Il Brasile si trova ad affrontare rischi di debito pubblico record mentre il governo chiede un consolidamento fiscale a fronte dell'aumento dei tassi di interesse.

Il Brasile si trova ad affrontare rischi di debito pubblico record mentre il governo chiede un consolidamento fiscale a fronte dell'aumento dei tassi di interesse.
Noris Soto
16 apr 2025, 19:48 PM
  • La sensibilità del debito pubblico brasiliano ai tassi a breve termine ha raggiunto il record del 62,1%, rivelando vulnerabilità fiscali.
  • Il governo propone un avanzo primario pari allo 0,25% del PIL per il prossimo anno.
  • Gli analisti prevedono un deficit del PIL dello 0,8% per il prossimo anno, sollevando preoccupazioni sull'adeguatezza fiscale.

Il governo brasiliano ha segnalato i crescenti rischi legati alla rinegoziazione del debito pubblico, con un livello record previsto per il 2025, poiché una quota maggiore del debito rimane esposta ai tassi di interesse a breve termine.

In un allegato sui rischi fiscali al disegno di legge sulle linee guida di bilancio per il 2026 presentato al Congresso martedì, il Tesoro ha stimato che quest'anno il 62,1% del debito pubblico federale sarà sensibile alle variazioni dei tassi a breve termine, il livello più alto da quando la serie di dati è iniziata nel 2008.

Il governo ha sottolineato la necessità di un consolidamento fiscale per migliorare la sostenibilità del debito.

Sensibilità al debito a breve termine senza precedenti

La cifra sopra riportata include il debito legato al tasso di politica monetaria Selic e i titoli in scadenza entro 12 mesi, entrambi soggetti a costi di rifinanziamento direttamente influenzati dai tassi di riferimento.

Il Tesoro ora prevede che questa quota rimarrà elevata, raggiungendo il 58,9% nel 2028, un forte aumento rispetto alla precedente stima del 51,2%, sottolineando la vulnerabilità del paese alle pressioni fiscali dovute ai tassi di interesse.

La situazione desta preoccupazione perché i prezzi di rifinanziamento di questo debito sono direttamente determinati dalle politiche monetarie della banca centrale brasiliana.

Storicamente, il Brasile ha finanziato una parte consistente del suo debito con obbligazioni a tasso variabile, particolarmente allettanti per gli investitori in periodi di volatilità dei mercati.

Tuttavia, l'attuale contesto economico, caratterizzato dall'aumento delle spese obbligatorie, ha costretto il Tesoro a fare un ampio ricorso a questi strumenti, determinando la peggiore composizione del debito del paese degli ultimi 20 anni.

Implicazioni delle politiche della Banca Centrale per la stabilità fiscale

Il debito del Brasile sta diventando sempre più sensibile a causa delle misure di inasprimento monetario adottate dalla banca centrale per combattere l'inflazione persistente.

Il tasso di interesse di riferimento è aumentato di 375 punti base da settembre, raggiungendo il 14,25%, e si prevedono ulteriori aumenti a maggio.

Tali misure dimostrano l'impegno della banca centrale per la stabilità dei prezzi, contribuendo al contempo a risolvere i problemi fiscali del governo.

Inoltre, il riconoscimento da parte del governo che l'aumento del debito a tasso variabile è dovuto alle incertezze sul consolidamento fiscale dimostra la complessa relazione tra politica monetaria e finanza pubblica.

In assenza di una chiara strategia per la stabilità a lungo termine, il Tesoro potrebbe avere difficoltà a emettere obbligazioni a tasso fisso a lungo termine o indicizzate all'inflazione, aggravando i problemi di debito del Brasile.

Appelli al consolidamento fiscale: una via d'uscita?

In risposta a questi crescenti rischi fiscali, il governo brasiliano ha proposto un avanzo primario dello 0,25% del PIL per l'anno successivo, il primo obiettivo di avanzo fissato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva durante il suo attuale mandato.

Questa proposta mira a creare un ambiente più favorevole al consolidamento fiscale, consentendo emissioni di debito a costi inferiori e forse invertendo l'attuale tendenza del rischio di mercato.

Tuttavia, gli specialisti finanziari, compresi quelli di Itau Bank, rimangono dubbiosi sull'adeguatezza della proposta.

La banca sostiene che l'attuale ritmo di aggiustamento fiscale è insufficiente a stabilizzare il debito pubblico, prevedendo invece un probabile deficit dello 0,8% del PIL.

La disparità tra le previsioni fiscali del governo e le aspettative del mercato mette in luce la precaria situazione delle finanze pubbliche brasiliane.