Banche europee puntano su uno stablecoin in euro con accordi con exchange

Banche europee puntano su uno stablecoin in euro con accordi con exchange
Diya Poddar
02 mar 2026, 11:49 AM

I maggiori istituti di credito europei si stanno avvicinando al lancio congiunto di uno stablecoin ancorato all'euro, mentre le trattative con exchange crypto e società fornitrici di liquidità entrano in una fase avanzata.

Il progetto, guidato dal consorzio bancario Qivalis, segnala una mossa coordinata delle istituzioni finanziarie tradizionali verso gli asset digitali nell'ambito del quadro normativo dell'Unione Europea.

Secondo un articolo del quotidiano economico spagnolo Cinco Días, pubblicato lunedì, il consorzio si sta preparando per un potenziale lancio nella seconda metà del 2026.

Sono in corso discussioni con piattaforme di trading, market maker e fornitori di liquidità per assicurare una distribuzione ampia del token una volta che sarà operativo.

Si intensificano i colloqui con gli exchange

Qivalis è stato presentato per la prima volta a settembre 2025 con nove banche fondatrici.

Tra queste figuravano ING, UniCredit, CaixaBank, Danske Bank, Raiffeisen Bank International, KBC, SEB, DekaBank e Banca Sella.

Da allora BBVA si è unita all'iniziativa, ampliando la presenza del gruppo nell'area dell'euro.

Le banche azioniste distribuiranno lo stablecoin direttamente ai clienti.

Parallelamente, il consorzio sta negoziando con exchange crypto e fornitori di liquidità per garantire attività sul mercato secondario e profondità di trading.

Bit2Me, un exchange con sede in Spagna autorizzato ai sensi del Regolamento UE sui mercati delle crypto-attività (MiCA), avrebbe tenuto colloqui con una delle banche membri del consorzio.

Il gruppo sta dando priorità a partnership con piattaforme conformi alle regole MiCA, riflettendo l'attenzione per l'allineamento regolamentare fin dall'inizio.

Portata globale, focus sull'euro

Jan Sell, amministratore delegato di Qivalis ed ex responsabile di Coinbase in Germania, ha indicato che le discussioni non sono limitate alle piattaforme europee.

Il consorzio sta valutando partner sia europei sia internazionali nell'ambito di quanto definisce una strategia globale.

Lo stablecoin è pensato come un'alternativa denominata in euro agli stablecoin in dollari USA, che attualmente dominano il mercato.

Il progetto punta a offrire un'opzione di asset digitale regolamentata e domestica per le imprese che operano nell'area dell'euro e oltre.

Gli utilizzi principali includono pagamenti business-to-business cross-border in tempo reale e la regolazione del commercio globale.

Ancorando il token all'euro, il consorzio intende posizionarlo come infrastruttura per transazioni aziendali piuttosto che per speculazione retail.

Struttura delle riserve delineata

I dettagli del modello di riserva sono stati presentati dal direttore finanziario di Qivalis, Floris Lugt.

Lo stablecoin sarà coperto 1:1 da attività sottostanti, con almeno il 40% delle riserve detenute in depositi bancari.

Il resto sarà investito in titoli sovrani a breve termine di alta qualità emessi da diversi Paesi dell'area euro.

Questa diversificazione è intesa a evitare il rischio di concentrazione in una singola giurisdizione.

I detentori del token avranno accesso a rimborsi 24 ore su 24, consentendo loro di convertire le partecipazioni in euro in qualsiasi momento.

La struttura è progettata per soddisfare le aspettative normative ai sensi di MiCA, mantenendo al contempo liquidità e stabilità.

Se portato a termine secondo i piani, il progetto rappresenterebbe uno dei tentativi più coordinati da parte delle banche europee di creare uno strumento di valuta digitale condiviso.

Con i colloqui di distribuzione che si intensificano e i quadri normativi ormai in vigore, il consorzio sembra passare dal concetto all'esecuzione in vista della finestra di lancio prevista per il 2026.