I "miliardi mancanti" del Servizio Sanitario Nazionale: l'assistenza sanitaria inglese è in emergenza e Starmer deve agire
- Un'indagine governativa mette in luce il pessimo stato del Servizio Sanitario Nazionale inglese, con lunghe attese e disimpegno del personale.
- Il Servizio Sanitario Nazionale ha speso 37 miliardi di sterline in meno rispetto ai suoi concorrenti per le infrastrutture, con un conseguente arretrato di 11,6 miliardi di sterline nella manutenzione.
- Il partito laburista promette una riforma del Servizio sanitario nazionale, concentrandosi sulla trasformazione digitale e sull'assistenza sanitaria basata sulla comunità.
Le gravi condizioni del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) inglese sono state messe a nudo da una revisione sostenuta dal governo e guidata dall'ex ministro della Salute Lord Ara Darzi.
Il rapporto di 142 pagine, pubblicato questa settimana, espone i problemi critici che il Servizio Sanitario Nazionale deve affrontare dopo oltre un decennio di misure di austerità, infrastrutture obsolete e una crescente domanda di assistenza.
"Il Servizio sanitario nazionale è ormai un libro aperto", ha concluso Darzi.
"I problemi sono esposti a tutti." Le sue scoperte dipingono un quadro cupo di un sistema sovraccarico e sottofinanziato, colpito da anni di investimenti inadeguati.
Per il primo ministro laburista Sir Keir Starmer, affrontare questi problemi sarà una delle sfide più grandi che il suo governo dovrà affrontare.
I “miliardi mancanti” e le infrastrutture sottofinanziate
La revisione rivela l'impatto di ciò che Darzi chiama i "miliardi mancanti", ovvero il deficit negli investimenti di capitale che ha lasciato il Servizio sanitario nazionale alle prese con edifici e attrezzature obsoleti.
Negli ultimi dieci anni, il Servizio Sanitario Nazionale ha speso circa 37 miliardi di sterline in meno in risorse e infrastrutture sanitarie rispetto ai paesi comparabili.
Questa carenza ha portato a un arretrato di oltre 11,6 miliardi di sterline in costi di manutenzione, che ha interessato tutto, dagli edifici ospedalieri ai servizi di salute mentale, con pazienti talvolta ospitati in "celle in stile vittoriano".
Darzi fa notare che il 20% del patrimonio del Servizio Sanitario Nazionale è antecedente alla fondazione del servizio, avvenuta più di 75 anni fa, e che il personale lavora con "troppi scanner obsoleti" e ha un accesso limitato agli strumenti digitali.
Il risultato, secondo il rapporto, è che la produttività è stata duramente colpita, lasciando il Servizio Sanitario Nazionale meno in grado di soddisfare la crescente domanda di servizi.
Errata allocazione del budget del Servizio Sanitario Nazionale: troppo negli ospedali, troppo poco nelle comunità
Il rapporto evidenzia un altro problema di vecchia data: l'incapacità di trasferire l'assistenza sanitaria dagli ospedali alle comunità.
Nonostante gli impegni dei governi successivi di investire di più nella prevenzione e nell'assistenza sanitaria basata sulla comunità, è accaduto il contrario.
Dal 2009, il numero di infermieri di comunità è diminuito del 5%, mentre gli operatori sociosanitari, fondamentali nell'assistenza alla prima infanzia, sono diminuiti del 20%.
Darzi sostiene che una parte eccessiva del bilancio del Servizio Sanitario Nazionale viene spesa per gli ospedali, lasciando l'assistenza primaria sottofinanziata.
Ciò ha reso più difficile intervenire precocemente sui problemi di salute, con conseguente necessità di costosi trattamenti ospedalieri da parte di un numero maggiore di pazienti.
Il rapporto suggerisce che uno spostamento dell'attenzione verso l'assistenza primaria potrebbe contribuire a prevenire l'insorgenza di patologie gravi e ad alleviare la pressione sugli ospedali.
Morti premature e liste d’attesa in aumento
Una delle conclusioni più preoccupanti della revisione è il crescente numero di morti premature legate all'aumento delle liste d'attesa.
Il Royal College of Emergency Medicine stima che ogni anno circa 14.000 decessi in più siano attribuibili ai ritardi nell'accesso alle cure, ovvero più del doppio del numero totale di morti in combattimento tra le forze armate britanniche da quando è stato fondato il Servizio Sanitario Nazionale nel 1948.
