La banca centrale russa difende la propria linea politica mentre la volatilità del petrolio rappresenta una sfida.

  • I bassi prezzi del petrolio mettono a rischio il bilancio statale russo, avverte la banca centrale del paese.
  • Negli ultimi mesi, l'OPEC+ ha aumentato l'offerta di petrolio, il che ha avuto un impatto negativo sui prezzi.
  • Negli ultimi 30 giorni, i prezzi globali del petrolio si sono aggirati intorno ai 60 dollari al barile.

Citando i bassi prezzi del petrolio come un rischio importante, la banca centrale russa ha difeso la sua politica monetaria restrittiva in un rapporto pubblicato mercoledì, sostenendo che gli alti tassi di interesse avevano ridotto i prestiti e favorito la disinflazione nonostante questa sfida economica.

Di fronte all'inflazione persistente e elevata, la banca centrale ha resistito alle crescenti pressioni per ridurre i costi di finanziamento per diversi mesi, ha riferito Reuters in un articolo.

Questa posizione ha portato le aziende più importanti a ridurre i piani di investimento e il governo a esprimere preoccupazioni riguardo al rallentamento della crescita economica.

Rischi derivanti dal rallentamento dell'economia

Secondo quanto riportato, lunedì il ministro dell'Economia Maxim Reshetnikov ha espresso preoccupazioni sul fatto che l'economia in fase di raffreddamento sia esposta a rischi di "ipotermia".

Ha esortato la banca centrale a tenere conto della necessità di rallentare l'inflazione nella prossima riunione del 6 giugno, al momento di determinare i tassi di interesse.

La banca centrale ha dichiarato, in una revisione della stabilità finanziaria, che una politica monetaria restrittiva è una misura temporanea ma necessaria per ottenere una diminuzione sostenuta dell'inflazione. La banca ha mantenuto il suo tasso di interesse chiave al 21% da ottobre.

I recenti e significativi aumenti della spesa militare hanno stimolato la crescita economica, ma hanno anche innescato l'inflazione, portando a un'economia surriscaldata.

In risposta, la banca centrale ha attuato tassi di interesse elevati per moderare questo fenomeno.

Di conseguenza, la crescita del PIL russo si è rallentata al 1,4% nel primo trimestre, in calo rispetto al 4,5% del trimestre precedente.

La banca ha inoltre riconosciuto la persistenza di condizioni esterne difficili, citando i rischi derivanti dalla volatilità dei mercati globali, dalle controversie commerciali e dalle potenziali escalation delle sanzioni contro Mosca.

La diminuzione dei prezzi pone ulteriori sfide.

La banca centrale ha avvertito che un ulteriore calo dei prezzi delle materie prime esportate dalla Russia, in particolare del petrolio, rappresenta un rischio significativo per il paese.

Tali diminuzioni di prezzo potrebbero comportare un calo degli utili per le aziende esportatrici, con conseguenti ripercussioni sul bilancio nazionale.

Negli ultimi 30 giorni, i prezzi globali del petrolio si sono aggirati intorno ai 60 dollari al barile, principalmente a causa delle preoccupazioni legate all'aumento dell'offerta.

L'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio e i suoi alleati, tra cui la Russia, hanno optato per aumentare la produzione in aprile, maggio e giugno, e è probabile che aumentino anche l'offerta per luglio.

Nonostante i potenziali rischi di instabilità finanziaria derivanti dall'attuale situazione, questi sono mitigati dalle consistenti riserve e dal basso debito della Russia, accumulati durante periodi di prezzi elevati del petrolio, secondo la banca.

Ristrutturazione del credito

La banca centrale ha segnalato un notevole aumento delle attività di ristrutturazione del credito intraprese dalle imprese russe di grandi e medie dimensioni verso la fine di marzo.

La banca ha definito questo aumento repentino delle ristrutturazioni come un fenomeno transitorio, non indicativo di una vulnerabilità sistemica.

Inoltre, l'istituto finanziario ha espresso una forte fiducia nella solidità complessiva della maggior parte di queste aziende e nella loro capacità di resistere efficacemente alle potenziali fluttuazioni e ai rischi associati ai movimenti dei tassi di interesse.

Questo suggerisce che la banca centrale ritiene che, sebbene alcune aziende abbiano optato per la ristrutturazione del credito durante questo periodo, la loro salute finanziaria fondamentale rimanga solida e che siano ben posizionate per gestire i propri obblighi di debito nonostante potenziali cambiamenti nell'ambiente dei tassi di interesse.