Le tensioni commerciali tra Cina e UE si attenuano mentre i dazi finali sul suino scendono sotto i tassi iniziali

  • I dazi finali sulla Cina sul suino UE sono del 4,9%-19,8% per cinque anni, inferiori rispetto alla proposta iniziale del 15,6%-62,4%.
  • Questa decisione segna la sentenza finale di un'indagine antidumping approfondita avviata da Pechino.
  • La riduzione dei dazi offre una "parziale sospensione", garantendo un mercato vitale per l'esportazione delle frattaie cinesi per l'UE.

La Cina ha annunciato una sostanziale riduzione dei dazi sulle importazioni di carne suina provenienti dall'Unione Europea, una mossa che riguarda importazioni valutate oltre 2 miliardi di dollari all'anno.

Questa decisione segna la sentenza finale di un'indagine antidumping approfondita avviata da Pechino.

La mossa è ampiamente vista dagli osservatori internazionali del commercio come un modesto allentamento delle tensioni commerciali tra Cina e Unione Europea, a seguito della decisione del blocco di imporre dazi sui veicoli elettrici importati dalla nazione asiatica, secondo un rapporto Reuters.

Tensioni commerciali e dettagli finali dei dazi doganali

La Cina ha confermato la sua decisione di imporre nuovi dazi sulle importazioni di carne suina provenienti dall'Unione Europea.

Questi dazi, che varieranno dal 4,9% al 19,8%, saranno attuati per un periodo di cinque anni a partire da mercoledì.

In particolare, la decisione finale del Ministero del Commercio presenta un intervallo tariffario significativamente più basso rispetto alla decisione preliminare presa a settembre, che suggeriva un intervallo molto più ampio dal 15,6% al 62,4%.

Questa riduzione indica una barriera commerciale meno severa di quanto inizialmente previsto, potenzialmente alleviando le preoccupazioni dei produttori europei di carne di maiale e delle dinamiche complessive del commercio suino tra Cina e UE.

La situazione rappresenta una parziale tregua per i produttori europei di carne, in particolare per quelli fortemente dipendenti dal voluminoso mercato cinese per le loro esportazioni di frattaglie.

La Cina è una destinazione critica per questi sottoprodotti, che spesso hanno una domanda limitata nei mercati europei interni.

L'allentamento delle tensioni commerciali o un adeguamento favorevole delle normative sulle importazioni significa che questi produttori possono continuare ad accedere a una fonte vitale di entrate.

Azioni commerciali più ampie

Senza la capacità della Cina di assorbire grandi volumi di frattaglie, i macelli e i trasformatori europei affronterebbero seri problemi di smaltimento e una netta perdita di ricavi, pesando sulla redditività complessiva dell'industria della carne.

La "parziale sospensione" indica che, sebbene rimangano alcuni ostacoli e non tutte le restrizioni siano state rimossi, gli scenari più dannosi sono stati evitati, permettendo così alla redditizia tratta di frattaie di continuare.

"Questo risultato riflette 18 mesi di sforzi concertati per trovare una soluzione negoziata a questa questione e a numerose altre dispute commerciali tra Cina e UE", è stato citato Even Rogers Pay, direttore di Trivium China con sede a Pechino, nel rapporto Reuters.

La Cina ha avviato un'indagine antidumping sulle importazioni di carne suina nel giugno dello scorso anno, una mossa percepita in gran parte come una risposta diretta ai dazi dell'Unione Europea sui veicoli elettrici.

Questa disputa commerciale ha un impatto significativo sui principali esportatori europei di carne suina, tra cui Spagna, Paesi Bassi e Danimarca.

La Cina ha inoltre preso provvedimenti contro le esportazioni dell'UE, avviando un'indagine anti-sussidio sui prodotti lattiero-caseari dell'UE e attuando misure antidumping sul brandy dell'UE.

Queste misure permettono agli esportatori di bypassare i dazi a condizione che accettino di mantenere un prezzo minimo per le loro vendite.