Apertura dei mercati asiatici: Nikkei in calo dell'1,33%; Sensex pre-apertura crolla, il greggio sale

Apertura dei mercati asiatici: Nikkei in calo dell'1,33%; Sensex pre-apertura crolla, il greggio sale
Deepali Singh
13 giu 2025, 06:04 AM
  • I mercati asiatici sono crollati venerdì dopo che, secondo quanto riferito, Israele ha colpito l'Iran, prendendo di mira il suo programma nucleare.
  • Il Sensex indiano è crollato di oltre 1,2K punti negli scambi pre-apertura; Nifty è sceso sotto i 24.500 a causa dello shock geopolitico.
  • I prezzi del petrolio sono saliti di oltre il 10% (Brent +10,28% a 76,48 dollari, WTI +10,21% a 74,99 dollari) a causa dell'escalation in Medio Oriente.

Un'ondata di acuta avversione al rischio ha travolto i mercati finanziari asiatici all'apertura di venerdì, facendo crollare gli indici azionari in tutta la regione.

La brusca flessione è stata una conseguenza diretta dell'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, in seguito alle notizie secondo cui Israele avrebbe condotto un attacco militare contro l'Iran, mirando specificamente al suo programma nucleare.

Questo drammatico sviluppo ha fatto impennare i prezzi del petrolio e gli investitori hanno cercato di mettersi in salvo.

L'umore del mercato si è inasprito drammaticamente quando sono emerse le notizie dell'azione militare di Israele.

Due funzionari statunitensi hanno confermato a NBC News che l'esercito israeliano ha iniziato attacchi aerei contro l'Iran, aggiungendo che non c'è stato alcun coinvolgimento degli Stati Uniti nell'operazione.

Dopo l'attacco, il ministro della Difesa israeliano ha annunciato una "situazione speciale".

Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato: "A seguito dell'attacco preventivo dello Stato di Israele contro l'Iran, un attacco missilistico e di droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile è previsto nell'immediato futuro".

Questo duro avvertimento di potenziali ritorsioni ha ulteriormente amplificato i timori di un conflitto regionale più ampio.

L'impatto sulle azioni asiatiche è stato immediato e grave. Il benchmark giapponese Nikkei 225 è sceso dell'1,33%, mentre il più ampio indice Topix ha perso l'1,26%.

Il Kospi della Corea del Sud è sceso dell'1,17% e il Kosdaq a bassa capitalizzazione ha registrato un calo più netto del 2,97%. Anche l'indice australiano S&P/ASX 200 ha perso terreno, in calo dello 0,23%.

Nella Grande Cina, l'indice Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,98%, mentre il CSI 300 della Cina continentale ha perso lo 0,78%.

Il petrolio sale alle stelle, i mercati indiani si preparano all'impatto

La reazione più drammatica del mercato è stata osservata nei prezzi del petrolio, che sono aumentati di oltre il 10%.

Il greggio West Texas Intermediate degli Stati Uniti è salito del 10,21% a 74,99 dollari al barile, mentre il Brent di riferimento globale è salito del 10,28% a 76,48 dollari al barile, riflettendo le forti preoccupazioni per le potenziali interruzioni dell'offerta dalla regione volatile.

Anche i mercati indiani si stavano preparando a un colpo significativo. Negli scambi pre-apertura, il BSE Sensex è crollato di oltre 1.200 punti, con il Nifty che è scivolato sotto la soglia dei 24.500.

Questa brusca flessione è arrivata quando l'attacco di Israele alla capitale iraniana ha provocato onde d'urto a Teheran e ha riacceso i timori che circondano la precaria situazione di stallo nucleare della regione.

Gli analisti di mercato hanno sottolineato l'improvviso riemergere del rischio geopolitico come principale driver di mercato.

"Il mercato si è in gran parte scrollato di dosso il rischio geopolitico nell'ultimo anno, e questi sviluppi sono stati un campanello d'allarme che questi rischi sono più tangibili e imminenti di quanto molti si aspettino", ha detto alla CNBC via e-mail Saul Kavonic, responsabile della ricerca energetica presso MST Marquee.

Tuttavia, Kavonic ha anche suggerito un potenziale, anche se incerto, percorso di de-escalation: "È possibile che questi attacchi possano essere calibrati per aumentare la pressione sui negoziati tra Stati Uniti e Iran e che la situazione si riduca successivamente".

Mercati USA: i guadagni precedenti sono stati oscurati da nuove tensioni

L'escalation delle tensioni in Medio Oriente ha rapidamente oscurato l'ottimismo persistente della precedente sessione di trading negli Stati Uniti.

I futures sulle azioni statunitensi sono scesi bruscamente giovedì sera a causa del peggioramento della situazione.

Ciò ha fatto seguito a una giornata in cui i prezzi alla produzione statunitensi per maggio sono stati più freddi del previsto, aumentando solo dello 0,1% rispetto al mese precedente contro un balzo previsto dello 0,2%.

Questa lettura più debole, insieme a un rapporto sull'inflazione al consumo più freddo del previsto all'inizio della settimana, aveva inizialmente spinto i principali indici azionari statunitensi e portato a un calo dei rendimenti obbligazionari, migliorando il sentiment degli investitori.

Nella notte di giovedì negli Stati Uniti, tutti e tre i principali benchmark hanno chiuso in rialzo.

L'indice S&P 500 è salito, in parte aiutato da un rally di Oracle che ha sollevato il settore tecnologico in generale.

L'indice di riferimento è salito dello 0,38% chiudendo a 6.045,26, posizionandosi a meno del 2% dal suo massimo storico.

Il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,24% chiudendo a 19.662,48 e il Dow Jones Industrial Average ha aggiunto 101,85 punti, o lo 0,24%, attestandosi a 42.967,62.

Tuttavia, questi guadagni sono apparsi fragili di fronte alla nuova crisi geopolitica in corso.