Rally globale di azioni e obbligazioni sulle speranze di un accordo USA-Iran
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Acquistare iShares STOXX Europe 600 Banks ETF (EUFN) o un paniere di banche europee large-cap. La notizia migliora il sentiment sulla crescita (STOXX 600 +2.2%) e sposta capitale verso settori sensibili all'andamento economico mentre il petrolio scende e il rischio geopolitico si attenua — tipicamente favorevole alla qualità del credito e alla domanda di prestiti. Rischio chiave: il collasso dei colloqui USA-Iran, il rimbalzo del petrolio e i timori di recessione che colpiscono rapidamente il credito bancario e i costi di funding.
Rischio chiave: L'accordo fallisce e il prezzo del petrolio si impenna, danneggiando il credito bancario e l'appetito per il rischio.
Acquistare iShares 7-10 Year Treasury Bond ETF (IEF) o futures sul Treasury USA a 10 anni. I rendimenti sono scesi (US 10Y -6 bps to 4.35%) poiché gli investitori hanno prezzato una minore inflazione e rialzi dei tassi meno aggressivi dopo il calo del petrolio e l'attenuarsi delle tensioni. Si tratta di una chiara configurazione 'risk-off + minore inflazione' che può prolungarsi se i negoziati continueranno a migliorare. Rischio chiave: l'inflazione riprende ad accelerare (shock su petrolio/energia o su supply chain) e i rendimenti rimbalzano nuovamente al rialzo.
Rischio chiave: Le aspettative d'inflazione aumentano e i rendimenti dei Treasury risalgono.
- Le azioni europee sono salite fortemente dopo il rapporto sui negoziati USA-Iran.
- I rendimenti obbligazionari sono scesi mentre gli investitori hanno ridotto le attese di rialzi della BCE.
- Il dollaro si è indebolito mentre i prezzi del petrolio sono calati in un contesto di attenuazione delle preoccupazioni geopolitiche.
Mercoledì azioni e obbligazioni hanno messo a segno un rally mentre il dollaro USA si indeboliva, dopo un rapporto secondo cui gli Stati Uniti e l'Iran si stavano avvicinando a un accordo volto a porre fine alla guerra, innescando un netto calo dei prezzi del petrolio.
Secondo un rapporto di Axios, gli USA e l'Iran si stanno avvicinando a un memorandum di una pagina che potrebbe potenzialmente porre fine al conflitto.
Il rapporto affermava che gli USA si aspettano risposte dall'Iran su diversi punti chiave entro le prossime 48 ore.
Tuttavia, il rapporto avvertiva che nessun accordo è stato ancora finalizzato, pur descrivendo l'attuale fase come la più vicina a un'intesa raggiunta dalle due parti dall'inizio della guerra.
Reuters ha dichiarato di non poter verificare immediatamente il rapporto.
Le azioni europee registrano forti rialzi
I mercati azionari europei hanno reagito positivamente agli sviluppi, con gli investitori che si sono spostati verso settori strettamente legati alla crescita economica.
L'ampio indice STOXX Europe 600 è salito del 2.2% durante la seduta.
I settori più sensibili all'energia e all'andamento economico hanno guidato i guadagni, in particolare banche e società minerarie.
Contemporaneamente, i titoli del settore oil & gas hanno segnato ribassi dopo il calo del prezzo del greggio, poiché i trader hanno anticipato un ridotto rischio geopolitico in Medio Oriente.
Il netto calo dei prezzi del petrolio rifletteva un crescente ottimismo sul fatto che le tensioni tra USA e Iran potrebbero attenuarsi se i negoziati proseguono.
Rally delle obbligazioni con rendimenti in calo
Anche i titoli di Stato hanno registrato forti guadagni, portando i rendimenti in calo nei principali mercati.
Il rendimento dei Treasury USA a 10 anni di riferimento è sceso di 6 punti base al 4.35% poiché gli investitori hanno preferito asset a reddito fisso più sicuri.
I titoli di Stato europei hanno sovraperformato dopo essere stati sotto pressione nelle ultime settimane.
Il rendimento del Bund a 10 anni è sceso di 7.5 punti base al 2.99%, mentre il rendimento biennale, più sensibile ai tassi, è calato di 10 punti base al 2.658%.
La mossa è avvenuta mentre i trader riducevano le aspettative sulla portata dei rialzi dei tassi che prevedono dalla Banca centrale europea più avanti nell'anno.
I mercati hanno apparentemente interpretato l'attenuarsi delle tensioni geopolitiche e il calo del petrolio come fattori in grado di ridurre la pressione inflazionistica, diminuendo potenzialmente la necessità di una stretta monetaria aggressiva.
Rendimenti britannici e italiani scendono ulteriormente
I mercati obbligazionari di Gran Bretagna e Italia hanno registrato cali dei rendimenti ancora più marcati durante la seduta.
I rendimenti dei titoli di Stato britannici sono scesi di 10 punti base, mentre quelli italiani hanno registrato un calo di 12.5 punti base nella giornata.
Il rialzo diffuso nei mercati del debito sovrano ha evidenziato un miglioramento del sentiment degli investitori dopo che il rapporto di Axios ha alimentato speranze di una svolta diplomatica tra Washington e Teheran.
Il dollaro si indebolisce rispetto a euro e sterlina
Anche il dollaro statunitense è stato sotto pressione dopo il rapporto.
L'euro è salito dello 0,6% rispetto al dollaro, scambiando a $1.1762, mentre la sterlina britannica ha guadagnato anch'essa lo 0,6% raggiungendo $1.3618.
I mercati valutari hanno riflesso uno spostamento più ampio lontano dalle posizioni difensive, mentre gli investitori reagivano alla possibilità di rischi geopolitici ridotti e prezzi dell'energia più bassi.
Il rally congiunto di azioni e obbligazioni, assieme al dollaro più debole e al calo dei prezzi del petrolio, ha messo in evidenza quanto i mercati globali restino sensibili agli sviluppi legati al conflitto e alle trattative diplomatiche in corso.
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