Come sta cambiando il commercio globale mentre le nazioni si allontanano dagli Stati Uniti
- La Cina acquista soia dal Sud America invece che dalle fattorie statunitensi.
- L'OMC alza le previsioni di crescita del commercio globale per il 2025 al 2,4%.
- L'UE accelera gli accordi commerciali con il Mercosur, l'Indonesia e l'Australia.
L'economia mondiale sta entrando in una nuova fase di diversificazione. I paesi che un tempo dipendevano fortemente dai mercati statunitensi stanno ora stringendo nuove alleanze, reindirizzando le catene di approvvigionamento e cercando altri partner per compensare i dazi record.
Dal Canada che acquista veicoli dal Messico invece che dagli Stati Uniti alla Cina che acquista soia dal Sud America, il commercio globale sta spostando l'attenzione.
Bloomberg riferisce che, nonostante le misure protezionistiche degli Stati Uniti – le tariffe più severe dagli anni '30 – il commercio globale non sta rallentando.
Invece, l'85% di esso ora scorre attraverso canali alternativi, dimostrando che l'economia mondiale si sta adattando piuttosto che contrarsi.
L'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) ha recentemente alzato le sue previsioni per la crescita del commercio di merci nel 2025 al 2,4%, rispetto allo 0,9%, segnalando un rinnovato slancio.
Perché i paesi stanno formando nuove alleanze commerciali
Secondo Bloomberg, i dazi imposti da Washington hanno spinto i partner commerciali a guardare altrove.
Le importazioni di auto canadesi dal Messico hanno superato quelle dagli Stati Uniti, mentre la Cina si è rivolta ai coltivatori sudamericani per le forniture di soia.
India e Cina hanno ripreso i voli diretti e il commercio di terre rare dopo anni di relazioni sospese, dimostrando come anche i rivali di lunga data stiano scegliendo la cooperazione per un reciproco guadagno economico.
Anche le economie più piccole stanno riallineando i loro percorsi commerciali. Il Perù sta commercializzando i suoi mirtilli in Asia e il Lesotho, noto per la produzione tessile, si sta rivolgendo a Europa, Africa e mercati asiatici.
Allo stesso tempo, 14 nazioni – tra cui Nuova Zelanda, Singapore, Svizzera ed Emirati Arabi Uniti – hanno formato una nuova partnership per aumentare gli investimenti e il commercio.
Questi cambiamenti evidenziano una tendenza più ampia: i paesi stanno dando priorità alla resilienza e alla diversificazione rispetto alla dipendenza dagli Stati Uniti. Di conseguenza, i blocchi regionali e gli accordi bilaterali stanno ora guidando la crescita globale.
Come vengono reindirizzati i flussi commerciali
L'impatto di queste modifiche è visibile nei dati di spedizione e logistica. Bloomberg afferma che i produttori cinesi, di fronte ai dazi statunitensi, stanno espandendo la loro portata in nuove regioni.
International Container Terminal Services Inc., un operatore portuale con sede a Manila, segnala un'attività cargo più forte verso destinazioni non statunitensi poiché le rotte di spedizione globali sono state riequilibrate.
I dati commerciali cinesi di agosto sottolineano questo cambiamento. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono crollate del 33%, ma le spedizioni verso il sud-est asiatico sono aumentate del 23%, verso l'UE del 10% e verso l'Africa del 26%.
Gli esperti prevedono che la Cina registrerà un surplus commerciale record di 1,2 trilioni di dollari quest'anno, nonostante la flessione del trasporto marittimo transpacifico, che si prevede si contrarrà di quasi il 3%.
Bloomberg osserva che la società di dati marittimi Clarksons Plc prevede una crescita moderata nella maggior parte delle altre rotte globali.
Ciò suggerisce che, mentre il corridoio commerciale USA-Cina si sta restringendo, altre rotte – in particolare le rotte dall'Asia all'Europa e verso l'Africa – sono in costante crescita.
La ridistribuzione dell'attività di spedizione mostra come le aziende stiano trovando nuovi clienti e fornitori per mantenere la continuità aziendale.
Come l'Europa e le nazioni più piccole si stanno adattando
L'Unione europea è tra i paesi più attivi nel rimodellare la sua rete commerciale. Bruxelles sta accelerando gli accordi commerciali a lungo ritardati, tra cui un accordo di 25 anni fa con il Mercosur, un blocco sudamericano che rappresenta 780 milioni di consumatori.
L'UE ha inoltre concluso un accordo di libero scambio con l'Indonesia e ha ripreso i colloqui con l'Australia, cercando di ampliare l'elenco dei 76 partenariati commerciali esistenti.
Questi sforzi indicano che l'Europa mira a colmare le lacune commerciali create dalla frammentazione geopolitica. Tuttavia, gli esperti avvertono che le nazioni più piccole potrebbero avere più difficoltà a competere in questo nuovo ordine.
Man mano che il commercio globale diventa più regionale, i paesi senza influenza economica rischiano di perdere i benefici del sistema basato su regole dell'OMC.
Secondo un rapporto di Bloomberg, Timor Est, il nuovo membro dell'OMC, simboleggia sia l'opportunità che la vulnerabilità.
Con una popolazione di 1,4 milioni di abitanti e un PIL pro capite di circa 1.300 dollari, spera che l'adesione all'OMC aiuti a diversificare la sua economia dipendente dal petrolio esportando caffè, vaniglia e frutta.
Nel frattempo, anche le aziende si stanno adeguando. True Places, con sede negli Stati Uniti, che produce sedie da esterno in Cambogia, ha interrotto le importazioni negli Stati Uniti a causa delle pressioni tariffarie e ora si rivolge ai clienti esteri.
La mossa riflette un modello crescente di imprese che globalizzano la produzione e le vendite per sopravvivere in un panorama commerciale frammentato.
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