Dow chiude +50 punti, Nasdaq scivola per inflazione e svendita dei chip
Sentiment IA: 28/100 Ribassista
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Comprare Qualcomm (QCOM). Ha subito la flessione maggiore nella svendita (in calo dell'11%) dopo una forte corsa precedente, il che apre la possibilità di un rimbalzo per ritorno alla media se il movimento sui chip è principalmente rotazione/realizzi piuttosto che un cedimento strutturale della domanda. QCOM è meno "pura memory" rispetto a MU/AMD, quindi è più probabile che si stabilizzi man mano che gli investitori rientrano sui mega-cap tecnologici.
Rischio chiave: Un prolungato movimento risk-off nei semiconduttori, guidato da un peggioramento della domanda o da ulteriore compressione dei multipli, impedisce a QCOM di rimbalzare.
Vendere Micron Technology (MU). L'articolo segnala una forte inversione dopo una corsa imponente (+37% la scorsa settimana, +53% in un mese) e sottolinea la vulnerabilità delle valutazioni e il rischio di realizzi mentre inflazione e petrolio ricalibrano le attese sui tagli dei tassi. MU è anche un proxy ad alta beta del settore chip, quindi dovrebbe sottoperformare se il mercato ruota fuori dai titoli vincenti legati all'AI.
Rischio chiave: L'inflazione si raffredda rapidamente e il ciclo rialzista AI-memory continua ad accelerare, costringendo MU a riprendere il rally nonostante l'impatto macro.
- Le azioni dei chip crollano mentre inflazione e prezzi del petrolio mettono sotto pressione i mercati.
- Il Dow sale mentre il Nasdaq scivola dopo dati sull'inflazione USA superiori alle attese.
- Il petrolio supera i $100 mentre le tensioni con l'Iran alimentano le preoccupazioni sull'inflazione.
I titoli statunitensi hanno chiuso in modo misto martedì, poiché una svendita delle azioni dei semiconduttori e l'aumento dei prezzi del petrolio hanno messo sotto pressione gli indici a forte componente tecnologica dopo un rapporto sull'inflazione di aprile più caldo del previsto.
Lo S&P 500 è sceso dello 0.16% chiudendo a 7,400.96, mentre il Nasdaq Composite è calato dello 0.71% a 26,088.20.
Il Dow Jones Industrial Average ha fatto meglio, salendo di 56.09 punti, ovvero lo 0.11%, a 49,760.56.
I mercati si sono ritirati dai recenti massimi storici mentre gli investitori riconsideravano le aspettative sui tagli dei tassi in presenza di pressioni inflazionistiche persistenti legate all'aumento dei costi energetici e alle continue tensioni geopolitiche intorno al conflitto con l'Iran.
Le azioni dei chip arretrano dopo un rally massiccio
Le azioni dei semiconduttori hanno guidato il calo del mercato dopo un rally prolungato alimentato dall'entusiasmo per la spesa in infrastrutture legate all'intelligenza artificiale.
Micron Technology è scesa del 3.6%, invertendo la rotta dopo aver contribuito a spingere lo S&P 500 e il Nasdaq a nuovi massimi lunedì.
Il titolo aveva guadagnato oltre il 37% la scorsa settimana e circa il 53% nell'ultimo mese durante l'ultimo rally delle memorie.
Advanced Micro Devices è calata del 2%, mentre Qualcomm ha perso l'11%.
AMD aveva guadagnato oltre il 74% in aprile, mentre Qualcomm era salita di oltre il 39% nello stesso periodo.
Un indice più ampio dei semiconduttori è sceso del 3% mentre gli investitori ruotavano fuori da alcuni dei maggiori vincitori di mercato dopo un rally di quasi il 70% per i produttori di chip nelle sei settimane precedenti.
Gli analisti hanno affermato che i forti guadagni del settore hanno reso le valutazioni vulnerabili a realizzi, soprattutto con la riemersione delle preoccupazioni sull'inflazione.
Il più recente ritracciamento è arrivato mentre gli investitori valutavano se la continua spesa guidata dall'AI possa compensare i crescenti rischi macro legati a tassi più elevati e a prezzi dell'energia sostenuti.
Inflazione e prezzi del petrolio mettono sotto pressione i mercati
Il sentiment degli investitori si è ulteriormente indebolito dopo che i dati sull'inflazione di aprile hanno superato le attese.
L'indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0.6% in aprile, portando il tasso d'inflazione annuo al 3.8%, secondo il Bureau of Labor Statistics.
Gli economisti sondati da Dow Jones si aspettavano un aumento annuo del 3.7%.
L'inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è rimasta elevata al 2.8%.
Nel frattempo i prezzi del petrolio hanno esteso i guadagni mentre le speranze di un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran continuavano a svanire.
Il West Texas Intermediate è salito del 4.19% chiudendo a $102.18 al barile, mentre il Brent ha guadagnato il 3.42% chiudendo a $107.77.
Il presidente Donald Trump ha descritto le trattative con l'Iran come “incredibilmente deboli” e “su un massiccio supporto vitale” dopo aver respinto l'ultima controproposta di Teheran.
Secondo quanto riportato, l'Iran ha richiesto riparazioni di guerra, l'alleggerimento delle sanzioni, il rilascio di asset congelati e la piena sovranità sullo Stretto di Hormuz come parte di qualsiasi accordo.
Prospettive Fed e tensioni globali restano al centro dell'attenzione
L'aumento dell'inflazione e dei costi energetici ha ridisegnato anche le aspettative sulla politica della Federal Reserve.
Le rinnovate preoccupazioni sull'inflazione hanno spinto i rendimenti dei Treasury al rialzo, mentre i trader hanno aumentato le scommesse sul fatto che la Fed possa mantenere i tassi elevati più a lungo o considerare un ulteriore inasprimento nel 2027.
Sul fronte geopolitico, Trump ha detto che le discussioni commerciali domineranno il suo prossimo vertice con il presidente cinese Xi Jinping, minimizzando al contempo l'importanza dei colloqui legati all'Iran durante l'incontro.
I movimenti societari al di fuori del settore tecnologico includevano Wendy’s, che è salita dopo report secondo cui Trian Fund Management stava cercando il sostegno degli investitori per una potenziale offerta di presa privata, mentre Under Armour è scesa dopo aver fornito guidance più debole del previsto.
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