Dow -180 pt, petrolio in rialzo per Hormuz; Nasdaq in calo prima del CPI

Dow -180 pt, petrolio in rialzo per Hormuz; Nasdaq in calo prima del CPI
Ananthu C U
11 ago 2026, 22:25 PM

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WTI / USO

Acquistare USO (o futures WTI) perché i timori su Hormuz mantengono la domanda di greggio: l'Iran dichiara che lo Stretto resterà chiuso finché non saranno soddisfatte le condizioni statunitensi e le trattative sono incerte. Prezzi del petrolio più alti sostengono anche i profitti del settore energetico e mantengono il rischio di inflazione elevato, il che sostiene un premio per il rischio sul greggio.

Rischio chiave: Una riapertura o un accordo di pace credibile e a breve termine che riduca drasticamente il rischio su Hormuz e faccia scendere nettamente i prezzi del petrolio.

Alphabet (GOOGL)

Vendere GOOGL perché il titolo è già sceso di ~3% per timori legati alla ristrutturazione, e il contesto macro è sfavorevole: il rialzo del petrolio alimenta i timori d'inflazione e il CPI può spingere i rendimenti al rialzo — tipicamente un ostacolo per le narrative di crescita/AI delle mega-cap. La debole ampiezza tecnologica (Nasdaq -0.60%) rende più facile che i rimbalzi vengano smorzati.

Rischio chiave: Il CPI risulta contenuto e i rendimenti scendono, innescando un ampio rimbalzo del settore tecnologico che sovrasta lo spettro della ristrutturazione.

  • Dow e S&P 500 chiudono in calo mentre le tensioni su Hormuz spingono il petrolio al rialzo.
  • I titoli tecnologici trascinano il Nasdaq verso il basso prima dei principali dati sull'inflazione negli USA.
  • L'impennata del petrolio e l'incertezza sulla Fed mantengono gli investitori sulla difensiva.

Wall Street ha chiuso in calo martedì, poiché il rialzo dei prezzi del petrolio e il rinnovato clima di incertezza sullo Stretto di Hormuz hanno pesato sul sentiment degli investitori, mentre la debolezza delle principali azioni tecnologiche ha aumentato la pressione in vista dei dati chiave sull'inflazione negli Stati Uniti previsti per la fine della settimana.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso circa 188 punti, ovvero lo 0,35%, chiudendo a 53,787.57.

Lo S&P 500 è sceso dello 0,33% a 7,727.79, mentre il Nasdaq Composite ha perso lo 0,60%, chiudendo a 26,445.00.

Gli investitori sono diventati più cauti dopo che le speranze di un accordo imminente fra Stati Uniti e Iran si sono affievolite, anche se il Pakistan ha suggerito che si stanno facendo progressi verso un'intesa più ampia.

I mercati ora guardano al rapporto sull'indice dei prezzi al consumo (CPI) di mercoledì e all'indice dei prezzi alla produzione (PPI) di giovedì, che potrebbero influenzare le aspettative sulla prossima mossa di politica monetaria della Federal Reserve.

Il petrolio guadagna mentre persiste l'incertezza su Hormuz

I mercati energetici sono rimasti al centro dell'attenzione dopo che l'Iran ha ribadito che lo Stretto di Hormuz resterà chiuso finché non saranno soddisfatte le sue condizioni, attenuando l'ottimismo su una riapertura a breve di una delle rotte di trasporto petrolifero più importanti al mondo.

In precedenza nella giornata il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif aveva indicato che gli sviluppi si stavano muovendo verso un possibile accordo di pace tra Washington e Teheran.

Tuttavia, l'incertezza sulle negoziazioni ha mantenuto i prezzi del greggio su livelli elevati.

Il WTI statunitense ha chiuso in rialzo dell'1,6% a $83.48 al barile, mentre il Brent è salito di circa l'1,6% a $89.2 al barile. L'aumento dei prezzi energetici ha inoltre sostenuto il settore energia dello S&P 500, nonostante il deterioramento dei mercati azionari più ampi.

Prezzi del petrolio più elevati hanno riacceso i timori sull'inflazione, complicando le prospettive per le banche centrali che devono bilanciare la frenata della crescita economica con pressioni sui prezzi persistenti.

I titoli tecnologici gravano sui principali indici

La debolezza tra le grandi società tecnologiche e dei servizi di comunicazione ha trascinato verso il basso il mercato più ampio.

Le azioni di Alphabet sono calate di circa il 3%, estendendo le perdite recenti dopo la ristrutturazione della leadership sull'AI. AppLovin è scesa di circa il 5%, rendendo i servizi di comunicazione il settore con la performance peggiore nello S&P 500.

Nvidia ha anche rinunciato a i guadagni precedenti per chiudere leggermente in calo, nonostante abbia annunciato una partnership con sei importanti gestori patrimoniali per mobilitare oltre $500 billion per infrastrutture di intelligenza artificiale.

Le azioni Apple sono scese di oltre l'1%, aggiungendo pressione sul settore tecnologico.

Anche Amazon ha chiuso in calo, gravando sia sul Nasdaq sia sullo S&P 500.

Al di fuori del settore tecnologico, i gestori di asset alternativi hanno sovraperformato dopo essersi associati a Nvidia per iniziative di finanziamento sull'AI. Apollo Global Management e Blackstone sono entrambi saliti durante la seduta.

Tra i singoli titoli in movimento, Jabil ha registrato un progresso dopo che UBS ha promosso il produttore di elettronica a valutazione "buy".

La società di abbigliamento sportivo On è crollata dopo aver mancato le stime di vendita trimestrali, mentre l'esportatore di GNL Venture Global è sceso dopo aver riportato ricavi del secondo trimestre leggermente inferiori alle attese.

I dati sull'inflazione diventano il prossimo catalizzatore di mercato

L'attenzione degli investitori si è spostata sui prossimi rapporti sull'inflazione negli Stati Uniti, con il CPI di luglio in programma per mercoledì e i dati sui prezzi alla produzione attesi giovedì.

Le letture sull'inflazione seguono il rapporto sull'occupazione della scorsa settimana, più debole del previsto, che ha sollevato preoccupazioni su un rallentamento della dinamica economica lasciando al contempo la Federal Reserve con un difficile equilibrio da gestire mentre l'aumento del prezzo del petrolio continua a minacciare l'inflazione.

I mercati restano divisi sul fatto che la Fed aumenterà i tassi nella riunione di settembre, con i trader che monitorano da vicino i dati economici in arrivo per ulteriori indizi sulle prospettive di politica.

Nonostante utili societari solidi e l'ottimismo persistente sugli investimenti in intelligenza artificiale abbiano contribuito a mantenere lo S&P 500 vicino ai massimi storici nelle ultime settimane, i rischi geopolitici e la volatilità nei mercati energetici restano fattori chiave che influenzano il sentiment degli investitori.