Ancora una volta sorpresa iniziale negli Stati Uniti per le prime richieste di disoccupazione, ha raggiunto i 199K, il livello più basso da mesi

Ancora una volta sorpresa iniziale negli Stati Uniti per le prime richieste di disoccupazione, ha raggiunto i 199K, il livello più basso da mesi
Devesh Kumar
31 dic 2025, 15:20 PM
  • Le prime richieste di sussidi di disoccupazione sono diminuite di 16.000 a 199.000, il livello più basso delle ultime settimane.
  • Le richieste in corso si sono aggirate a circa 1,86 milioni, indicando una disoccupazione stabile a breve termine.
  • I bassi licenziamenti contrastano con segnali di assunzione più morbidi, complicando le prospettive della Fed per il 2026.

Le domande di disoccupazione negli Stati Uniti sono scese a 199.000 nella settimana terminata il 27 dicembre, segnando la cifra più bassa da settimane.

La cifra indica che i datori di lavoro restano riluttanti a tagliare i salari nonostante le incertezze economiche che si avvicinano alla fine dell'anno.

Il calo inaspettato, in calo di 16.000 rispetto ai 215.000 rivisti della settimana precedente, sottolinea un mercato del lavoro caratterizzato da una minima attività di licenziamenti, anche se lo slancio delle assunzioni si è notevolmente raffreddato.

Sebbene i fattori stagionali e la volatilità legata alle festività complichino l'interpretazione dei dati sulle richieste di fine anno, la debolezza sostenuta delle domande suggerisce una resilienza sottostante nelle condizioni di occupazione.

Le richieste di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti scendono a 199.000

Le prime richieste di sussidi di disoccupazione sono scese a 199.000 per la settimana terminata il 27 dicembre, in forte calo rispetto ai 215.000 della settimana precedente dopo l'aggiustamento stagionale.

Questo rappresenta il livello più basso registrato nelle ultime settimane e si colloca ben al di sotto della soglia di 220.000 che gli economisti generalmente associano a condizioni stabili del mercato del lavoro.

La media mobile a 4 settimane, che attenua il rumore settimanale e offre un quadro di tendenza più chiaro, è salita modestamente a 218.750, in aumento di 1.750 rispetto alla media rivista della settimana precedente.

Il dato iniziale delle richieste della scorsa settimana è stato rivisto al rialzo di 1.000, passando da 214.000 inizialmente riportati a 215.000, un promemoria che le prime letture subiscono aggiustamenti man mano che gli stati inviano dati più completi.

Le richieste continue, che misurano il numero di lavoratori già in prestazione, si attestano a circa 1,86 milioni, indicando che la disoccupazione a breve termine rimane stabile.

Il tasso di disoccupazione assicurato è rimasto stabile, riflettendo un contesto in cui i lavoratori che perdono il lavoro trovano una nuova assunzione relativamente rapidamente invece di esaurire l'idoneità ai benefici.

La stagionalità delle festività di fine anno crea tipicamente distorsioni in questi dati, quindi gli analisti sottolineano il monitoraggio della media mobile a 4 settimane piuttosto che dare un peso eccessivo a una singola lettura settimanale.

Il paradosso del mercato del lavoro

La solidità dei dati sulle sussidi di disoccupazione rappresenta un enigma analitico che complica l'interpretazione della salute più ampia del mercato del lavoro.

Sebbene le richieste di sussidi di disoccupazione restino contenute, altri indicatori occupazionali suggeriscono una debolezza sottostante.

L'occupazione nel settore non agricolo ha aggiunto 64.000 posti di lavoro a novembre, un notevole rallentamento rispetto al ritmo mensile di oltre 200.000 registrato all'inizio del 2025.

Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione è salito fino al 4,6%, sollevando dubbi sul fatto che la perdita di posti di lavoro in certi settori compensi i guadagni delle assunzioni altrove.

Questa disconnessione riflette un'economia in transizione.

Le aziende stanno mantenendo la forza lavoro già presente ma facendo attenzione all'espansione.

La fiducia dei consumatori è diminuita per cinque mesi consecutivi, con gli intervistati che citano sempre più preoccupazioni sulla futura disponibilità di lavoro, una percezione che diverge nettamente dai dati ufficiali delle richieste che mostrano licenziamenti minimi.

I funzionari della Federal Reserve hanno notato questa dinamica. Nella dichiarazione di politica di dicembre, la Fed ha segnalato di aspettarsi una riduzione graduale dei tagli dei tassi durante il 2026.

I funzionari della Fed prevedono una disoccupazione al 4,4% entro la fine del 2026, leggermente al di sotto dei livelli attuali, suggerendo che la banca centrale si aspetta che le condizioni del mercato del lavoro si stabilizzino piuttosto che peggiorare materialmente.

Il prossimo grande rilascio dei dati sul lavoro, il rapporto sulle buste paga non agricole di gennaio, in uscita il 7 febbraio, chiarirà se i modelli di assunzione post-festività tornino alla tendenza o se persistano debolezze.