Il rapporto evidenzia un aumento dei tempi di attesa per le procedure ospedaliere: attualmente circa 7,6 milioni di persone sono in attesa di appuntamenti di routine.
Anche l'assistenza d'urgenza è in difficoltà: 1 paziente su 10 attende più di 12 ore per essere curato al pronto soccorso.
Anche i servizi di salute mentale sono sovraccarichi: più di un milione di persone, tra cui 100.000 bambini, aspettano più di 12 mesi per accedere alle cure.
Le lunghe attese sono diventate "normali", afferma Darzi, aggiungendo che i tassi di mortalità per cancro in Inghilterra sono più alti rispetto ad altri paesi ad alto reddito e che dal 2013 non sono stati fatti progressi nel migliorare la diagnosi precoce del cancro.
Una popolazione in crescita e invecchiamento: aumentano le pressioni
Il rapporto di Darzi sottolinea inoltre che la crescita e l'invecchiamento della popolazione rappresentano uno dei principali fattori che esercitano pressione sul Servizio Sanitario Nazionale.
Si prevede che la popolazione inglese aumenterà di 13 milioni di persone entro il 2070; due terzi di questa crescita riguarderà la popolazione di età pari o superiore a 65 anni, età in cui i costi sanitari pro capite iniziano ad aumentare rapidamente.
Il rapporto avverte che la salute pubblica è "peggiorata", con più persone che vivono più a lungo con patologie multiple, il che mette a dura prova il NHS. Gli standard abitativi, la disuguaglianza di reddito e i fattori legati allo stile di vita contribuiscono tutti a questa crescente domanda.
La percentuale di bambini che vivono in povertà è salita al 29%, mentre la prevalenza della depressione è più che raddoppiata, passando dal 5,8% del 2012 al 13,2% del 2022.
Morale del personale del Servizio Sanitario Nazionale: disimpegno e alti tassi di malattia
La revisione rivela anche segnali allarmanti di disimpegno tra il personale del NHS. Dall'inizio della pandemia, alti livelli di assenteismo sono diventati comuni, con il personale che si prende fino a un mese di ferie all'anno per malattia.
Darzi sottolinea che il miglioramento delle condizioni di lavoro è essenziale non solo per il morale del personale, ma anche per aumentare la produttività all'interno del Servizio Sanitario Nazionale.
Il piano di riforma del partito laburista: un NHS digitale e incentrato sulla comunità
Il governo laburista si è impegnato a riformare il Servizio Sanitario Nazionale, con il Primo Ministro Starmer che ha promesso di realizzare "la più grande riorganizzazione del nostro Servizio Sanitario Nazionale dalla sua nascita".
La prossima primavera il governo pubblicherà un piano decennale per il Servizio Sanitario Nazionale, con tre priorità chiave: far passare i servizi "analogici a quelli digitali", trasferire più assistenza dagli ospedali alle comunità e concentrarsi sulla prevenzione delle malattie.
Starmer ha anche sottolineato la necessità di affrontare la crisi dell'assistenza sociale, che Darzi ha descritto come "terribile". Senza finanziamenti adeguati, l'assistenza sociale ha rappresentato un peso enorme per il Servizio Sanitario Nazionale, in particolare per gli anziani e le loro famiglie.
Starmer ha riconosciuto che "non è possibile costruire un Servizio sanitario nazionale per il futuro se non miglioriamo l'assistenza sociale mentre lo facciamo".
Una strada impegnativa da percorrere
Il rapporto di Darzi sottolinea la profondità delle sfide che il NHS deve affrontare. Anni di sottoinvestimenti, uniti alla crescente domanda da parte di una popolazione che invecchia, hanno lasciato il servizio sanitario in un urgente bisogno di riforme.
Il governo laburista dovrà fare delle scelte difficili, cercando di bilanciare la necessità di finanziamenti aggiuntivi con l'impegno a implementare cambiamenti attesi da tempo per migliorare l'assistenza.
La strada verso la ripresa non sarà facile, ma il governo di Starmer ha chiarito che le riforme sono essenziali.
Il Servizio Sanitario Nazionale continua a essere una parte essenziale della vita britannica e il suo futuro dipenderà dalla capacità del governo di affrontare questi problemi radicati.
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