Avanzamento attuazione GENIUS Act mentre il Tesoro cerca pareri sulle regole statali

Avanzamento attuazione GENIUS Act mentre il Tesoro cerca pareri sulle regole statali
Rony Roy
02 apr 2026, 08:21 AM
  • Il Tesoro ha pubblicato la prima proposta normativa per attuare il quadro del GENIUS Act.
  • È stato aperto un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni.
  • L'incertezza sulle stablecoin che generano rendimento continua a rallentare l'iter del CLARITY Act.

Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha fatto progressi nel definire come sarà ripartita la vigilanza sulle stablecoin tra autorità federali e statali, avviando un nuovo ciclo di consultazioni pubbliche nell'ambito del GENIUS Act.

Un avviso di proposta di regolamentazione pubblicato mercoledì espone la prima proposta normativa formale collegata al Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins Act, legge entrata in vigore lo scorso luglio.

I funzionari hanno detto che la procedura normativa mira a stabilire principi generali per valutare se i quadri normativi statali siano sufficientemente allineati agli standard federali.

Secondo la legge, gli emittenti di stablecoin più piccoli con meno di $10 billion in circolazione possono scegliere di operare sotto la vigilanza statale anziché sotto la supervisione federale diretta.

Tale flessibilità dipende dal fatto che il regime statale pertinente possa soddisfare una soglia di «sostanzialmente simile», uno standard che i regolatori ora cercano di definire più chiaramente.

Il Tesoro delinea vari requisiti

La proposta del Tesoro delinea diversi requisiti di base che gli stati devono rispettare senza eccezioni.

Si prevede che gli emittenti di stablecoin mantengano una riserva completa 1:1 coperta da contanti o attività liquide di alta qualità, fornendo inoltre dichiarazioni mensili.

La conformità alle norme federali anti-riciclaggio e sulle sanzioni resta obbligatoria, insieme a un divieto delle pratiche di rehypothecation che consentirebbero allo stesso collaterale di supportare più rivendicazioni.

Gli stati possono comunque introdurre proprie misure di vigilanza, inclusi soglie di liquidità più stringenti, standard di riserva rafforzati e procedure aggiuntive di gestione del rischio o di applicazione.

Qualsiasi quadro di questo tipo, tuttavia, deve produrre risultati che eguaglino o superino il livello di protezione offerto a livello federale.

Il Tesoro ha sottolineato che i regimi statali dovrebbero offrire garanzie almeno altrettanto rigorose di quelle applicate a livello nazionale.

Il lavoro per tradurre il GENIUS Act in regole operative è ancora in corso.

I regolatori continuano a esaminare come il quadro interagirà con le leggi esistenti sulla trasmissione di denaro e come le responsabilità saranno distribuite tra le agenzie federali.

È stato ora aperto un periodo di consultazione pubblica di 60 giorni dopo la pubblicazione nel Federal Register, proseguendo una serie di consultazioni avviate poco dopo l'entrata in vigore della legge.

I precedenti inviti includevano richieste di contributi su strumenti forensi digitali, considerazioni fiscali e requisiti di raccolta dati legati all'attività delle stablecoin.

Permangono preoccupazioni sulla normativa sulle stablecoin

Il presidente Donald Trump ha firmato il GENIUS Act in legge a luglio, segnando un passo significativo nella formalizzazione dell'approccio regolamentare alle stablecoin negli Stati Uniti.

Tuttavia, alcune aree restano irrisolte, in particolare quelle relative alle stablecoin che producono rendimento e alla questione se agli emittenti debba essere consentito trasferire interessi ai detentori di token.

L'incertezza su quel fronte ha rallentato i progressi sul più ampio disegno di legge CLARITY sulla struttura di mercato al Congresso.

Le opinioni del settore restano divise. Aziende come Coinbase hanno sostenuto che le stablecoin che producono rendimento potrebbero offrire un'opzione più competitiva per i risparmiatori rispetto ai conti bancari tradizionali, dove i rendimenti spesso si attestano sotto l'1%.

I gruppi bancari, d'altra parte, continuano a sollevare preoccupazioni che tali prodotti possano sottrarre depositi al sistema finanziario tradizionale e indebolire i modelli di finanziamento esistenti.