C'è ancora speranza per l'economia cinese?

  • Il rallentamento economico della Cina è peggiorato con il calo della produzione e degli investimenti.
  • L'aumento della disoccupazione aumenta la pressione per raggiungere l'obiettivo di crescita del 5%.
  • Gli economisti sollecitano misure di stimolo coraggiose, ma Pechino resta titubante.

Negli ultimi mesi le prospettive economiche della Cina sono diventate sempre più incerte, poiché gli indicatori chiave continuano a deludere.

Mentre la produzione industriale, le vendite al dettaglio e gli investimenti immobiliari mostrano tutti segni di debolezza, aumentano i dubbi sulla capacità di Pechino di raggiungere l'obiettivo di una crescita del PIL del 5% per il 2024.

Mentre molti economisti hanno chiesto un intervento urgente del governo, i decisori politici cinesi sembrano esitanti a implementare misure di stimolo su larga scala, sollevando dubbi sulla capacità del Paese di affrontare le attuali sfide.

Le prospettive di crescita stanno diventando irrealistiche

L'economia cinese, un tempo la potenza trainante della crescita globale, sta vivendo una decelerazione marcata. Gli ultimi dati di agosto hanno rivelato un rallentamento generalizzato che ha allarmato analisti e decisori politici.

La crescita della produzione industriale, un indicatore fondamentale della capacità produttiva del Paese, è scesa al minimo degli ultimi cinque mesi del 4,5% su base annua.

Si tratta del quarto mese consecutivo di rallentamento dell'attività industriale, a dimostrazione del fatto che il settore manifatturiero cinese, un tempo solido, sta perdendo slancio.

Le vendite al dettaglio, un altro indicatore cruciale della domanda interna, sono cresciute solo del 2,1% ad agosto, un netto calo rispetto alla crescita del 2,7% registrata a luglio. Gli economisti avevano previsto una cifra più vicina al 2,68%, rendendo il risultato ancora più preoccupante.

La debole performance del commercio al dettaglio denota una base di consumatori cauta, con categorie di spesa discrezionale come oro, gioielli, automobili e cosmetici particolarmente colpite.

Forse la cosa più preoccupante è l'attuale crisi del mercato immobiliare. Gli investimenti immobiliari, che sono da tempo un motore chiave della crescita economica della Cina, sono scesi del 10,2% anno su anno nei primi otto mesi del 2024.

Ad agosto i prezzi delle case sono scesi al ritmo più rapido in oltre nove anni, con solo due delle 70 città esaminate che hanno registrato un aumento.

La persistente crisi del settore immobiliare ha fatto sì che l'economia facesse fatica a riprendere quota, contribuendo in modo significativo al rallentamento più ampio.

Non si trovano segnali promettenti

Il rallentamento della produzione industriale e delle vendite al dettaglio è accompagnato da una disoccupazione in aumento, complicando ulteriormente la ripresa economica della Cina. Il tasso di disoccupazione urbana è salito al 5,3% ad agosto, il più alto in sei mesi.

Questo aumento della disoccupazione, unito alla tiepida crescita dei salari, ha pesato pesantemente sulla fiducia dei consumatori, soffocando qualsiasi potenziale ripresa della spesa delle famiglie. Anche gli investimenti privati hanno subito un colpo.

Gli investimenti in beni fissi, che comprendono la spesa per infrastrutture, produzione e proprietà immobiliari, sono cresciuti solo del 3,4% su base annua nei primi otto mesi del 2024, in calo rispetto al 3,6% del mese precedente.

Ancora più preoccupante è il fatto che gli investimenti privati siano diventati negativi, calando dello 0,2% rispetto all'anno precedente. Gli analisti attribuiscono questo fatto a un sentimento cauto tra gli investitori, che sono cauti nell'affondare capitali in un'economia che sembra perdere slancio.

I dati deboli sugli investimenti hanno spinto gli economisti a rivedere al ribasso le previsioni di crescita annua del PIL cinese.

Goldman Sachs ha recentemente declassato le sue proiezioni al 4,7%, mentre Morgan Stanley e Bank of America hanno anch'esse ridotto le loro stime rispettivamente al 4,7% e al 4,8%.

Queste previsioni riviste non raggiungono l'obiettivo del 5% fissato da Pechino, sollevando dubbi sulla capacità del governo di raggiungere i propri obiettivi economici senza un'azione politica più incisiva.

Pechino interverrà con misure di stimolo importanti?

Mentre i dati economici continuano a peggiorare, le richieste di intervento del governo diventano sempre più forti.

Gli analisti sostengono che senza un significativo pacchetto di stimoli fiscali o monetari, l'economia cinese potrebbe continuare a rallentare, allontanandosi ulteriormente dall'obiettivo di crescita del governo.

Tuttavia, le autorità cinesi si sono finora dimostrate restie ad adottare misure coraggiose.

Eswar Prasad, professore di economia alla Cornell University, ha criticato la lenta risposta di Pechino, sottolineando che "l'impiego della politica monetaria richiede un'azione piuttosto significativa, e richiede anche un'azione tempestiva".

Molti ritengono che i politici cinesi abbiano perso l'occasione di stimolare l'economia, soprattutto di fronte a sfide crescenti come l'invecchiamento della popolazione, gli elevati livelli di debito e l'attuale crisi immobiliare.

Sebbene la Cina sia riuscita a evitare una crisi finanziaria conclamata, grazie ai suoi sforzi per isolare il mercato immobiliare dal sistema finanziario più ampio, il Paese sta ancora attraversando un lento e doloroso processo di adattamento.

Senza un radicale cambiamento di politica, il processo di aggiustamento potrebbe protrarsi per anni, soffocando la crescita e limitando la capacità della Cina di contribuire all'espansione economica globale.

C'è ancora speranza di ripresa?

Nonostante i dati negativi, alcuni analisti restano moderatamente ottimisti sulle prospettive a lungo termine della Cina.

Ad esempio, nonostante il rallentamento delle vendite al dettaglio e della produzione industriale, il Paese non ha ancora sperimentato il tipo di crollo finanziario sistemico osservato in altre importanti crisi immobiliari, come la crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti o il crollo immobiliare in Giappone negli anni '90.

Questa relativa stabilità suggerisce che la Cina potrebbe riuscire a superare le attuali sfide senza scatenare una crisi finanziaria più ampia.

Inoltre, vi sono segnali che indicano che il governo potrebbe prepararsi a varare politiche più mirate per stabilizzare la crescita.

Il presidente cinese Xi Jinping ha recentemente invitato i funzionari a "impegnarsi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo economico e sociale per l'intero anno".

Ciò ha alimentato le speculazioni secondo cui Pechino potrebbe introdurre misure più aggressive nei prossimi mesi, soprattutto con l'avvicinarsi della fine dell'anno e l'intensificarsi della pressione per raggiungere l'obiettivo di crescita del 5%.

Detto questo, il tempo stringe. Senza una spinta significativa di stimolo, analisti come Lynn Song, economista capo per la Greater China presso ING, ritengono che sarà "difficile" per la Cina raggiungere il suo obiettivo di crescita.

Song ha sottolineato che "i decisori politici hanno poco tempo per introdurre misure volte a sostenere l'economia nonostante le numerose difficoltà".

La finestra per un'azione efficace si sta chiudendo e il governo dovrà agire rapidamente se vuole sperare di invertire l'attuale rallentamento.