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Perché la spinta di Trump per la supervisione presidenziale delle decisioni sui tassi di interesse della Fed è una mossa rischiosa

Perché la spinta di Trump per la supervisione presidenziale delle decisioni sui tassi di interesse della Fed è una mossa rischiosa
Harsh Vardhan
10 ago 2024, 12:45 PM
  • La frustrazione di Trump riflette il crescente malcontento tra gli americani per i lenti tagli dei tassi d'interesse da parte della Fed.
  • Donald Trump ritiene che le aliquote dovrebbero essere più basse e vorrebbe che il presidente avesse il potere di attuarlo.
  • Le conseguenze della politicizzazione della Fed possono essere disastrose per la moderna economia statunitense.

Donald Trump ha riacceso un dibattito di lunga data sull'indipendenza della Federal Reserve (Fed) chiedendo il controllo presidenziale sulle decisioni sui tassi di interesse.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso la sua residenza di Mar-a-Lago, l'ex presidente ha espresso il desiderio di avere voce in capitolo nella decisione della Fed di adeguare i tassi di interesse, una mossa che potrebbe modificare radicalmente il sistema finanziario statunitense.

La frustrazione di Trump rispecchia il crescente malcontento dell'opinione pubblica americana per la lentezza della Fed nell'abbassare i tassi di interesse.

Tuttavia, le implicazioni di un simile cambiamento di politica vanno ben oltre l'atteggiamento politico.

Se il presidente dovesse acquisire influenza sulla politica monetaria della Fed, ciò potrebbe minare l'indipendenza della banca centrale e avere conseguenze di vasta portata per l'economia statunitense.

I pericoli della politicizzazione della Fed

La Federal Reserve è stata concepita per operare in modo indipendente da influenze politiche, per garantire che le decisioni di politica monetaria siano prese sulla base di dati economici e considerazioni a lungo termine, piuttosto che su guadagni politici a breve termine.

La richiesta di Trump di un controllo presidenziale sui tassi di interesse sfida questo principio, riportando alla mente un'epoca in cui l'interferenza politica nelle banche centrali portava a risultati disastrosi.

Un notevole parallelo storico è quello degli anni '70, sotto la presidenza di Richard Nixon, che fece pressione sulla Fed affinché mantenesse bassi i tassi di interesse, contribuendo al fenomeno economico noto come stagflazione, una combinazione di crescita economica stagnante e alta inflazione.

Più di recente, il presidente turco Tayyip Erdogan ha esercitato un'influenza analoga sulla banca centrale del suo Paese, provocando una grave instabilità economica, tra cui un'inflazione alle stelle e un crollo della valuta.

L'insistenza di Trump sul fatto di avere un "istinto migliore" rispetto ai funzionari della Fed non è solo un vezzo retorico.

Segnala un potenziale spostamento verso una banca centrale politicizzata, in cui le decisioni potrebbero essere influenzate dai cicli elettorali piuttosto che dalle realtà economiche.

Una mossa del genere potrebbe erodere la credibilità della Fed e destabilizzare i mercati finanziari, che contano sul giudizio indipendente della banca centrale per orientare le aspettative economiche.

Implicazioni economiche di una Fed politicizzata

Consentire al presidente di controllare le decisioni sui tassi di interesse potrebbe avere conseguenze profonde sui mercati dei capitali statunitensi.

Se la politica monetaria diventa soggetta ai capricci politici, gli investitori potrebbero perdere fiducia nella capacità della Fed di gestire l'inflazione e la crescita economica, con conseguente aumento della volatilità sui mercati.

La percezione che la politica monetaria venga utilizzata come strumento politico potrebbe anche portare a una perdita di credibilità del dollaro statunitense sulla scena mondiale.

Gli investitori e i governi stranieri potrebbero mettere in discussione la stabilità del sistema finanziario statunitense, riducendo potenzialmente la domanda di attività statunitensi e aumentando i costi di prestito per il governo statunitense.

In pratica, una Fed politicizzata potrebbe portare alla manipolazione dei tassi di interesse per servire gli interessi elettorali del partito al governo.

Ad esempio, aumentare i tassi di interesse in prossimità di un'elezione potrebbe rivelarsi politicamente dannoso, in quanto potrebbe esercitare pressioni sulla Fed affinché mantenga i tassi artificialmente bassi, anche se le condizioni economiche giustificano un aumento.

Questo scenario potrebbe aggravare gli squilibri economici e contribuire all'instabilità a lungo termine.

Una dinamica simile si osserva in molte economie emergenti, dove i governi controllano i prezzi di beni essenziali come carburante ed elettricità per mantenere il favore politico.

Le organizzazioni internazionali come il Fondo Monetario Internazionale devono spesso intervenire per correggere queste distorsioni, che possono portare a crisi economiche.

La necessità dell’indipendenza della banca centrale

L'indipendenza della Federal Reserve è un pilastro della moderna politica economica e la banca centrale deve operare libera da influenze politiche.

Anche se le critiche di Trump alla gestione dei tassi di interesse da parte della Fed potrebbero trovare riscontro in alcuni, concedere al presidente il potere di dettare la politica monetaria creerebbe un precedente pericoloso.

L'integrità dell'economia statunitense dipende dalla capacità della Fed di prendere decisioni basate su analisi economiche oggettive, non su considerazioni politiche.

Politizzare la Fed potrebbe portare a guadagni a breve termine per alcuni, ma in ultima analisi comprometterebbe la stabilità e la prosperità dell'economia statunitense.

In conclusione, sebbene le preoccupazioni di Trump in merito all'attuale contesto dei tassi di interesse possano essere fondate, la sua proposta di dare al presidente il controllo sulla politica monetaria della Fed è irta di rischi.

Una mossa del genere probabilmente eroderebbe l'indipendenza della banca centrale, destabilizzerebbe i mercati finanziari e porterebbe l'economia statunitense su un percorso di instabilità a lungo termine.

La Fed deve rimanere un'istituzione indipendente, libera da interferenze politiche, per garantire la solidità e la stabilità costanti dell'economia statunitense.