Il primo ministro francese Sebastien Lecornu si dimette poche ore dopo la nomina del gabinetto

Il primo ministro francese Sebastien Lecornu si dimette poche ore dopo la nomina del gabinetto
Utkarsh Roshan
06 ott 2025, 10:17 AM
  • Il primo ministro francese Sebastien Lecornu si dimette poche ore dopo aver nominato il nuovo gabinetto.
  • Macron deve affrontare una crescente pressione politica a causa della reazione del mercato.
  • I rendimenti obbligazionari salgono mentre gli investitori si preparano a una prolungata instabilità.

Il primo ministro francese Sebastien Lecornu si è dimesso lunedì, meno di 24 ore dopo aver presentato un nuovo gabinetto che è stato immediatamente accolto con critiche sia dall'opposizione che dai membri della coalizione.

La mossa getta il governo del presidente Emmanuel Macron in nuove turbolenze politiche e si aggiunge al crescente disagio degli investitori per le prospettive fiscali della Francia.

Lecornu, 39 anni, è stato nominato all'inizio di settembre quinto primo ministro francese in meno di due anni.

Il suo breve mandato termina tra una diffusa insoddisfazione per le riforme economiche in stallo, la politica parlamentare litigiosa e l'incapacità di approvare il bilancio 2026, un test chiave per la vitalità del suo governo.

La crisi politica si aggrava

Le dimissioni di Lecornu sono arrivate solo poche ore dopo che il nuovo gabinetto da lui nominato domenica avrebbe dovuto tenere la sua prima riunione.

La formazione era quasi identica a quella del suo predecessore, François Bayrou, che è stato estromesso all'inizio di settembre dopo non essere riuscito a garantire il sostegno parlamentare alle misure di austerità.

La mancanza di volti nuovi nel governo di Lecornu ha immediatamente attirato critiche da tutto lo spettro politico.

I membri di diversi partiti della coalizione hanno espresso frustrazione per il fatto che il gabinetto rappresenti una continuità piuttosto che un rinnovamento, nonostante l'impegno di Macron a ripristinare la stabilità.

I leader dell'opposizione hanno accusato il presidente di "sordità politica" e hanno avvertito che il governo stava perdendo legittimità.

Un mandato fragile e un parlamento litigioso

Macron ha nominato Lecornu – ex ministro della Difesa e alleato di lunga data – nel tentativo di ripristinare il controllo dopo un'estate turbolenta.

Le elezioni anticipate indette da Macron lo scorso anno gli si sono ritorte contro, producendo un Parlamento profondamente diviso tra blocchi centristi, di sinistra e di estrema destra.

Questa frammentazione ha lasciato il governo incapace di approvare una legislazione fiscale chiave, costringendo i primi ministri che si sono succeduti a lasciare l'incarico.

I due predecessori di Lecornu, Bayrou e Michel Barnier, sono entrambi caduti nel controverso bilancio 2026.

Gli analisti avevano visto la nomina di Lecornu come il tentativo di Macron di consolidare la lealtà piuttosto che cercare un compromesso trasversale.

Nel corso dell'ultimo mese, Lecornu ha tenuto diversi round di colloqui con gli alleati centristi e gli esponenti dell'opposizione nella speranza di garantire un "patto di non aggressione" parlamentare per far avanzare gli sforzi di bilancio che non hanno prodotto risultati.

I mercati reagiscono alla rinnovata instabilità

I mercati finanziari hanno reagito rapidamente all'ultimo shock politico.

I rendimenti dei titoli di Stato francesi sono aumentati, con il titolo di riferimento a 10 anni che è salito di nove punti base al 3,6%.

Lo spread tra le obbligazioni francesi e tedesche a 10 anni - una misura chiave del rischio fiscale percepito - si è ampliato a oltre 89 punti base, il livello più alto dalla fine del 2024.

Gli analisti hanno avvertito che l'instabilità prolungata potrebbe pesare sulla fiducia degli investitori in un momento critico per la Francia, che deve affrontare una crescente pressione per frenare la spesa e portare il suo deficit entro i limiti dell'Unione Europea.

Con la partenza di Lecornu, Macron si trova di fronte al difficile compito di nominare un altro primo ministro in grado di ottenere un sostegno parlamentare sufficiente per far approvare un bilancio e stabilizzare il governo, una sfida che gli è sfuggita ripetutamente.