Wesfarmers rileva un aumento dell’89% delle vendite digitali a causa del COVID-19 che costringe le persone in casa

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su Giu 9, 2020
Aggiornato: Mag 27, 2022
  • Wesfarmers segnala un aumento dell'89% delle vendite digitali, poiché COVID-19 limita le persone a casa.
  • Il rivenditore australiano attribuisce gran parte dell'aumento delle vendite online a Officeworks e Bunnings.
  • Bunnings prevede 38,40 milioni di sterline di costi dovuti al lancio accelerato della sua unità di e-commerce.

Wesfarmers (ASX: WES) ha riportato nella giornata di martedì un aumento senza precedenti dell’89% delle sue vendite digitali nel 2020. La società australiana ha attribuito l’aumento delle vendite online alla pandemia del Coronavirus che ha limitato le persone nelle proprie case e ha aumentato la domanda di acquisti su internet. Wesfarmers ha inoltre evidenziato che le sue unità Officeworks e Bunnings hanno registrato le vendite digitali più forti degli ultimi cinque mesi.

Il COVID-19 ha finora contagiato più di 7.200 persone in Australia e causato oltre 100 morti. Ieri, lunedì, la Nuova Zelanda ha revocato tutte le restrizioni sul Coronavirus dato che la nazione è stata dichiarata completamente libera dalla nuova malattia respiratoria.

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Martedì, le azioni della società hanno registrato un calo intraday di oltre il 2%. A 22,91 sterline per azione, Wesfarmers ha recuperato circa il 35% negli ultimi tre mesi dopo aver raggiunto il valore minimo di 17 sterline per azione nell’ultima settimana di marzo. Per saperne di più su come investire nel mercato azionario.

Il commercio al dettaglio si affida sempre più all’e-commerce

Secondo il colosso australiano della distribuzione al dettaglio, le due unità che si concentrano principalmente su forniture per ufficio e prodotti hardware hanno contribuito maggiormente ad elevare la crescita delle vendite digitali del secondo semestre (ad oggi) al di sopra di quanto registrato nel primo semestre, poiché il nuovo virus ha spinto le aziende a ricorrere al lavoro da casa.

La crescita delle vendite di Wesfarmers, secondo gli esperti, fa pensare a una crescente dipendenza del settore del commercio al dettaglio dalle vendite online durante la crisi sanitaria.

La società con sede a Perth, tuttavia, non sa ancora se sarà in grado di sostenere la robusta crescita delle vendite digitali nei prossimi mesi. Con l’allentamento delle restrizioni di COVID-19, ha aggiunto il retailer, ci si può aspettare che le tendenze di acquisto si spostino di nuovo verso i negozi fisici.

Bunnings prevede costi per 38,40 mln di sterline dovuti al COVID-19

Bunnings gestisce attualmente oltre 370 sedi in Nuova Zelanda e Australia messe insieme. Si prevede che la catena di negozi di ferramenta sosterrà costi per circa 38,40 milioni di sterline, attribuibili al lancio accelerato della sua unità di e-commerce, alla chiusura dei negozi causata dal COVID-19 e al lockdown nazionale in Nuova Zelanda.

Nel suo rapporto di martedì, Wesfarmers ha anche dichiarato che le vendite di Target e Kmart (grandi magazzini discount) sono salite nelle ultime settimane. Il rivenditore ha attribuito questo aumento in particolare a una maggiore richiesta di abbigliamento invernale.

Mentre la pandemia pesava sulla domanda, Wesfarmers ha annunciato il mese scorso che circa il 65% delle sue sedi Target saranno chiuse o ribrandizzate. La scelta di tenerle aperte avrebbe comportato probabilmente fino a 357 milioni di sterline di spese una tantum.

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