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Il dollaro USA avanza sulle valute principali mentre la volatilità globale aumenta

Il dollaro USA avanza sulle valute principali mentre la volatilità globale aumenta
Rivanshi Rakhrai
24 giu 2026, 08:58 AM

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Posizione long su USD (DXY)

Acquisto: Invesco DB US Dollar Index Bullish Fund (UUP) o long su futures DXY. Il dollaro è a un massimo da 13 mesi mentre gli investitori ruotano verso i beni rifugio e prezzano più rialzi della Fed (luglio in forte salita, settembre >70%). La debolezza di euro e yen conferma una forza diffusa dell'USD, non è un fenomeno legato a una singola valuta.

Rischio chiave: La Fed si dimostra meno da falco di quanto i mercati si aspettino, facendo scendere le aspettative sui tassi e causando un rapido disfacimento del dollaro.

Posizione short su EUR/USD

Vendita: EUR/USD (coppia FX) o acquisto di ProShares Short Euro (EUFX). L'euro è vicino a un minimo annuale ed è sotto pressione per i flussi risk-off oltre a maggiori aspettative di rialzi dei tassi USA. Anche la sterlina e le valute antipodali sono deboli, quindi l'euro probabilmente continuerà a sottoperformare rispetto all'USD.

Rischio chiave: Un'improvvisa ripresa risk-on (rimbalzo tecnologico) che sposta capitali fuori dal dollaro e li riporta in Europa.

  • Il dollaro USA è salito a un massimo di 13 mesi in un contesto di avversione al rischio.
  • Le aspettative di rialzi dei tassi da parte della Fed si sono rafforzate mentre i funzionari hanno mantenuto un tono da falco.
  • Yen, euro e rupia sono rimasti sotto pressione rispetto al dollaro.

Il dollaro USA ha esteso i guadagni mercoledì, salendo a un nuovo massimo da 13 mesi rispetto a un paniere di valute principali mentre gli investitori si sono spostati verso asset rifugio nel mezzo di un'ondata di vendite azionarie guidata dal settore tecnologico e della crescente aspettativa di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Fed.

Il movimento è avvenuto mentre i mercati globali sono rimasti sotto pressione a seguito di un ampio calo dei titoli tecnologici e dei semiconduttori.

La vendita ha trascinato al ribasso i mercati azionari globali e ha spinto gli investitori a cercare rifugio nel dollaro e nei bond.

L'indice del dollaro, che misura il biglietto verde rispetto a un paniere di valute tra cui l'euro e lo yen, è salito a 101.51, il suo livello più alto da maggio 2025.

Le aspettative sui tassi della Fed sostengono il dollaro

Il biglietto verde è stato inoltre sostenuto dalle crescenti aspettative che la banca centrale statunitense possa inasprire ulteriormente la politica monetaria.

I funzionari della Fed hanno assunto un tono sempre più da falco, mentre l'economia statunitense nel complesso è rimasta resiliente.

I mercati ora prezzano una probabilità del 36% di un rialzo dei tassi nella riunione di luglio della Fed, in netto aumento dall'8,5% di una settimana fa, secondo CME FedWatch.

Le aspettative per settembre sono anch'esse aumentate in modo significativo, con la probabilità di un aumento dei tassi che è salita oltre il 70% dai precedenti 29,1%.

Euro, sterlina e valute antipodali si indeboliscono

Tra le principali valute, l'euro è stato scambiato vicino a un minimo di un anno a $1.1363.

Anche la sterlina è scivolata, con la valuta britannica che si è indebolita a $1.3194 dopo che il responsabile politico della Bank of England Alan Taylor ha affermato che una “pausa prolungata” sui tassi era la risposta giusta alle pressioni inflazionistiche.

Il dollaro australiano, spesso visto come una valuta sensibile al rischio, è rimasto sostanzialmente stabile a $0.6906, oscillando attorno a un minimo di 11 settimane.

Dati sull'inflazione misti hanno offuscato le prospettive di ulteriori irrigidimenti della politica e mantenuto incerte le aspettative sui tassi.

Il dollaro neozelandese è sceso a $0.5654, segnando un nuovo minimo a sette mesi.

Le preoccupazioni geopolitiche hanno inoltre sostenuto la domanda di dollaro come bene rifugio.

Gli Stati Uniti e l'Iran sembrano rimanere in disaccordo su aspetti chiave, inclusi i temi nucleari e il controllo dello Stretto di Hormuz.

Ciò ha sollevato nuovi dubbi sulla tenuta del loro fragile accordo di pace.

Lo yen resta sotto forte pressione

Lo yen giapponese ha continuato a soffrire, scambiato per ultimo a 161.55 per dollaro.

Un movimento oltre 161.96 porterebbe lo yen al suo livello più debole dal 1986.

I recenti richiami verbali da parte di funzionari giapponesi hanno fatto poco per alleviare la pressione sulla valuta.

Le autorità stanno ora pianificando di gestire meglio le riserve valutarie del paese, pari a $1.3 trillion, per un'eventuale intervento a sostegno dello yen.

L'ex responsabile politico della Bank of Japan Sayuri Shirai ha detto che lo yen potrebbe indebolirsi fino a 165 per dollaro se la Fed dovesse procedere con rialzi dei tassi quest'anno.

Allo stesso tempo, un sommario delle opinioni emerse nella riunione di politica monetaria di giugno della Bank of Japan ha mostrato che alcuni membri del consiglio favorevano ulteriori rialzi dei tassi per avvicinare il tasso di politica monetaria della banca centrale a livelli considerati neutrali per l'economia.

La rupia apre in calo contro un dollaro USA forte

In India la rupia ha aperto in calo rispetto al dollaro USA mercoledì, in linea con le attese.

La coppia USD/INR è salita vicino a 94.85 mentre il dollaro ha raggiunto un nuovo massimo annuale.