Quanto potrebbero crollare le azioni di Kraft Heinz se Buffett vendesse la sua partecipazione in KHC

  • Warren Buffett ha espresso delusione per la separazione di Kraft Heinz.
  • Gli esperti ritengono che i leggendari investitori potrebbero vendere la sua partecipazione in azioni KHC.
  • Le azioni di Kraft Heinz sono attualmente in calo di circa il 15% rispetto al massimo da inizio anno.

Le recenti osservazioni del leggendario investitore Warren Buffett sulla scissione aziendale di Kraft Heinz (NASDAQ: KHC) hanno scatenato speculazioni sul suo impegno a lungo termine con il gigante alimentare.

L'amministratore delegato miliardario di Berkshire Hathaway, che una volta sosteneva la fusione tra Kraft e Heinz, ha espresso delusione quando la società ha rivelato i piani di una scissione la scorsa settimana.

Ciò ha portato sia gli investitori che gli analisti a chiedersi se l'"Oracolo di Omaha" stia prendendo in considerazione un'uscita completa dalle azioni KHC.

Le azioni Kraft Heinz hanno già sottoperformato il mercato più ampio nel 2025 e un disinvestimento da Buffet potrebbe accelerare il calo nei prossimi mesi.

Buffett potrebbe innescare un brusco crollo delle azioni Kraft Heinz

L'influenza di Buffett sulle azioni KHC non è solo simbolica, è strutturale.

Il suo conglomerato, Berkshire Hathaway, è attualmente il maggiore azionista con una partecipazione del 27,5% nel gigante degli alimenti confezionati.

In totale, Berkshire possiede attualmente circa 330 milioni di azioni di Kraft Heinz, per un valore di circa 11 miliardi di dollari.

Gli investitori hanno già mostrato sensibilità al sentiment di Buffett.

Le azioni di Kraft Heinz sono crollate di quasi l'8,0% quando ha espresso delusione per l'annunciata scissione, sottolineando quanto seguano da vicino i segnali del miliardario.

È ragionevole supporre, quindi, che la dismissione completa segnerebbe una perdita di convinzione a lungo termine, innescando potenzialmente vendite di panico sia da parte dei detentori retail che istituzionali.

Ad aggravare il rischio c'è uno shock di liquidità. KHC ha un volume di scambi giornalieri fino a 7 milioni.

Scaricare 330 milioni di azioni, anche se gradualmente, travolgerebbe il portafoglio ordini e creerebbe un eccesso persistente, deprimendo i prezzi per settimane o più.

Come i precedenti disinvestimenti di Buffett hanno scosso i mercati

Le uscite di Buffett hanno storicamente scosso i mercati, soprattutto quando segnalano una svolta strategica.

Quando il suo conglomerato, Berkshire Hathaway, ha ridotto la sua partecipazione in IBM, le azioni dell'azienda IT legacy sono scese di quasi il 10% in diverse settimane, poiché gli investitori hanno ricalibrato le loro aspettative.

Poi, durante la crisi del COVID, l'improvvisa uscita di Buffett dai titoli delle compagnie aeree ha innescato cali fino al 20%, amplificando il panico in tutto il settore. In effetti, anche le uscite più silenziose hanno lasciato il segno.

Quando 3G Capital, il partner originale di Buffett nell'affare Kraft Heinz, ha ridotto la sua partecipazione, le azioni KHC sono scese di circa l'8%, nonostante la mossa sia stata meno pubblicizzata.

Questi precedenti suggeriscono che l'uscita di Buffett dalle azioni di Kraft Heinz sarebbe probabilmente interpretata come un campanello d'allarme, indipendentemente dallo stile di esecuzione.

Stima del potenziale calo delle azioni KHC

Sulla base delle suddette reazioni storiche, della struttura del mercato e delle dinamiche del sentiment, è lecito aspettarsi un calo immediato fino al 15% delle azioni Kraft Heinz se Buffett dovesse vendere la sua intera partecipazione nella società quotata al Nasdaq.

Se non emergono acquirenti strategici, le azioni KHC potrebbero dover affrontare una pressione prolungata che spinge il calo complessivo a oltre il 20% per diverse settimane.

E nello scenario peggiore, aggravato da scarsi utili o venti contrari macroeconomici, è probabile un calo totale di oltre il 30%.

Si noti che Warren Buffett ha già confermato di non essere disposto ad accettare un'offerta in blocco a meno che altri azionisti non ricevano la stessa offerta, limitando il potenziale di un'uscita discreta e aumentando le probabilità di una più ampia interruzione del mercato.