Invezz

Il greggio WTI rimbalza a 82 dollari al barile mentre le scorte statunitensi diminuiscono e aumentano le tensioni geopolitiche

Il greggio WTI rimbalza a 82 dollari al barile mentre le scorte statunitensi diminuiscono e aumentano le tensioni geopolitiche
Noris Soto
17 lug 2024, 17:46 PM
  • I futures sul petrolio greggio WTI sono saliti sopra gli 81,5 dollari al barile, spinti da un sostanziale calo delle scorte petrolifere statunitensi.
  • L’American Petroleum Institute ha riportato una notevole riduzione di 4,4 milioni di barili nelle scorte petrolifere statunitensi.
  • La tensione geopolitica con gli Houthi dello Yemen che prendono di mira una petroliera e la recessione economica della Cina influiscono sui prezzi del petrolio.

Dopo aver subito tre perdite consecutive, mercoledì i futures sul petrolio greggio WTI hanno registrato una ripresa significativa, superando la soglia degli 82 dollari al barile.

Questo aumento dei prezzi è principalmente attribuito a una notevole diminuzione delle scorte petrolifere statunitensi, come riportato dall’American Petroleum Institute (API).

Il sorprendente crollo delle scorte di greggio statunitensi stimola l’ottimismo del mercato

Con una sorprendente svolta degli eventi, l'API ha annunciato una drastica riduzione di 4,4 milioni di barili delle scorte petrolifere statunitensi, superando di gran lunga le previsioni degli analisti del settore di un calo di soli 33.000 barili.

Se questi dati saranno confermati da fonti ufficiali, rappresenteranno la serie più lunga di riduzioni delle scorte da settembre.

Questo calo sostanziale ha iniettato una dose di ottimismo nel mercato, suggerendo un’offerta restrittiva che potrebbe sostenere ulteriormente i prezzi.

Il dilemma dei sentimenti di mercato nel contesto delle dinamiche geopolitiche ed economiche

Nonostante queste notizie positive sul fronte dell’offerta, il mercato rimane in uno stato di flusso a causa di una complessa interazione di fattori geopolitici ed economici.

I recenti sconvolgimenti geopolitici, come l’assalto del Mar Rosso in cui gli Houthi dello Yemen hanno preso di mira una petroliera battente bandiera della Liberia, hanno sostenuto i prezzi del petrolio sollevando preoccupazioni sulla sicurezza delle rotte marittime di trasporto del petrolio.

Tuttavia, questi guadagni sono mitigati dai timori di un rallentamento della domanda globale, soprattutto in Cina, dove la crescita economica è stata deludente.

L’economia cinese, la seconda più grande al mondo, è cresciuta solo del 4,7% nel secondo trimestre del 2023, il tasso più basso dall’inizio dell’anno.

Questo rallentamento getta un’ombra sul mercato petrolifero globale, poiché la Cina è un grande consumatore di energia. Il debole tasso di crescita solleva preoccupazioni circa un potenziale calo della domanda, che potrebbe controbilanciare l’impatto positivo dei vincoli di offerta.

L’impatto del conflitto nello Yemen sui prezzi del petrolio

Il conflitto in corso nello Yemen ha il potenziale di influenzare in modo significativo i prezzi del petrolio a causa della sua posizione strategica nel Mar Rosso, un corridoio critico per il transito globale del petrolio. Il recente attacco contro una petroliera battente bandiera liberiana da parte degli Houthi dello Yemen sottolinea la vulnerabilità di questa regione.

Il Centro comune di informazione marittima (JMIC) ha osservato che dopo l’attacco, la nave si è inizialmente diretta a sud, ma poi ha virato a nord fuori dall’area di minaccia per valutare i danni e indagare sulla potenziale fuoriuscita di petrolio.

Tali incidenti aumentano la percezione del rischio nel mercato petrolifero, poiché minacciano la sicurezza delle rotte marittime cruciali che trasportano quantità significative di petrolio. Ciò può portare a una maggiore volatilità e a un premio di rischio sui prezzi del petrolio, poiché i partecipanti al mercato reagiscono a qualsiasi sviluppo che potrebbe interrompere la catena di approvvigionamento.

Le incertezze geopolitiche in Medio Oriente e in altre regioni produttrici di petrolio spesso determinano una maggiore volatilità dei prezzi del petrolio. Conflitti come quello nello Yemen possono causare interruzioni immediate dell’offerta e aumentare il premio di rischio sul petrolio, spingendo i prezzi al rialzo.

Tuttavia, questi rischi geopolitici sono giustapposti a dati economici che potrebbero segnalare un indebolimento della domanda, creando uno scenario complesso per i partecipanti al mercato.

Ad esempio, mentre l’attacco nel Mar Rosso sostiene l’aumento dei prezzi del petrolio a causa di problemi di sicurezza, la stagnante performance economica in Cina solleva interrogativi sulla domanda futura. Gli operatori del mercato si trovano quindi a navigare in un panorama in cui i vincoli dal lato dell’offerta e le preoccupazioni dal lato della domanda sono in costante tensione.