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L'inflazione nell'Eurozona accelera mentre i prezzi dell'energia salgono

L'inflazione nell'Eurozona accelera mentre i prezzi dell'energia salgono
Rivanshi Rakhrai
02 giu 2026, 11:47 AM

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Beneficiari di un rialzo della BCE (tassi in euro)

Acquistare esposizione al tasso d'interesse in EUR tramite posizioni long nei futures sui tassi a breve termine dell'Eurozona (ad es. Euro-Bund/Euro short-rate futures) o ricevere fisso nello scenario di un rialzo della BCE utilizzando gli EUR OIS (assumere la posizione di 'receiver' sugli EUR OIS). Motivazione: inflazione complessiva e sottostante sono entrambe aumentate (inflazione complessiva 3,2%, sottostante 2,5%), con servizi ed energia che determinano persistenza; i mercati prezzano già un rialzo di 25 punti base a giugno e probabilmente altri in seguito. I dati rafforzano il caso di tassi più elevati per più tempo rispetto al baseline attuale del mercato.

Rischio chiave: L'inflazione si raffredda rapidamente nelle prossime letture (soprattutto servizi/sottostante), costringendo la BCE a sospendere o a tagliare i tassi prima di quanto prezzato.

Copertura per il rallentamento dell'Eurozona (credito in euro)

Vendere credito investment-grade dell'Eurozona (ad es. iShares Euro Corporate Bond ETF, IEAC) o andare short sul credito IG europeo tramite credit default swap. Motivazione: la crescita è già sotto pressione (PMI/dati BCE in indebolimento) e i costi energetici probabilmente resteranno elevati nella seconda metà dell'anno, comprimendo i margini e riducendo la capacità di trasferire i costi. Anche con rialzi modesti, condizioni finanziarie più restrittive insieme a una domanda debole sono un mix negativo per gli spread.

Rischio chiave: Un forte rimbalzo della crescita o un rally 'risk-on' che comprima gli spread creditizi nonostante la combinazione inflazione/rallentamento.

  • L'inflazione nell'area dell'euro è salita al 3,2% a maggio.
  • I costi di energia e servizi hanno guidato il recente aumento dell'inflazione.
  • I mercati si aspettano che la BCE aumenti i tassi questo mese.

L'inflazione nell'Eurozona è accelerata a maggio, trainata dall'aumento dei costi dell'energia e dei servizi, rafforzando le attese che la Banca centrale europea alzerà i tassi più avanti nel mese, secondo i dati pubblicati martedì da Eurostat.

I prezzi al consumo nei 21 paesi che utilizzano l'euro sono aumentati del 3,2% su base annua a maggio, rispetto al 3,0% di aprile.

L'incremento è stato in gran parte attribuito al forte aumento dei prezzi dell'energia e alla continua solidità del settore dei servizi.

I costi dell'energia sono saliti del 10,9%, mentre i prezzi dei servizi sono aumentati del 3,5%, contribuendo in misura significativa al dato complessivo sull'inflazione.

Anche l'inflazione sottostante sale

Un elemento probabile di interesse per i responsabili della BCE è stato l'aumento dell'inflazione sottostante.

Questa misura esclude componenti più volatili come energia e alimentari ed è spesso considerata un indicatore più affidabile delle pressioni sui prezzi a più lungo termine.

L'inflazione sottostante è salita al 2,5% a maggio dal 2,2% di aprile.

L'aumento è stato sostenuto dall'inflazione dei servizi in crescita e da una modesta accelerazione dei prezzi dei beni industriali.

Nonostante l'aumento sia delle misure headline sia di quelle di fondo, i dati non dovrebbero modificare in modo significativo le aspettative sulla politica monetaria nel breve termine.

I funzionari della BCE hanno già segnalato che livelli elevati di inflazione giustificano condizioni di indebitamento più restrittive.

I mercati danno per certa una stretta a giugno

I mercati finanziari hanno in larga misura prezzato un aumento dei tassi di 25 punti base nella riunione della BCE dell'11 giugno.

Gli investitori si attendono inoltre uno o due aumenti dei tassi ulteriori nel corso dell'anno.

Permangono preoccupazioni che i prezzi elevati dell'energia possano propagarsi più ampiamente nell'economia e generare pressioni inflazionistiche più persistenti.

I decisori politici stanno monitorando da vicino se l'aumento dei costi energetici si trasferisca ad altri settori e si radichi nelle dinamiche future di formazione dei prezzi.

Secondo la visione prevalente, anche se le tensioni geopolitiche in corso fossero risolte a breve, il danno alle infrastrutture energetiche e alle catene di fornitura aziendali è già avvenuto.

Di conseguenza, ci si aspetta che la normalizzazione sia graduale, mantenendo i prezzi dell'energia su livelli elevati per gran parte della seconda metà dell'anno.

Le preoccupazioni per la crescita limitano lo spazio per una stretta aggressiva

Sebbene una ulteriore stretta di politica monetaria sembri probabile, gli economisti si aspettano che eventuali aumenti dei tassi siano relativamente modesti rispetto al ciclo di stretta aggressiva osservato nel 2022.

Una crescita economica sottostante più debole limita la capacità delle imprese di scaricare sui consumatori i costi in aumento.

Diversi indicatori, incluse le indagini dei Purchasing Managers' Index (PMI) e i dati della stessa BCE, indicano una crescente pressione sull'economia reale.

Gli analisti prevedono inoltre ulteriori revisioni al ribasso delle già contenute previsioni di crescita man mano che la guerra in Iran prosegue e i prezzi elevati dell'energia gravano sull'attività economica.

La posizione dell'Europa come importatore netto di energia la rende particolarmente vulnerabile all'aumento dei costi energetici.

Il settore industriale della regione sta già affrontando sfide significative a seguito della perdita del gas russo a basso costo dopo l'invasione russa dell'Ucraina.

Tariffe più elevate imposte dagli Stati Uniti hanno aggravato tali pressioni.

Consumatori e mercato del lavoro al centro dell'attenzione

Le famiglie continuano a detenere risparmi consistenti, che potrebbero sostenere la spesa dei consumatori.

Tuttavia, l'esperienza suggerisce che i consumatori tendono a diventare più cauti quando l'incertezza economica aumenta.

Gli economisti osservano che, a differenza dell'impennata dell'inflazione del 2022, il mercato del lavoro mostra ora segnali di debolezza.

Questa tendenza potrebbe rafforzare la cautela dei consumatori e ridurre il rischio di una forte spirale salari-prezzi.

Di conseguenza, alcuni analisti ritengono che, sebbene i prezzi dell'energia più elevati possano continuare a far salire l'inflazione, potrebbero generare meno effetti inflazionistici di secondo turno rispetto a quattro anni fa.

Ciò potrebbe ridurre la pressione sulla BCE nel perseguire un percorso di stretta monetaria più aggressivo.

Nel frattempo, il sentimento di mercato più ampio è rimasto relativamente stabile, con l'S&P 500 in rialzo di circa un quarto di punto percentuale e il Nasdaq in aumento di poco più di quattro decimi di punto percentuale.