Forza del dollaro persiste per attese di rialzi, yen arretra
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Acquistare il dollaro USA tramite una posizione long sull'Indice del Dollaro (DXY) o una posizione long su USD/JPY. La Fed segnala un nuovo orientamento verso l'inasprimento (85% di probabilità di un rialzo a dicembre), mantenendo il sostegno dei tassi reali al dollaro. Anche con l'accordo provvisorio USA-Iran che riduce la domanda di bene rifugio, il fattore del differenziale dei tassi è più forte e persistente.
Rischio chiave: La Fed assume un orientamento più accomodante (l'inflazione si raffredda o la revisione di Warsh porta a meno rialzi), determinando il crollo delle aspettative sui tassi e del sostegno al dollaro USA.
Vendere lo yen aprendo una posizione long su USD/JPY. Lo yen mostra una debolezza plurimensile (intorno a 160,76) e il Giappone è già intervenuto una volta; la prossima mossa sarà probabilmente reattiva e tardiva, mentre il divario dei tassi guidato dalla Fed mantiene la pressione sullo JPY.
Rischio chiave: Il Giappone induce un rally sostenuto dello yen con un intervento massiccio e credibile o con un cambio di politica che riduca significativamente il divario dei tassi USA-Giappone.
- Il dollaro resta vicino a un massimo di due mesi per le attese di rialzi della Fed.
- Lo yen si indebolisce bruscamente, suscitando nuovi avvertimenti di intervento dal Giappone.
- L'oro rimbalza mentre il petrolio cala dopo l'accordo provvisorio USA-Iran.
Il dollaro statunitense è rimasto vicino a un massimo di oltre due mesi giovedì, mentre i mercati continuavano a scontare la possibilità di ulteriori inasprimenti monetari da parte della Federal Reserve, nonostante un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran che ha attenuato alcune tensioni geopolitiche.
La Federal Reserve ha mantenuto i tassi d'interesse invariati nella fascia 3,50%-3,75%.
La decisione ha segnato l'inizio di una nuova era di politica sotto la guida del presidente Kevin Warsh, che ha anche avviato una vasta revisione della politica monetaria.
Tuttavia, quasi la metà dei responsabili politici ora prevede almeno un aumento dei tassi quest'anno, in mezzo a persistenti timori sull'inflazione.
Le aspettative del mercato per una politica più restrittiva si sono ulteriormente rafforzate dopo un robusto rapporto sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti.
Secondo i dati CME FedWatch, i futures sui Fed funds scontano ora una probabilità dell'85% di un rialzo dei tassi a dicembre.
Il dollaro mantiene la forza
L'indice del dollaro, che confronta la valuta statunitense con un paniere di principali valute tra cui euro e yen giapponese, è rimasto quasi invariato a 100,24 giovedì.
Nella sessione precedente l'indice era salito dello 0,85%, raggiungendo il livello più alto dal 31 marzo e registrando il maggior guadagno giornaliero in oltre tre mesi.
L'euro ha mostrato un lieve rialzo a $1,1518 dopo aver toccato in precedenza un minimo di due mesi, mentre la sterlina britannica si è rafforzata a $1,3313.
La coppia GBP/USD si è ripresa dal minimo del giorno precedente attorno a 1,3260 e durante la seduta asiatica è tornata sopra il livello 1,3300.
Tuttavia, i guadagni sono rimasti limitati a causa di quello che i partecipanti al mercato hanno descritto come un contesto fondamentale difficile.
L'accordo Stati Uniti-Iran attenua le tensioni di mercato
I prezzi del petrolio sono scesi dopo che Stati Uniti e Iran hanno firmato un accordo provvisorio volto a porre fine al conflitto in Iran, riaprire lo Stretto di Hormuz e rimuovere le sanzioni USA sulle esportazioni di petrolio iraniano.
Lo sviluppo ha ridotto parte della domanda di dollaro come bene rifugio e ha migliorato il sentiment nei mercati sensibili al rischio.
Il dollaro australiano è salito dello 0,3% a $0,70365, mentre il dollaro neozelandese ha guadagnato quasi lo 0,5% per scambiare a $0,5794.
La debolezza dello yen provoca una risposta ufficiale
Lo yen giapponese si è indebolito fino a 160,760 per dollaro dopo essere sceso durante la notte al livello più debole dal 2024.
La mossa ha azzerato i guadagni registrati dopo l'intervento valutario di Tokyo del 30 aprile.
Il nuovo calo ha indotto una nuova reazione da parte delle autorità giapponesi.
L'oro rimbalza mentre il petrolio cala
I prezzi dell'oro si sono ripresi giovedì, con i prezzi spot in rialzo di oltre l'1% dopo una forte svendita nella sessione precedente.
Il rimbalzo è stato sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio e dalle aspettative che i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz possano normalizzarsi a seguito dell'accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran.
Tuttavia, le prospettive per l'oro restano limitate dalla possibilità di tassi d'interesse USA più elevati entro la fine dell'anno.
Le ultime proiezioni della Federal Reserve hanno riacceso i timori che una politica monetaria più restrittiva possa ridurre la domanda di asset privi di rendimento come l'oro.
L'attenzione nel corso della giornata doveva inoltre concentrarsi sulla Bank of England, che era ampiamente attesa a lasciare i tassi invariati al 3,75% mentre valutava le implicazioni sull'inflazione della tregua provvisoria legata al conflitto in Iran.
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