Kamala Harris menziona finalmente Crypto, ma gli scettici restano poco convinti

Kamala Harris menziona finalmente Crypto, ma gli scettici restano poco convinti
Rony Roy
23 set 2024, 11:54 AM
  • Kamala Harris menziona per la prima volta le risorse digitali.
  • Il vicepresidente degli Stati Uniti ha rilasciato queste dichiarazioni durante una raccolta fondi a Manhattan.
  • La comunità delle criptovalute resta divisa sulla questione se i commenti segnino un cambiamento di posizione.

La candidata alla presidenza degli Stati Uniti Kamala Harris ha finalmente rotto il silenzio sulle criptovalute e ha promesso di promuovere gli investimenti nel settore e in altre tecnologie emergenti.

Un rapporto di Bloomberg, citando il discorso di Harris durante una raccolta fondi del 22 settembre a Manhattan, ha affermato che il vicepresidente intende "tagliare la burocrazia inutile" e concentrarsi sullo sviluppo di "settori del futuro" con il settore delle risorse digitali come uno dei potenziali beneficiari.

Harris ha sottolineato l'importanza di creare un ambiente normativo stabile con "regole stradali coerenti e trasparenti", con l'obiettivo di incoraggiare gli investimenti in "tecnologie innovative come l'intelligenza artificiale e le risorse digitali", concentrandosi al contempo sulla tutela dei consumatori.

Si è trattato della prima volta in cui Harris ha menzionato le criptovalute durante un'apparizione pubblica, poiché le criptovalute sono diventate una questione chiave nella corsa presidenziale del 2024.

La comunità delle criptovalute è divisa

Alcuni sostenitori delle criptovalute vedono in questo un cambiamento rispetto alla posizione contraria alle criptovalute percepita dall'attuale amministrazione.

Alexander Grieve, vicepresidente degli affari governativi presso la società di capitali di rischio Paradigm, ha definito le dichiarazioni "incoraggianti", ma ha aggiunto che l'approccio di Harris sarebbe stato diverso da quello di Donald Trump, che si è promosso come il presidente americano delle criptovalute.

Il deputato pro-cripto Wiley Nickel, che fa anche parte della campagna Crypto4Harris, un'iniziativa democratica che mira a coinvolgere il settore delle criptovalute, l' ha descritta come "un grosso problema per le criptovalute e la tecnologia blockchain".

Nickel ha affermato che questo cambiamento allinea Harris con i democratici pro-innovazione, come coloro che sostengono l'iniziativa "Il futuro dell'innovazione e della tecnologia nel 21° secolo", sostenendo politiche che favoriscano l'innovazione digitale negli Stati Uniti anziché soffocarla.

Tuttavia, alcuni osservatori del mercato sono rimasti scettici, mettendo in dubbio il suo impegno nel settore.

I critici sostengono che, in qualità di vicepresidente degli Stati Uniti, Harris ha avuto tutto il tempo per influenzare la politica sulle criptovalute, ma è rimasto in gran parte in silenzio quando il settore ha espresso a gran voce la sua necessità di chiarezza normativa.

Le azioni passate parlano chiaro

Alcuni ritengono che i suoi recenti commenti siano motivati politicamente piuttosto che un vero e proprio cambiamento di rotta, soprattutto considerando che in precedenza aveva sostenuto posizioni considerate sfavorevoli al settore delle criptovalute.

Secondo il capitalista di rischio Nic Carter, le recenti dichiarazioni “significano meno di niente”.

Nel frattempo, Jake Chervinsky, responsabile legale della società di venture capital Variant, ha sottolineato che il linguaggio utilizzato, in particolare quello di "proteggere i nostri consumatori e investitori", lascia molto spazio all'interpretazione.

Chervinsky ha sottolineato che questa frase è stata spesso utilizzata come pretesto dall'“esercito anti-cripto” per giustificare misure restrittive.

Un esempio è lo Staff Accounting Bulletin (SAB) 121 della Securities and Exchange Commission, una norma controversa che obbliga le società che detengono criptovalute per conto dei clienti a elencare tali attività come passività nei propri bilanci.

Sebbene fosse stata promossa come misura di tutela dei consumatori, ha imposto notevoli oneri alle istituzioni che si occupano di asset digitali, scoraggiandole dal fornire servizi crittografici a causa della maggiore complessità normativa e delle responsabilità finanziarie.

L'amministrazione Biden-Harrisha sostenuto questo approccio normativo e il presidente Biden ha posto il veto a una risoluzione bipartisan che mirava ad abrogarlo.

I commenti di Harris seguono le dichiarazioni rilasciate il mese scorso dal suo consulente elettorale, Brian Nelson, secondo cui la vicepresidente avrebbe sostenuto le politiche sulle criptovalute se avesse ottenuto una vittoria.

Tuttavia, Nelson ha sottolineato la necessità di normative chiare, sottolineando le conseguenze di eventi come il crollo di FTX alla fine del 2022.

Le elezioni statunitensi del 2024 sono destinate a plasmare il futuro della regolamentazione delle criptovalute negli Stati Uniti.

L'esito delle elezioni potrebbe determinare se il settore dovrà affrontare misure più restrittive o un quadro normativo più chiaro e favorevole.