Trump e Xi si incontreranno in Corea del Sud il 30 ottobre mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si intensifica

Trump e Xi si incontreranno in Corea del Sud il 30 ottobre mentre la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina si intensifica
Devesh Kumar
23 ott 2025, 20:34 PM
  • Il primo incontro di persona tra Trump e Xi dal suo ritorno in carica è stato fissato per l'APEC in Corea del Sud.
  • I controlli sulle esportazioni di terre rare e le minacce tariffarie spingono le tensioni a un punto di rottura.
  • Trump proietta ottimismo ma promette tariffe al 100% se i colloqui falliscono.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping si incontreranno giovedì prossimo durante il vertice della Cooperazione economica Asia-Pacifico a Gyeongju, in Corea del Sud, ha confermato giovedì la Casa Bianca.

L'incontro in programma segna un momento cruciale negli sforzi per disinnescare le crescenti tensioni commerciali tra le due superpotenze economiche mondiali.

L'incontro ad alto rischio, previsto per il 30 ottobre a margine della riunione dei leader dell'APEC che si svolge dal 31 ottobre al 1 novembre, rappresenta il primo incontro di persona tra i due leader da quando Trump è tornato in carica a gennaio.

Guerra commerciale USA-Cina e minacce alla stabilità economica globale

Le ultime settimane hanno assistito a un forte deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Cina in seguito all'annuncio di Pechino del 9 ottobre di controlli radicali sulle esportazioni di elementi di terre rare e tecnologie di raffinazione.

La Cina controlla circa il 70% dell'estrazione globale di terre rare e il 90% della capacità di lavorazione, il che le conferisce una straordinaria influenza su settori che vanno dai semiconduttori ai veicoli elettrici.

Le nuove restrizioni richiedono alle entità straniere di ottenere l'approvazione del governo cinese per esportare prodotti contenenti anche tracce di materiali di terre rare o fabbricati utilizzando la tecnologia cinese, con la piena attuazione prevista per novembre e dicembre.

Trump ha risposto con forza il 10 ottobre minacciando un'ulteriore tariffa del 100% sulle merci cinesi a partire dal 1° novembre, in aggiunta ai dazi esistenti che già collocano le importazioni cinesi a un'aliquota tariffaria minima del 30%.

Il presidente degli Stati Uniti ha anche avvertito di potenziali controlli sulle esportazioni di "qualsiasi software critico" verso la Cina, espandendo al contempo le restrizioni sui componenti degli aeromobili.

Quest'ultimo confronto segue la tariffa universale del 10% di Trump, promulgata il 5 aprile ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act, e una tariffa del 25% sui camion medi e pesanti importati annunciata il 17 ottobre.

Prospettive divergenti, offuscano le prospettive di negoziazione

Anche con le tensioni alle stelle, Trump continua a rimbalzare tra discorsi duri e promesse ottimistiche di concludere un grande accordo con la Cina.

"Penso che finiremo per avere un accordo fantastico con la Cina, fantastico per entrambi i paesi e per il mondo intero", ha detto martedì.

Ma allo stesso tempo, ha avvertito che schiaffeggerà una tariffa del 100% se i colloqui falliranno.

Il giorno dopo, ha detto ai giornalisti che si aspetta di negoziare "tutto", la soia, il disarmo nucleare, forse anche la fine della guerra in Ucraina se la Cina si appoggia alla Russia.

Gli analisti non credono all'ottimismo. Puntano il dito su profondi disaccordi strutturali tra i due paesi, non solo su tattiche di contrattazione a breve termine che rendono improbabile una svolta.

Il confronto economico si estende oltre il commercio bilaterale per comprendere questioni fondamentali sul dominio tecnologico, la resilienza della catena di approvvigionamento e l'allineamento geopolitico.

Mentre Trump si prepara a recarsi in Malesia, Giappone e Corea del Sud per quello che descrive come un "grande viaggio" in Asia, l'economia globale è in bilico.

Che l'incontro Trump-Xi produca una vera e propria distensione o semplicemente un'altra pausa temporanea nell'escalation delle ostilità economiche, influenzerà in modo significativo i modelli commerciali, le catene di approvvigionamento e gli allineamenti geopolitici per gli anni a venire.