La Cina punta alle stablecoin sostenute dallo yuan nel tentativo di sfidare il dominio del dollaro USA

La Cina punta alle stablecoin sostenute dallo yuan nel tentativo di sfidare il dominio del dollaro USA
Diya Poddar
06 ago 2025, 10:48 AM
  • Le stablecoin seguiranno le rigide normative finanziarie cinesi.
  • Concentrati sull'uso aziendale, con licenze limitate inizialmente.
  • I token legati al dollaro sono visti come un rischio per il controllo dei capitali.

La Cina sta muovendo i primi passi concreti verso lo sviluppo di stablecoin legate allo yuan, con l'obiettivo di contrastare il crescente dominio globale dei token garantiti dal dollaro USA come USDT e USDC.

Sebbene il paese mantenga il suo divieto generale sul trading e il mining di criptovalute, i funzionari stanno ora guardando alle stablecoin come strumento strategico per promuovere l'uso internazionale del renminbi e rafforzare il controllo sui flussi di capitale transfrontalieri.

La mossa segnala anche una cauta svolta nella politica di Pechino in materia di valute digitali, con le autorità di regolamentazione che ora lavorano a stretto contatto con le istituzioni finanziarie e gli esperti per definire nuove barriere per questo passaggio digitale strettamente controllato.

La Cina esplora le stablecoin legate al renminbi

Dopo anni di opposizione agli asset digitali, la posizione della Cina sulle app per criptovalute orecchie sta cambiando, ma solo in aree specifiche. La People's Bank of China (PBOC) ha iniziato a discutere il lancio controllato di stablecoin ancorate allo yuan cinese (RMB).

Queste discussioni seguono le crescenti preoccupazioni a Pechino per l'impatto delle stablecoin garantite dal dollaro USA sui sistemi di pagamento globali e sulla sovranità finanziaria della Cina.

Mentre exchange crypto, il mining e gli investimenti pubblici in valute digitali rimangono vietati sulla terraferma, le autorità di regolamentazione cinesi hanno riconosciuto l'influenza delle stablecoin sui regolamenti internazionali e sui movimenti di capitali.

Il loro obiettivo è garantire che, se le stablecoin vengono introdotte in qualsiasi forma, operino rigorosamente all'interno del sistema finanziario cinese e aderiscano ai quadri giuridici del paese.

Hong Kong diventa la sandbox normativa per il lancio delle stablecoin

La Cina sta utilizzando Hong Kong come zona di test controllata per sperimentare le politiche sulle stablecoin. Una nuova legge approvata nel territorio consente alle aziende autorizzate di emettere stablecoin garantite da fiat, segnando un allontanamento significativo dalle restrizioni crypto altrimenti rigide della terraferma.

Tuttavia, le autorità si stanno muovendo con cautela. Inizialmente verrà rilasciato solo un numero selezionato di licenze, con particolare attenzione ai casi d'uso istituzionali e aziendali.

Questo lancio limitato mira a raccogliere dati, gestire i rischi e consentire alle autorità di regolamentazione di monitorare il funzionamento di questi token digitali in un ambiente strettamente regolamentato prima di prendere in considerazione qualsiasi implementazione più ampia.

Strategia per frenare la fuga di capitali e rafforzare il ruolo del RMB nel commercio

Una delle preoccupazioni centrali di Pechino è il deflusso di capitali che utilizzano stablecoin in dollari USA. Token come Tether (USDT) e USD Coin (USDC) sono ampiamente utilizzati nelle transazioni transfrontaliere e i funzionari cinesi lo vedono come una minaccia alla stabilità finanziaria nazionale.

Per contrastare l'influenza degli asset ancorati al dollaro, le autorità di regolamentazione si stanno concentrando sullo sviluppo di stablecoin garantite da RMB in grado di offrire un'utilità simile, rafforzando al contempo i controlli sui capitali della Cina.

Questo approccio contribuirebbe a ridurre la dipendenza dalle valute estere per il commercio internazionale e a rafforzare il ruolo del renminbi nell'economia globale.

Innovazione controllata tra le restrizioni crypto

Sebbene il rinnovato interesse della Cina per le stablecoin sia notevole, non segnala una più ampia legalizzazione delle criptovalute. Il trading di asset come Bitcoin ed Ethereum rimane illegale in tutta la terraferma.

Le ambizioni del paese in materia di valuta digitale rimangono strettamente legate al controllo statale e qualsiasi futura infrastruttura di stablecoin probabilmente rifletterà questo.

I funzionari della PBOC hanno sollevato preoccupazioni sulla natura incontrollabile degli asset decentralizzati. Anche le stablecoin emesse centralmente, avvertono, potrebbero essere difficili da tracciare una volta rilasciate, il che si scontra con la preferenza della Cina per una rigida supervisione sui flussi di denaro.

Tuttavia, l'evoluzione della posizione di Pechino segna un nuovo capitolo nella sua narrativa sulle valute digitali, che si basa meno sulla resistenza e più sull'adattamento strategico.