Google sta per smembrarsi? Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti riflette su una mossa storica per frenare il "monopolio illegale"
- Il Dipartimento di Giustizia potrebbe obbligare Google a cedere Android e Chrome.
- La sentenza ha stabilito che Google ha monopolizzato la ricerca online e gli annunci di testo nelle ricerche.
- I rimedi potrebbero includere la condivisione dei dati e la prevenzione del predominio dei prodotti basati sull'intelligenza artificiale.
In una mossa coraggiosa, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti sta valutando un raro tentativo di smembrare Google di Alphabet Inc., in seguito a una sentenza storica che ha dichiarato che la società aveva monopolizzato il mercato della ricerca online, secondo un rapporto di Bloomberg.
Questa potenziale azione rappresenta il primo tentativo significativo da parte di Washington di smantellare una grande azienda per monopolizzazione illegale dai tempi dei tentativi di smantellare la Microsoft Corp. di due decenni fa.
Le azioni di Alphabet sono scese fino al 2,5% a 160,11 dollari nelle contrattazioni after-hours, prima di recuperare alcune perdite.
Un processo separato, programmato per il 4 settembre, determinerà le sanzioni o i rimedi che Google dovrà affrontare.
Perdita della causa antitrust contro il precursore statunitense delle discussioni
All'inizio di questo mese, Google ha perso una storica causa antitrust contro il Dipartimento di Giustizia dopo che il giudice federale Amit Mehta ha stabilito che il gigante della tecnologia aveva creato un "monopolio illegale" nel settore della ricerca e della pubblicità online.
Nello specifico, è stato scoperto che Google ha violato le leggi antitrust stipulando accordi esclusivi con produttori di dispositivi come Apple e Samsung, in base ai quali Google avrebbe pagato miliardi di dollari (26 miliardi di dollari solo nel 2021) per garantire che il suo prodotto fosse il motore di ricerca predefinito sui loro telefoni e tablet.
La sentenza del 5 agosto del giudice Amit Mehta ha intensificato le discussioni all'interno del Dipartimento di Giustizia, evidenziando la posizione dominante illegale di Google nella ricerca online e negli annunci di testo di ricerca.
Google ha affermato che farà ricorso contro questa decisione, ma Mehta ha ordinato a entrambe le parti di iniziare a pianificare la seconda fase del caso, che riguarderà le proposte del governo per ripristinare la concorrenza, tra cui una possibile richiesta di scioglimento.
Sul tavolo i piani di dismissione
Tra le possibili cessioni prese in considerazione ci sono il sistema operativo Android e il browser web di Google, Chrome, ha affermato Bloomberg.
Il giudice Mehta ha scoperto che Google richiede ai produttori di dispositivi di firmare accordi per accedere alle sue app, come Gmail e Google Play Store, il che a sua volta impone l'installazione del widget di ricerca di Google e del browser Chrome in modo non eliminabile.
Ciò di fatto soffoca la concorrenza degli altri motori di ricerca.
Secondo quanto riferito da alcune fonti all'agenzia di stampa, i funzionari stanno anche valutando di forzare una possibile vendita di AdWords, la piattaforma utilizzata dall'azienda per vendere annunci pubblicitari tramite testo, per attenuare la propria posizione dominante nel settore.
Nel 2020 AdWords ha contribuito a generare un fatturato di oltre 100 miliardi di dollari.
I piani meno severi includono la condivisione dei dati con i concorrenti
Misure meno severe, ha affermato Bloomberg, includono l'obbligo per Google di condividere più dati con i suoi concorrenti.
La sentenza del giudice Mehta ha evidenziato che i contratti di Google proteggono la maggior parte dei dati degli utenti, 16 volte in più rispetto al suo concorrente più vicino, il che impedisce ai rivali di migliorare i propri algoritmi di ricerca.
Obbligare Google a rendere i propri dati disponibili a concorrenti come Bing o DuckDuckGo di Microsoft potrebbe aumentare la concorrenza e l'innovazione nel mercato della ricerca.
Un approccio simile fu adottato nel caso antitrust del 1956 contro AT&T, che richiese all'azienda di fornire licenze esenti da royalty per i suoi brevetti, e nel caso del 2001 contro Microsoft, che impose di rendere alcune API disponibili gratuitamente a terze parti.
Preoccupazioni per il gioco AI di Google
Le preoccupazioni relative al predominio di Google si estendono allo sviluppo della tecnologia dell'intelligenza artificiale (IA).
Il Dipartimento di Giustizia ha lanciato l'allarme: il controllo di Google sulla ricerca online offre un vantaggio ingiusto nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Storicamente, i siti Web hanno consentito al web crawler di Google di indicizzare i loro contenuti per farli apparire nei risultati di ricerca. Tuttavia, questi dati vengono utilizzati anche per addestrare i modelli di intelligenza artificiale di Google.
Di recente, Google ha introdotto uno strumento che consente ai siti web di bloccare l'estrazione di dati specificatamente per l'intelligenza artificiale; tuttavia, questa opzione di esclusione non si applica a tutti i dati utilizzati per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Le panoramiche AI di Google, risposte narrative alle query di ricerca, attingono ai risultati di ricerca e presentano informazioni riassunte.
Gli editori di siti web non possono disattivare queste panoramiche, integrate nella funzione di ricerca, il che solleva ulteriori preoccupazioni circa l'influenza di Google sui contenuti web.
La strada da seguire e le implicazioni
Se il Dipartimento di Giustizia decidesse di procedere con una scissione, il piano dovrà ottenere l'approvazione del giudice Mehta, che ordinerà a Google di rispettarlo.
Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia hanno consultato le aziende interessate dalle pratiche di Google per valutare la portata complessiva dell'impatto monopolistico e i potenziali rimedi.
Indipendentemente dal percorso specifico intrapreso, l'obiettivo del governo rimane quello di ripristinare l'equilibrio competitivo nel settore tecnologico.
Ciò potrebbe comportare il divieto di contratti esclusivi che soffocano la concorrenza e la garanzia che Google non domini in modo sleale i mercati emergenti come quello dell'intelligenza artificiale.
L'esito di questa storica causa antitrust contro Google potrebbe creare un precedente significativo, influenzando il modo in cui vengono regolamentati i mercati digitali e garantendo che la concorrenza e l'innovazione prosperino nel settore tecnologico in rapida evoluzione.
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