Digesto serale: PandG manca le entrate, l'oro crolla e la spesa USA rimane resiliente
- La inversione di rotta di Trump sulle tariffe della Groenlandia ha scatenato un rally di sollievo nelle azioni statunitensi ed europee, anche se i dettagli restano vaghi.
- Procter and Gamble ha superato le stime di profitto ma ha mancato i ricavi a causa del calo dei volumi e della pressione sui costi tariffari.
- L'oro si è ritirato dai massimi storici con l'allentamento della domanda di rifugi sicuri, con anch'essi in ritiro di platino e argento.
I mercati globali si sono stabilizzati giovedì dopo che il presidente Donald Trump ha bruscamente ritirato la minaccia tariffaria legata alla Groenlandia a Davos, scatenando un rally di sollievo nelle azioni statunitensi ed europee, anche se i dettagli restano poco chiari.
Nelle notizie aziendali, Procter and Gamble ha superato le aspettative di profitto ma ha mancato gli obiettivi di fatturato, indicando una domanda dei consumatori più debole e nuove pressioni tariffarie.
Anche le materie prime si sono raffreddate, con l'oro che è ritirato dai massimi record mentre l'appetito al rischio è tornato.
Nel frattempo, la spesa statunitense ha mantenuto, anche se l'aumento della disuguaglianza e il calo del tasso di risparmio evidenziano la tensione sottostante.
L'inversione di Trump sulla Groenlandia solleva il sentimento
Il presidente degli Stati Uniti Trump ha improvvisamente abbandonato la minaccia tariffaria mercoledì a Davos dopo aver incontrato il Segretario Generale della NATO Mark Rutte, affermando un accordo "quadro" sul futuro della Groenlandia.
I mercati sono cresciuti in modo positivo, il SandP 500 è saltato dell'1,5%, mentre le azioni europee hanno recuperato terreno perso.
Eppure l'ambiguità persiste: i dettagli restano volutamente vaghi, con Trump che promette "accesso totale" ma rifiuta di chiarire la differenza tra proprietà e diritti di base militare.
La Danimarca mantiene una posizione a prova di ferro; La sovranità è non negoziabile, punto.
Il quadro si basa sulla rinegoziazione di un patto di difesa del 1951 e sulla prevenzione dell'invasione artica cinese/russa, ma la richiesta di Trump di un controllo permanente degli Stati Uniti è fondamentalmente in conflitto con la legge danese.
Gli analisti europei restano cauti: Klingbeil della Germania ha messo in guardia dal "lasciare che le speranze crescano troppo rapidamente", mentre sia i residenti della Groenlandia che i legislatori hanno espresso scetticismo.
PandG batte il profitto ma manca i ricavi
Procter and Gamble ha riportato un trimestre misto giovedì, con utili fondamentali di 1,88 dollari per azione, superando le stime di 1,86 dollari, ma mancando i ricavi a 22,21 miliardi rispetto ai 22,28 miliardi previsti.
La svolta segnala un recesso dei consumatori oltre il radar di Wall Street: le vendite organiche si sono stabilizzate con i volumi che sono calati dell'1%, compensati solo dall'aumento dell'1% dei prezzi.
Le vendite di detersivi per bucato e carta igienica si sono indebolite negli Stati Uniti, mentre le famiglie a corto di liquidità hanno ridotto la spesa per beni essenziali, e una chiusura governativa che ha ritardato i pagamenti dell'assistenza alimentare ha peggiorato la situazione.
Beauty ha superato con una crescita del volume del 3% (Pantene, Olay), l'unico punto positivo che rappresenta il 18% delle vendite.
Il margine lordo nucleo di PandG è diminuito per il quinto trimestre consecutivo, pressato dai dazi di Trump e dai costi di imballaggio.
Il nuovo CEO Shailesh Jejurikar prevede una ripresa per l'H2, ma ha ridotto le previsioni annuali per l'EPS a una crescita dell'1-6% dal 3-9%, citando 400 milioni di dollari di venti contrari tariffari.
L'oro corregge dai massimi record
L'oro è sceso dello 0,8% a 4.796,75 dollari per oncia giovedì, ritirando dal picco record di mercoledì di 4.887,82 dollari dopo che Trump ha abbandonato le minacce tariffarie sulla Groenlandia, cancellando un catalizzatore chiave di inversione al rischio.
Il rally di tre giorni che ha portato il bullion ai massimi storici si è sciolto mentre gli investitori accumulavano profitti e appetito per asset di rifugio sicuro evaporavano insieme alle tensioni geopolitiche.
Un dollaro più saldo ha combinato la pressione, l'oro prezzato in dollari verdi diventa più costoso per gli acquirenti stranieri quando il dollaro si rafforza.
Il platino è sceso di quasi il 2% a $2.433 mentre l'argento è sceso dello 0,1% a $93,19, entrambi in retrocessione rispetto ai massimi storici.
Eppure Goldman Sachs ha alzato la sua previsione sull'oro per dicembre 2026 da 4.900 dollari a 5.400 dollari, citando la persistente diversificazione degli investitori privati e la domanda delle banche centrali (prevista 60 tonnellate nel 2026).
Kumari di ANZ nota che il sostegno sottostante rimane dovuto alla persistenza geopolitica e al sostegno delle banche centrali nonostante la correzione a breve termine.
La spesa dei consumatori negli Stati Uniti mantiene forte
La spesa dei consumatori statunitensi è aumentata dello 0,5% sia in ottobre che a novembre, raggiungendo la media degli economisti previsti e alimentando le aspettative di crescita del PIL nel terzo trimestre intorno al 4,4%, con la Fed di Atlanta che prevede il quarto trimestre al 5,4%.
La resilienza maschera l'accentuazione delle disuguaglianze: le famiglie a reddito più alto hanno guidato una crescita della spesa del 2,4% su base annua contro lo 0,4% dei redditi più bassi, una classica ripresa a forma di K.
In particolare, quasi la metà dei guadagni di novembre proveniva dalla spesa sanitaria ed energetica, suggerendo una domanda inantica piuttosto che discrezionale.
La spesa reale (aggiustata per inflazione) è aumentata solo dello 0,3%, mentre il risparmio personale è crollato al 3,5%, il minimo dal ottobre 2022, con la crescita del reddito fermata allo 0,3% dopo le tasse.
L'inflazione PCE si è mantenuta al 2,8% annuo; Il PCE centrale è rimasto stabile al 2,8%. I dazi hanno gonfiato i prezzi dei beni mentre la domanda si è indebolita per articoli di alto valore come elettronica ed elettrodomestici.
I dati di Bank of America confermano che le famiglie a basso reddito hanno scelto il 75% delle categorie, preferendo le offerte di basso costo rispetto ai beni di lusso.
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