Rendimenti Bund in rialzo mentre il petrolio rilancia le scommesse sulla BCE
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Acquistare Bund tedeschi a 10 anni e vendere Bund a 2 anni (per es., long su future Bund contro short su Schatz/Bobl o spread 2Y vs 10Y). Le paure di inflazione guidate dal petrolio stanno spingendo le aspettative di inasprimento della BCE sul breve termine, ma l'articolo segnala che gli effetti di secondo giro si manifestano con un ritardo; i dati nel breve termine potrebbero non costringere a una immediata ricalibrazione del front-end. Questa combinazione tipicamente inclina la curva: il front-end resta richiesto, il back-end tende a riportarsi verso la media dopo il precedente forte calo.
Rischio chiave: Un calo sostenuto del petrolio che rimuova rapidamente le attese di rialzo della BCE, facendo crollare il premio sul front-end e appiattendo la curva.
Vendere BTP italiani a 10 anni e acquistare Bund tedeschi (operazione sullo spread in allargamento). L'articolo osserva che il rendimento decennale italiano sta salendo mentre lo spread BTP-Bund si è ridotto dopo il conflitto; con la ripresa delle pressioni energetiche e di inflazione e la persistenza dell'incertezza sull'inasprimento della BCE, il rischio relativo di finanziamento dell'Italia dovrebbe riaffermarsi, specialmente se i dati sull'inflazione USA manterranno i rendimenti globali su livelli solidi.
Rischio chiave: Un chiaro intervento di sostegno della politica della BCE o un rinnovato risk-on che comprimano lo spread BTP-Bund nonostante la pressione di petrolio/inflazione.
- I rendimenti della zona euro salgono per timori di inflazione legati al petrolio.
- Le aspettative di rialzi della BCE restano nonostante la volatilità legata al cessate il fuoco.
- I mercati osservano i dati sull'inflazione USA alla ricerca di segnali sulla direzione della politica.
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I rendimenti dei titoli di Stato della zona euro erano sulla strada per chiudere la settimana in rialzo, nonostante avessero registrato il loro calo più netto degli ultimi anni all'inizio di questa settimana.
Il movimento riflette le crescenti tensioni geopolitiche legate al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, che mantengono i mercati in stato di allerta.
I costi di finanziamento nell'intera regione si sono allineati in gran parte ai movimenti dei prezzi del petrolio.
Il recente aumento dei prezzi dell'energia ha acuito le preoccupazioni sull'inflazione, spingendo gli investitori a rivedere le aspettative di inasprimento monetario della Banca Centrale Europea.
L'incertezza è stata aggravata dalle persistenti interruzioni nell'offerta energetica globale.
Non vi erano indicazioni che l'Iran avrebbe attenuato il suo blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, un passaggio chiave per le spedizioni petrolifere mondiali.
Questo blocco ha scatenato quella che viene definita la peggior interruzione di sempre delle forniture energetiche globali, alimentando ulteriormente le pressioni sui prezzi.
L'aumento dei prezzi del petrolio ha, a sua volta, rafforzato le aspettative che le banche centrali possano dover agire in modo più deciso per contenere l'inflazione.
Le prospettive del cessate il fuoco restano fragili
Mohit Kumar, economista presso Jefferies, ha offerto una visione cautamente ottimista sulla situazione geopolitica.
Ha detto: "Manteniamo la nostra opinione che il cessate il fuoco reggerà, non perché siamo più vicini a una soluzione, ma perché è nell'interesse di entrambe le parti non continuare la guerra."
Kumar ha aggiunto che "Trump non ha il sostegno della sua base Make America Great Again,"
Mentre il "Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche vuole consolidare il suo controllo sul paese e un'ulteriore guerra provocherebbe una distruzione economica che potrebbe sfociare in una potenziale ribellione in futuro."
Movimenti del mercato obbligazionario in Europa
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è salito di 1,5 punti base al 3,03% ed era destinato a un aumento settimanale di 3 punti base.
Il rendimento di riferimento aveva raggiunto in precedenza il 3,13% a fine marzo, il livello più alto da giugno 2011.
I rendimenti a breve termine, più sensibili alle aspettative di politica monetaria, hanno mostrato una tendenza diversa.
Il rendimento tedesco a 2 anni è salito di 1 punto base al 2,56%, pur restando indirizzato verso una diminuzione settimanale di 6,5 punti base.
Nel Sud Europa, il rendimento del decennale italiano è salito di 2 punti base al 3,81%.
Aveva precedentemente toccato il 4,142% a fine marzo, il livello più alto da luglio 2024.
Nel frattempo, lo spread di rendimento tra i titoli italiani e i Bund tedeschi si è ridotto a 77 punti base, dopo essersi ampliato significativamente durante il recente conflitto.
Adeguamento delle aspettative sui tassi della BCE
I mercati monetari stanno attualmente scontando un tasso della facility di deposito della BCE al 2,60% entro fine anno.
Ciò implica aspettative di due rialzi dei tassi, con una probabilità del 40% di un terzo incremento.
Prima dell'annuncio del cessate il fuoco all'inizio della settimana, i mercati si attendevano tre rialzi completi dei tassi. Il tasso sui depositi della BCE è attualmente al 2%.
Barclays ha osservato in un aggiornamento di ricerca che "un calo sostenuto del prezzo del petrolio è una condizione necessaria per una ulteriore rimozione delle attese di rialzo, ma è probabile che rimanga un certo premio residuo per ulteriori rialzi."
L'attenzione si sposta sui dati dell'inflazione USA
Gli investitori volgono ora l'attenzione ai prossimi dati sull'inflazione USA di marzo, che dovrebbero fornire prime indicazioni su come gli shock dei prezzi dell'energia si stanno traducendo in livelli di prezzo più ampi.
Gli analisti suggeriscono che la Federal Reserve sarà particolarmente attenta agli effetti di secondo giro, in cui i maggiori costi energetici iniziano a influenzare salari e comportamento dei prezzi in modo più ampio.
Questi effetti emergono tipicamente con un ritardo, il che significa che la prossima pubblicazione dei dati potrebbe non modificare significativamente le aspettative di politica monetaria a meno che non evidenzi una sorpresa rialzista sostanziale.
Man mano che i mercati digeriscono gli sviluppi geopolitici e i dati economici in arrivo, è probabile che la volatilità dei rendimenti obbligazionari persista nel breve termine.
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