L'anno in cui le stablecoin sono diventate troppo grandi per essere ignorate dalla TradFi

L'anno in cui le stablecoin sono diventate troppo grandi per essere ignorate dalla TradFi
Charles Thuo
27 dic 2025, 13:48 PM
  • I regolatori di tutto il mondo inaspriscano le regole per garantire la stabilità delle stablecoin.
  • Le aziende stanno adottando le stablecoin per i pagamenti e l'infrastruttura finanziaria.
  • Le stablecoin favoriscono transazioni transfrontaliere più rapide ma aumentano i rischi sistemici.

Con la fine del 2025, le stablecoin stanno uscendo dall'ombra della speculazione sulle criptovalute e emergendo come strumenti centrali nel panorama in evoluzione della finanza globale.

Un tempo considerati asset marginali, questi token digitali sono ora al centro dei dibattiti sulla sovranità monetaria, la supervisione normativa e la modernizzazione dei sistemi di pagamento.

Al momento della stampa, la capitalizzazione totale di mercato delle stablecoin era di circa 308,9 miliardi di dollari, secondo i dati di DefiLlama.

Un recente sondaggio di TRM Labs mostra che le stablecoin rappresentano ora circa il 30% di tutto il volume di transazioni di criptovalute on-chain.

Il rapporto ha indicato che le stablecoin hanno raggiunto il loro volume di transazioni annuo più alto fino ad oggi nell'agosto 2025, superando i 4 trilioni di dollari, un aumento dell'83% rispetto allo stesso periodo del 2024.

TRM Labs ha inoltre osservato che le attività legate alle sanzioni che coinvolgono le stablecoin sono diminuite di circa il 60%, indicando un uso ridotto di questi asset per elusioni sanzionali.

Con la continua espansione del mercato delle stablecoin, governi e aziende si posizionano sempre più per sfruttare il proprio potenziale cercando di affrontare i rischi associati, indicando un cambiamento più ampio nel panorama monetario globale.

I regolatori stringono le redini

In tutto il mondo, le banche centrali stanno adottando misure decisive per regolamentare le stablecoin, con l'obiettivo di prevenire shock sistemici e favorire l'innovazione.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha recentemente avvertito che l'adozione su larga scala delle stablecoin potrebbe accelerare la sostituzione valutare, in particolare nei paesi con sistemi monetari fragili, minando il controllo delle banche centrali sulla circolazione della valuta locale.

La Banca del Canada ha ribadito preoccupazioni simili, insistendo che le stablecoin devono essere completamente sostenute da asset liquidi di alta qualità, inclusi titoli di stato o titoli di stato, per garantire stabilità e affidabilità nelle transazioni.

Nel frattempo, la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) degli Stati Uniti ha introdotto il suo primo quadro basato sul GENIUS Act, che descrive come le banche possano richiedere l'emissione di stablecoin tramite controllate regolamentate.

Queste misure riflettono un riconoscimento crescente che le stablecoin, se non regolamentate, potrebbero compromettere la politica monetaria e la stabilità finanziaria.

Da quando il GENIUS Act è stato firmato, i pagamenti con stablecoin negli Stati Uniti sono aumentati del 70%.

La Corea del Sud offre una prospettiva contrastante, in cui i responsabili politici discutono la "regola del 51%", che richiede agli emittenti di stablecoin di essere di proprietà a maggioranza di banche autorizzate.

La proposta ha suscitato controversie tra i regolatori, favorevoli al controllo, e i sostenitori fintech che puntano sull'innovazione, illustrando il delicato equilibrio tra sicurezza e competitività tra sicurezza e competitività.

In Europa e Nord America, stanno emergendo quadri simili, con le autorità che mirano a integrare le stablecoin nell'infrastruttura finanziaria esistente senza soffocarne l'utilità.

Aumenti di adozione aziendali

Mentre i regolatori lavorano per stabilire delle barriere, le aziende corrono per integrare le stablecoin nelle operazioni finanziarie tradizionali.

Visa ha lanciato una pratica dedicata di consulenza sulle stablecoin, aiutando banche, fintech e commercianti ad adottare token digitali per pagamenti e saldo, segnalando che i giganti tradizionali dei pagamenti non sono più attori periferici nel settore della moneta digitale.

Mastercard sta inoltre perseguendo strategie parallele, investendo nell'infrastruttura delle stablecoin ed esplorando partnership per portare questi token nelle reti di pagamento commerciali.

B2BinPay e altre piattaforme white-label offrono anche infrastrutture modulari che permettono a banche e istituzioni di moneta elettronica di offrire soluzioni stablecoin branded senza costruire sistemi complessi da zero.

Tuttavia, l'adozione istituzionale delle stablecoin non si limita ai pagamenti.

Il rapporto Stablecoin Insider 2025 evidenzia come le stablecoin stiano diventando parte integrante dell'infrastruttura finanziaria, in particolare nelle regioni con flussi di rimessa transfrontalieri elevati o valute locali volatili.

Governi e istituzioni regolamentate stanno esplorando partnership con fornitori di tecnologia per semplificare la conformità, integrare la liquidazione in tempo reale e proteggere i fondi contro rischi di frode o deegging.

Il risultato è un ecosistema finanziario in cui le stablecoin operano insieme ai depositi bancari tradizionali e alle valute digitali delle banche centrali, sfumando il confine tra moneta convenzionale e asset digitali programmabili.

I rischi rispetto alle opportunità nelle stablecoin

Le stablecoin stanno emergendo come strumenti capaci di rimodellare i pagamenti, la finanza transfrontaliera e persino la politica monetaria stessa.

Con lo svolgere del 2026, stanno già rivelando come la moneta digitale sia inserita nel tessuto monetario più ampio e se l'economia globale possa abbracciare questo cambiamento salvaguardando stabilità e fiducia.

Tuttavia, l'espansione delle stablecoin presenta sia opportunità che sfide.

Da un lato, promettono pagamenti transfrontalieri più rapidi e più economici, maggiore inclusione finanziaria e la capacità per le aziende di gestire la liquidità in modo più efficiente.

D'altra parte, la loro proliferazione solleva preoccupazioni sulla sovranità monetaria, l'arbitraggio regolatorio e il rischio sistemico.