Stati Uniti, Gran Bretagna e UE firmano il primo trattato internazionale sull'intelligenza artificiale per uno sviluppo responsabile

Stati Uniti, Gran Bretagna e UE firmano il primo trattato internazionale sull'intelligenza artificiale per uno sviluppo responsabile
Diya Poddar
06 set 2024, 12:08 PM
  • La Convenzione sull'intelligenza artificiale, adottata da 57 paesi, mira a proteggere i diritti umani e promuovere l'innovazione responsabile dell'intelligenza artificiale.
  • Il Consiglio d'Europa, distinto dall'UE, ha svolto un ruolo fondamentale nella stesura e nella negoziazione della Convenzione sull'intelligenza artificiale.
  • La Convenzione sull'intelligenza artificiale integra la legge dell'UE sull'intelligenza artificiale, fornendo un quadro globale per la governance dell'intelligenza artificiale.

L'Unione Europea, gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno firmato il primo trattato internazionale giuridicamente vincolante al mondo sull'intelligenza artificiale (IA) e sui sistemi correlati, noto come Convenzione sull'IA.

Adottato a maggio dopo anni di negoziati tra 57 paesi, il trattato mira ad affrontare i rischi posti dall'intelligenza artificiale, promuovendo al contempo un'innovazione responsabile.

Alcuni esperti sostengono che la terminologia generica e le avvertenze contenute nel trattato potrebbero comprometterne l'efficacia.

Sebbene questo sviluppo rappresenti una pietra miliare significativa negli sforzi globali per regolamentare l'intelligenza artificiale, permangono interrogativi sul suo impatto pratico e sulla sua applicazione.

Trattato sull'intelligenza artificiale adottato da 57 paesi

La Convenzione sull'intelligenza artificiale, la prima del suo genere, si concentra sulla tutela dei diritti umani di coloro che sono interessati dai sistemi di intelligenza artificiale.

Questo accordo è distinto dall'AI Act dell'UE, entrato in vigore il mese scorso e che impone rigide norme sullo sviluppo e l'implementazione dell'intelligenza artificiale all'interno dell'UE.

Negoziata da 57 paesi, la Convenzione sull'intelligenza artificiale riflette un impegno globale volto a garantire che le tecnologie di intelligenza artificiale non compromettano valori fondamentali quali i diritti umani e lo stato di diritto.

Il Consiglio d'Europa, un'organizzazione internazionale distinta dall'UE, ha guidato il trattato. Con il mandato di salvaguardare i diritti umani, il Consiglio comprende 46 paesi membri, comprendendo tutti i 27 stati membri dell'UE.

L'adozione del trattato è il frutto di anni di discussioni, iniziate con uno studio di fattibilità nel 2019 e culminate con l'istituzione di un Comitato sull'intelligenza artificiale nel 2022 per redigere il testo.

Gli esperti chiedono meccanismi di applicazione più forti

La Convenzione sull'intelligenza artificiale consente ai firmatari di adottare o mantenere misure legislative, amministrative o di altro tipo per attuare le sue disposizioni.

Sebbene l'obiettivo principale del trattato sia garantire che i sistemi di intelligenza artificiale siano in linea con le tutele dei diritti umani, i critici sostengono che la formulazione generica e le numerose esenzioni potrebbero limitarne l'efficacia.

Francesca Fanucci, esperta giuridica presso l'European Center for Not-for-Profit Law Stichting (ECNL), che ha contribuito al processo di stesura del trattato, ha espresso preoccupazioni circa la sua applicabilità.

Fanucci ha osservato che la “formulazione dei principi e degli obblighi” nella convenzione è “troppo ampia e piena di avvertenze”, sollevando interrogativi sulla certezza del diritto e sull’effettiva applicazione.

Una delle principali critiche riguarda le esenzioni consentite per i sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per scopi di sicurezza nazionale e la percepita disparità nei controlli tra aziende private e settore pubblico.

Il trattato riflette un tentativo di bilanciare l'esigenza di innovazione con l'imperativo di proteggere i diritti umani e sostenere gli standard etici.

Il ministro della Giustizia britannico, Shabana Mahmood, ha descritto la convenzione come un "passo importante" per garantire che le tecnologie di intelligenza artificiale possano essere sfruttate senza erodere valori fondamentali come i diritti umani e lo stato di diritto.

Il governo del Regno Unito ha dichiarato che collaborerà con gli enti regolatori, le amministrazioni decentrate e le autorità locali per attuare adeguatamente i nuovi requisiti del trattato.

Differenza tra la legge UE sull'intelligenza artificiale e la convenzione sull'intelligenza artificiale

La Convenzione sull'intelligenza artificiale appena firmata è distinta dalla legge dell'UE sull'intelligenza artificiale, che impone già una regolamentazione completa sui sistemi di intelligenza artificiale nel mercato interno dell'UE.

L'AI Act classifica le applicazioni di intelligenza artificiale in base ai loro livelli di rischio (inaccettabile, elevato, limitato e minimo), ciascuno con i relativi requisiti di conformità, trasparenza e governance.

Al contrario, la Convenzione sull'intelligenza artificiale fornisce un quadro per la cooperazione e la guida a livello internazionale, ma con un insieme più ampio di principi che alcuni sostengono manchino di specificità.

In che modo le nazioni faranno rispettare i principi?

Sebbene la Convenzione sull'intelligenza artificiale sia stata salutata come un passo significativo verso un panorama dell'intelligenza artificiale più regolamentato, le critiche relative alle sue presunte scappatoie e ai suoi principi generalizzati suggeriscono che potrebbe essere necessario un ulteriore perfezionamento.

Fanucci e altri esperti legali sostengono che, in assenza di disposizioni più solide e chiare, il trattato potrebbe avere difficoltà a garantire tutele significative contro potenziali abusi delle tecnologie di intelligenza artificiale.

La necessità di una cooperazione internazionale nella governance dell'intelligenza artificiale è evidente, ma la sfida consiste nel creare un quadro giuridicamente vincolante che bilanci efficacemente innovazione e responsabilità.

Poiché le tecnologie di intelligenza artificiale continuano a evolversi rapidamente, l'efficacia di trattati come la Convenzione sull'intelligenza artificiale dipenderà probabilmente da futuri emendamenti, da linee guida più severe e dalla volontà politica dei firmatari di farle rispettare.

L'impatto del trattato dipenderà in larga misura dal modo in cui i paesi firmatari implementeranno le sue disposizioni e affronteranno le critiche sollevate. Il panorama globale dell'IA è in continua evoluzione e la necessità di normative adattabili e applicabili è fondamentale.

Mentre il Regno Unito e altre nazioni lavorano per integrare i principi del trattato nel diritto nazionale, l'efficacia di questo sforzo pionieristico sarà attentamente monitorata da decisori politici, aziende e gruppi della società civile in tutto il mondo.