FTSE 100 sale: timori d'inflazione calano nonostante le tensioni in Medio Oriente

FTSE 100 sale: timori d'inflazione calano nonostante le tensioni in Medio Oriente
Rivanshi Rakhrai
05 giu 2026, 15:32 PM

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FTSE 100 (UKX)

Acquistare esposizione al FTSE 100 (ad es., iShares Core FTSE 100 UCITS ETF). I timori d'inflazione si attenuano: il sondaggio della BoE mostra che le imprese prevedono aumenti dei prezzi più lenti, riducendo le probabilità di rialzi dei tassi nel breve periodo. Con il mercato che prezza già il mantenimento del tasso al 3,75%, il potenziale rialzo deriva da una politica monetaria «meno aggressiva del temuto» e dalla continuazione della rotazione verso il rischio sui large cap britannici.

Rischio chiave: Un rinnovato shock petrolifero in Medio Oriente riporta i costi energetici al rialzo, riaccendendo l'inflazione e costringendo la BoE ad aumentare i tassi prima del previsto.

UK Technology (FTSE Tech)

Acquistare i leader tecnologici britannici (ad es., iShares Automation & Robotics UCITS ETF o un ETF focalizzato sul tech UK). L'articolo segnala il settore tech come il più forte (+2,1%), coerente con uno scenario di raffreddamento dell'inflazione e diminuzione della pressione sui rialzi dei tassi — positivo per le azioni growth e per utili a più lunga duration.

Rischio chiave: I tassi salgono comunque (la BoE adotta una linea restrittiva o l'inflazione si riaccelerasse), comprimendo le valutazioni tecnologiche anche se il FTSE 100 dovesse reggere.

  • FTSE 100 sale mentre le imprese prevedono un rallentamento negli aumenti dei prezzi.
  • Le imprese si aspettano un rallentamento degli aumenti dei prezzi nonostante lo shock dei prezzi dell'energia.
  • Gli investitori valutano le tensioni in Medio Oriente e l'incertezza politica nel Regno Unito.

Il FTSE 100 del Regno Unito è salito venerdì, sovraperformando diversi mercati globali in un contesto di avversione al rischio più diffusa, poiché gli investitori hanno trovato rassicurazione in nuovi dati che indicano che le pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Medio Oriente potrebbero essere meno gravi di quanto temuto in precedenza.

L'indice blue-chip FTSE 100 ha guadagnato lo 0,45% alle 12:48 pm GMT, mentre l'indice mid-cap FTSE 250 è rimasto sostanzialmente invariato mentre gli operatori valutavano indicatori economici, sviluppi geopolitici e l'incertezza politica interna.

Le imprese prevedono un rallentamento degli aumenti dei prezzi

Il sentiment degli investitori è stato sostenuto da un sondaggio pubblicato dalla Bank of England, che ha mostrato come le imprese britanniche prevedano di aumentare i prezzi a un ritmo più lento nel corso del prossimo anno rispetto a quanto previsto in precedenza.

Secondo il sondaggio su oltre 2.000 imprese britanniche, il 57% delle società ha dichiarato di aspettarsi di aumentare i prezzi in risposta allo shock dei prezzi dell'energia.

Questa percentuale è diminuita di sette punti percentuali rispetto ad aprile, suggerendo che parte dell'impatto iniziale dei maggiori costi energetici legati al conflitto che coinvolge l'Iran ha cominciato ad attenuarsi.

I risultati hanno fornito un certo sollievo agli investitori preoccupati che i prezzi elevati dell'energia potessero innescare un ciclo inflazionistico più ampio nell'economia del Regno Unito.

Gli economisti valutano le implicazioni per la politica monetaria

Commentando i risultati del sondaggio, Paul Dales, Chief UK Economist di Capital Economics, ha detto: "Le evidenze più recenti sembrano confermare la nostra opinione che la debolezza del mercato del lavoro impedirà gli effetti inflazionistici di secondo round temuti dalla Bank of England."

Dales ha aggiunto: "Se così fosse, la Bank of England potrebbe distinguersi dalla massa delle banche centrali nel non alzare i tassi di interesse."

I commenti evidenziano un acceso dibattito sul futuro percorso della politica monetaria britannica, mentre i decisori continuano a bilanciare i rischi inflazionistici con i segnali di debolezza economica.

Gli operatori di mercato si aspettano attualmente che la Bank of England lasci i costi di finanziamento invariati al 3,75% durante la prossima riunione.

Tuttavia, i trader continuano ad attendersi uno o eventualmente due rialzi dei tassi di interesse di un quarto di punto più avanti quest'anno.

Il conflitto in Medio Oriente resta un rischio chiave

Nonostante il miglioramento delle prospettive sull'inflazione, gli investitori hanno continuato a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente.

Gli operatori hanno osservato che una risoluzione rapida del conflitto e la riapertura dello Stretto di Hormuz, via vitale per le spedizioni globali di petrolio, sarebbero importanti per limitare eventuali ulteriori ripercussioni economiche.

Nel frattempo, l'Iran ha riaffermato il suo sostegno al suo alleato libanese Hezbollah e ha chiesto a Israele di ritirarsi dal Libano meridionale.

Gli sviluppi hanno sottolineato le difficoltà degli sforzi per assicurare un accordo provvisorio volto a porre fine al più ampio conflitto che coinvolge Washington e Teheran.

La situazione geopolitica in evoluzione rimane un fattore significativo che influenza i mercati energetici e le aspettative di inflazione a livello globale.

L'incertezza politica aumenta l'attenzione degli investitori

Accanto alle preoccupazioni economiche e geopolitiche, gli investitori stanno anche affrontando l'incertezza politica nel Regno Unito.

All'inizio di questa settimana, il sindaco laburista Andy Burnham ha detto che entrerebbe in una sfida alla leadership contro il primo ministro Keir Starmer se vincesse un'elezione locale più avanti nel mese.

I commenti hanno introdotto un ulteriore elemento di incertezza per gli investitori che già monitorano le prospettive economiche e la traiettoria dei tassi d'interesse.

Performance dei settori

Le azioni tecnologiche hanno guidato i rialzi venerdì, salendo del 2,1%, mentre i titoli del settore della cura personale hanno avanzato dell'1,7%.

Al contrario, i titoli delle miniere di metalli preziosi hanno sottoperformato il mercato più ampio, calando del 2,2%.

I movimenti settoriali hanno contribuito a sostenere il FTSE 100, permettendo all'indice di registrare guadagni nonostante gli investitori restassero cauti sui rischi geopolitici e sulle prospettive della politica monetaria.