L'adozione delle criptovalute aumenta tra i CFO di aziende da miliardi di dollari, secondo un sondaggio Deloitte

  • Il 99% dei CFO da miliardi di dollari si aspetta che le criptovalute vengano utilizzate nelle operazioni a lungo termine, afferma il sondaggio Deloitte Q2 2025.
  • Un CFO su quattro con aziende da 10 miliardi di dollari+ prevede investimenti in criptovalute entro il 2027, con le stablecoin che guadagnano terreno.
  • La volatilità, le regole contabili e la regolamentazione statunitense rimangono i principali ostacoli a una più ampia adozione delle criptovalute.

La criptovaluta non è più un asset finanziario marginale, ma è ora una considerazione strategica per le più grandi aziende del mondo.

Secondo il sondaggio CFO Signals del Q2 2025 di Deloitte, il 99% dei direttori finanziari delle aziende che generano oltre 1 miliardo di dollari di entrate annuali si aspetta che le criptovalute entrino a far parte delle loro operazioni commerciali a lungo termine.

Ciò segnala un cambiamento nel modo in cui i massimi dirigenti finanziari vedono gli asset digitali, andando oltre la speculazione in aree come la gestione della tesoreria, i pagamenti e l'efficienza della catena di approvvigionamento.

Condotto tra 200 CFO, l'indagine rivela un quadro stratificato di crescente interesse mitigato da ostacoli strutturali e normativi.

Tuttavia, l'integrazione degli asset digitali non è più solo una discussione teorica, ma sta rimodellando attivamente le strategie di finanza aziendale.

Un CFO su quattro a grande capitalizzazione prevede investimenti in criptovalute entro il 2027

Tra le aziende con un fatturato superiore a 10 miliardi di dollari, il 24% dei CFO prevede che i propri dipartimenti finanziari investiranno direttamente in criptovalute non stabili come Bitcoin ed Ether entro i prossimi due anni.

In tutte le aziende intervistate, il numero si attesta al 15%. Queste aspettative riflettono la crescente fiducia nell'asset class nonostante la persistente volatilità del mercato.

Anche le stablecoin stanno guadagnando terreno. Mentre il 15% dei CFO di aziende da miliardi di dollari ha dichiarato di aspettarsi di accettare stablecoin per i pagamenti entro 24 mesi, la cifra sale al 24% tra le più grandi aziende.

Queste aziende citano la privacy dei clienti (45%) e la velocità di pagamento e l'efficacia dei costi (39%) come motivazioni chiave per l'adozione delle stablecoin nei sistemi di pagamento.

La volatilità dei prezzi e l'incertezza politica continuano a destare le principali preoccupazioni

Nonostante questo slancio istituzionale, il rischio rimane un deterrente primario. La volatilità dei prezzi è stata citata come la principale preoccupazione dal 43% degli intervistati, in particolare in relazione a criptovalute non stabili come Bitcoin (BTC a $ 118.641) ed Ether (ETH a $ 3.812).

La complessità contabile è stata segnalata dal 42% dei CFO come una sfida, soprattutto secondo gli attuali standard GAAP statunitensi che non trattano le criptovalute come equivalenti di cassa.

Nel frattempo, l'incertezza normativa, in particolare negli Stati Uniti, è stata un punto critico per il 40% dei responsabili finanziari.

I cambiamenti in corso nella politica crypto degli Stati Uniti continuano a ritardare un'adozione più aggressiva, anche se altre regioni introducono quadri più chiari.

I casi d'uso vanno oltre la finanza, nelle catene di approvvigionamento e nelle operazioni

Mentre l'esposizione alla tesoreria e i pagamenti dominano i piani di adozione a breve termine, le visioni a lungo termine sono più ampie.

Più della metà dei CFO intervistati ritiene che le criptovalute e la tecnologia blockchain svolgano un ruolo in aree come la gestione della supply chain e il monitoraggio degli asset.

Il registro trasparente e immutabile della blockchain è considerato uno strumento prezioso per la verifica dei pagamenti e gli audit operativi.

Inoltre, le criptovalute stanno diventando un argomento regolare nei consigli di amministrazione. Il 37% dei CFO ha discusso di asset digitali con i propri consigli di amministrazione, il 41% con i chief investment officer e il 34% con banche o istituti di credito.

Solo il 2% non ha segnalato alcuna conversazione relativa alle criptovalute, indicando un riconoscimento diffuso del suo potenziale impatto sul business.

L'esposizione istituzionale si amplia a Solana e XRP

Un sondaggio separato del marzo 2025 condotto da Coinbase e EY-Parthenon ha fatto eco a queste tendenze. Tra gli investitori istituzionali intervistati, l'83% ha dichiarato di voler aumentare la propria esposizione alle criptovalute quest'anno.

Mentre Bitcoin ed Ether continuano a dominare le allocazioni, altri asset come Solana (SOL a 177,90$) e XRP (XRP a 3,11$) sono emersi come popolari scommesse secondarie.

In particolare, la maggior parte degli intervistati istituzionali ha dichiarato di voler allocare almeno il 5% dei propri portafogli in asset digitali nel 2025.

Ciò sottolinea una strategia di diversificazione più ampia che ora si sta diffondendo a livello operativo, in particolare nelle società ad alto reddito.