Prezzi dell'oro in rialzo per incertezza sui dazi e debolezza del dollaro

Prezzi dell'oro in rialzo per incertezza sui dazi e debolezza del dollaro
Diya Poddar
26 feb 2026, 15:18 PM

L'oro ha guadagnato terreno giovedì, poiché l'incertezza sulla politica dei dazi statunitensi, il rinnovarsi delle tensioni geopolitiche e nuovi dati sul lavoro negli USA hanno sostenuto la domanda di beni rifugio.

Un dollaro più debole ha contribuito ai rialzi, mentre gli investitori hanno elaborato i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione e seguito gli sviluppi dei colloqui nucleari USA-Iran in corso a Ginevra.

I prezzi spot si sono mantenuti vicino ai massimi recenti dopo un forte rally quest'anno, nonostante i futures siano lievemente diminuiti.

Politica dei dazi e movimenti del dollaro

Al momento della stesura, l'oro spot è salito dello 0,1% a $5,174.07 l'oncia.

All'inizio della settimana, il metallo ha toccato un livello massimo oltre le tre settimane. I futures sull'oro statunitensi per consegna in aprile sono scesi dello 0,7% a $5,190.30.

Il dollaro USA si è indebolito, rendendo le commodity denominate in dollari più economiche per i detentori di altre valute.

Questa debolezza valutaria ha fornito un supporto aggiuntivo ai prezzi del metallo e ha contribuito a compensare la pressione derivante da una lieve contrazione dei prezzi dei futures.

Gli investitori osservano attentamente per avere chiarezza sui tempi e sull'ambito di attuazione, poiché cambiamenti nella politica dei dazi possono influenzare le aspettative di inflazione e le catene di approvvigionamento globali nelle principali economie.

Richieste di sussidio in leggero aumento

Le richieste settimanali di sussidio di disoccupazione negli USA sono salite a 212.000 nell'ultima settimana interessata dalle festività, rispetto alle 208.000 precedenti.

L'incremento è stato modesto e le richieste restano relativamente basse rispetto agli standard storici.

I dati hanno offerto un aggiornamento sulle condizioni del mercato del lavoro in un momento in cui gli investitori monitorano da vicino segnali di resilienza economica o di rallentamento del momentum.

Gli indicatori del lavoro rimangono centrali nelle aspettative sulla crescita e sull'orientamento delle politiche, soprattutto mentre i mercati valutano come le tendenze occupazionali possano influenzare le condizioni finanziarie più ampie e la fiducia dei consumatori.

Colloqui USA-Iran al centro dell'attenzione

L'inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, dovrebbero incontrare una delegazione iraniana a Ginevra per un terzo round di colloqui nucleari.

Nel suo discorso sullo Stato dell'Unione di martedì, Trump ha delineato la possibilità di un'azione militare, affermando che non avrebbe permesso all'Iran di ottenere un'arma nucleare.

Il rinnovato impegno diplomatico arriva in un contesto di persistenti tensioni tra i due Paesi e di maggiore attenzione alla stabilità regionale.

L'incertezza geopolitica legata ai colloqui continua a sostenere la domanda di oro, ampiamente considerato un bene rifugio nei periodi di instabilità politica ed economica.

Livelli record e altri metalli

I prezzi dell'oro hanno raggiunto un massimo storico di $5,594.82 il 29 gennaio e sono aumentati di circa il 20% finora quest'anno.

Gli operatori di mercato hanno indicato forti acquisti dall'Asia e dalle banche centrali come fattore a sostegno del rally, rafforzando le tendenze di domanda a lungo termine a fronte di una volatilità a breve termine.

Negli altri metalli preziosi, l'argento spot è sceso del 2,1% a $87.52 l'oncia.

Il platino spot è diminuito dello 0,5% a $2,275.65 l'oncia, mentre il palladio è sceso anch'esso dello 0,5% a $1,785.79.