Il crypto trading in India aumenta durante il lockdown per il COVID-19

Scritto da: Ali Raza
Aprile 28, 2020
  • L'epidemia di COVID-19, combinata con molteplici altri elementi, ha trasformato il settore crypto in India.
  • Sono state registrate impennate nei volumi di trading, mentre i mercati tradizionali vedono solo selloff.
  • Alcune teorie sostengono che il lockdown aiuterà il crypto spazio a svilupparsi e ad affermarsi nel Paese.

Il rapporto dell’India con le criptovalute è tra i più complicati al giorno d’oggi a livello mondiale. Il Paese ha vissuto un divieto di due anni che ha impedito alle banche di fornire servizi alle aziende collegate alle criptovalute. Tuttavia, non appena la Corte Suprema ha revocato il ban all’inizio di marzo, il volume degli scambi è aumentato.

Bitcoin arriva in soccorso mentre l’economia indiana crolla

L’amministratore delegato del crypto exchange CoinSwitch, Ashish Singhal, ha commentato la nuova situazione. Ha affermato: “C’è stato un notevole aumento dei volumi di trading sugli exchange che si rivolgono ai clienti indiani grazie alla chiarezza offerta dalla sentenza della Corte Suprema”.

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Anche le piattaforme di crypto banking, come Cashaa, hanno rilevato enormi picchi. La stessa Cashaa ha registrato un’impennata del volume degli scambi dell’800%. In origine, le voci secondo cui il governo avrebbe potuto rendere illegali le criptovalute hanno spinto molti un’affrettata attività di trading. Tuttavia, con il passare del tempo e il governo non ha fatto alcuna mossa, i trader si sono rilassati, ma lo slancio è rimasto.

Il crypto trading ha avuto un’altra nuova spinta il 6 marzo, quando una delle più grandi banche del Paese, la Yes Bank, è crollata. L’evento ha danneggiato la già fatiscente fiducia nei sistemi bancari tradizionali e il panico ha portato la gente a Bitcoin.

Nel frattempo, la pandemia di Coronavirus ha anche causato la sua giusta dose di panico, danneggiando i mercati tradizionali come le obbligazioni e le azioni. Questa situazione ha riguardato il mondo intero, poiché il virus si è diffuso in tutti gli Stati Uniti e nell’UE. L’India stessa ha visto un massiccio calo degli indici azionari per tutto il mese di marzo. Nel contempo, la sua valuta fiat, la rupia, ha registrato un minimo storico di 77,40 per dollaro.

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Il lockdown causato dal Coronavirus scaturisce un’impennata del crypto trading

La pandemia del virus ha anche costretto il Primo Ministro della nazione ad annunciare un lockdown di tre settimane, a partire dal 24 marzo. Con tutto questo combinato, i trader indiani sono rimasti a casa, hanno venduto asset tradizionali e sono passati alle criptovalute.

Il Singhal di CoinSwitch ha dichiarato che marzo è stato uno dei mesi migliori, il che ha raddoppiato il volume dell’exchange. Anche altri exchange, come WazirX, hanno notato un’impennata simile durante il lockdown. Anche il fatto che il crypto trading è disponibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a differenza dei mercati tradizionali, aperti solo dalle 9 alle 15:30, ha probabilmente contribuito.

Il modello delle valute digitali sembra perfetto per situazioni come queste. La loro natura decentralizzata e senza confini e la capacità di effettuare pagamenti P2P ha aiutato le persone a rilassarsi all’istante. Ora, la gente sta teorizzando che il successo del settore crypto crescerà sempre di più se la gente non potrà uscire all’aperto.

Le valute digitali non possono contribuire a diffondere il virus a causa dei pagamenti contactless. Nel frattempo, le persone possono ancora guadagnare denaro, sia attraverso il commercio che il lavoro a distanza, dalla sicurezza delle proprie abitazioni. Per quanto volatile possa essere ancora BTC nel 2020, l’interesse degli investitori e dei trader sembra essere sicuramente aumentato.