina è chiaramente in vena di combattere e, con le due maggiori economie mondiali ai ferri corti, il risultato è stato negativo per gli investitori”.

A Wall Street, gli investitori si sono preparati a una maggiore volatilità dopo che i "Magnifici Sette" giganti tecnologici hanno visto svanire un'incredibile cifra di 1 trilione di dollari di valore di mercato in un solo giorno la scorsa settimana.

Nonostante la carneficina sui mercati, il presidente Trump rimane irremovibile.

Parlando con i giornalisti domenica, ha insistito: "A volte bisogna prendere delle medicine per risolvere un problema", suggerendo che non ci saranno cambiamenti di rotta imminenti.

Il mercato dei futures indica che l'indice S&P 500 statunitense crollerà di un altro 3,5% all'apertura delle contrattazioni di oggi, mentre l'indice Nasdaq, incentrato sul settore tecnologico, è destinato a una flessione del 4,5%.